lunedì 18 maggio 2026
Ossimorica e deformata interpretazione dell'impiego dell'AI
martedì 12 maggio 2026
Etimologia dello sciopero (zacchete) e della manifestazione (zicchete)
C’è una cosa strana che è successa in autunno, e, ancora un pochino, succede tuttora, ma meno, perché è già meno di tendenza.
In Italia, negli ultimi dieci anni, gli indigenti sono aumentati del 43%. Il tasso di occupazione è 9 punti sotto la media europea. In Ucraina, dall’inizio della guerra, quasi due milioni di vittime. A Gaza, dal 7 ottobre 2023, oltre 72.000 vittime.
Eppure, quando si parla di cose che ci toccano da vicino, la reazione è sempre la stessa: non vedo, non sento, non parlo. Mi chiudo nella mia bolla e cerco a tutti i costi di costruirmi una serenità sintetica.
Poi però, ecco lo SCIOPERO per Gaza. A ottobre. E lì, improvvisamente, due milioni in piazza. Categorie che SCIOPERANO per Gaza.
Scioperano.
E allora mi viene in mente l’etimologia: ex‑operare, uscire dal lavoro. Uno strumento nato per difendere chi lavora, non per fare beneficenza geopolitica tra l'altro sgangherata, perché i soldi li trattiene il datore di lavoro, mica vanno a Gaza.
Perché quando le condizioni di lavoro peggiorano a vista d'occhio con leggi assurde, carichi disumani, sprechi, interpretazioni creative della normativa, la filosofia del “lavora di più così sembri produttivo e chi se ne frega se non ti rimane più il tempo per vivere” — la maggior parte si piega e krumirizza con una naturalezza che di naturale non ha proprio nulla.
Poi però si sciopera, perdendo soldi veri, per una causa che non ha nulla a che vedere con il proprio lavoro.
Ma perché non MANIFESTARE (parola derivante dal latino manifestare, a sua volta derivato da manifestus, cioè "manifesto", "evidente"), invece che SCIOPERARE?
E in più: se si vuole manifestare per le vittime, perché non anche per quelle dell’Ucraina?
Perché non per tutte le vittime delle 32 guerre e 22 crisi attive nel mondo a inizio 2026?
Il marketing, quando funziona, è micidiale: ti fa credere di sapere quello che fai, invece è solo lui che sa quello che ti fa fare.
Basta un attimo.
Ti distrai, ti giri, guardi altrove.
E zacchete.
venerdì 8 maggio 2026
Tempistica impeccabile
giovedì 19 marzo 2026
Fiducia: - 273,15
domenica 8 febbraio 2026
Black or white
giovedì 1 gennaio 2026
Un mondo evolutamente miope
venerdì 26 dicembre 2025
Capire poco - o della maledizione della partita doppia
- suo figlio non ce la fa, meglio se fa il professionale;
- suo figlio fatica un po', meglio se fa il tecnico;
- suo figlio può fare tutto, deve fare il Liceo.
- suo figlio fatica parecchio a capire, è meglio se va a lavorare, ma chi gli ha detto di fare un Liceo a sto caprone che adesso è un casino trovare un lavoro? (Un altro prof, come lei, direbbe il genitore, e continuerebbe ragionevolmente a pensare: ma chi si fida più dei prof?).
- suo figlio fatica un po' a capire, può fare un'università ma di quelle facili, che so, una laurea breve in qualcosa di tecnico (che poi, fatico a capire perché le cose tecniche debbano essere per chi fatica a capire).
- suo figlio può fare qualsiasi cosa.
domenica 21 dicembre 2025
Dicono che i professori parlano sempre di scuola. E hanno ragione.
sabato 20 dicembre 2025
Everybody needs somebody to love
martedì 25 marzo 2025
ll libraio magico
martedì 28 gennaio 2025
La S lunga e constrictor
C'era una volta un Carrefour medio grande, con un enorme piazzale davanti, quasi in centro a una città quasi grande.
lunedì 27 gennaio 2025
L'incidente
giovedì 31 ottobre 2024
Questione di etimologia
- Preside, infatti, deriva dal latino praeses -ĭdis ‘chi siede avanti, chi presiede’, der. di praesidēre ‘presiedere’ •sec. XIV.
- Dirigente, invece, deriva dal latino dirigĕre, der. di regĕre ‘guidare, reggere’, col pref. dis- 1 •prima metà sec. XIV.
- il Preside presiede,
- il Dirigente dirige.
sabato 14 settembre 2024
Insegnare a vivere nella paura
giovedì 20 giugno 2024
Il non-latte al gusto di latte sugli scaffali corti della Esselunga
venerdì 10 maggio 2024
Vecchi stronzi
mercoledì 13 marzo 2024
Della negligenza
sabato 2 marzo 2024
Buon non-compleanno
Oggi il mio blog non compie gli anni, perché li aveva già compiuti martedì 27 febbraio, ed erano 17, e infatti sto numero portasfiga, nell'anno bisesto anno funesto, si è dato da fare.
Poi festeggiare il compleanno è demodé, soprattutto quando di anno in anno si diventa sempre meno prestanti, più anziani, più acciaccati (non lui, chi ci scrive).
Aspettiamo il prossimo anno, l'anno della matura età, anche se non della maturità, almeno per il blog (per me probabilmente sì, come quasi tutti).



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