
Ieri ero lì che guidavo il mio millecentesimo chilometro sulla Torino Savona, in direzione Torino (è importante) nel bel mezzo del pomeriggio (anche questo è importante).
Ad un certo punto sono entrata in un tunnel e, guardando nello specchietto, ho visto una luce accecante che inondava l'imboccatura della galleria, dietro di me. Un a luce, ma una luce che sembrava che avessero acceso tutto il reparto lampade dell'Ikea in mezzo all'autostrada.
Allora, mi sono creata delle ipotesi alternative per spiegare il fenomeno:
- mi ero capottata in un incidente talmente sconvolgente che non me n 'ero manco accorta, e quello era il viaggio verso l'aldilà: strano, però, che la luce fosse dietro di me, e non davanti a me;
- l'illuminazione della mia vita mi aveva colta, ma io andavo talmente veloce che l'avevo lasciata indietro, e lei si era incastrata all'imboccatura della galleria;
- mi si era sbrindellata la cornea per l'impatto con il muro del suono e stavo diventando improvvisamente cieca;
Certo, l'idea che ci fosse uno squallido pannellone di un qualche materiale metallico che rifletteva la luce del sole non mi aveva nemmeno sfiorato l'anticamera dell'ipotalamo.
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