
Quando si studia un marchio, lo si studia per bene.
Del resto, in Italia, siamo soliti fare le cose per bene.
Ad esempio, il marchio Conad, l'hanno studiato bene, nel '62.
Già me li vedo, tutti là, a Bologna, intorno a un tavolo per diciamo 6 mesi, anche un anno, a studiare il nome.
E poi, la genialata. CONAD. Gran nome.
E poi, tutti i prodotti con questo marchio che iniziano a dilagare nei negozietti e supermercati.
E poi, la sottoscritta, nella versione rubiconda bambina con i pumin rus*, avendo il grande privilegio di essere nipote di due commercianti Conad, si ritrova uno stock di magliette con il fiorellino e la scritta CONAD a caratteri cubitali, che fa un baffo alla gialla collezione di Brice de Nice.
E poi, la sottoscritta, essendo, oltre che la privilegiata nipote di due commercianti Conad, anche la privilegiata figlia di due camperisti amanti della Francia, si ritrova a passeggiare per le strade francesi con maglietta CONAD e palloncino CONAD.
Il che equivale a vedere in Italia un bambino con i pumin rus* e la faccia sorridente dotato di T-shirt e palloncino con su scritto COIONAZZO.
* dicesi di infinitamente estetico arrossamento delle guance in due aree circolari poste ai lati del naso.
prova ad andare in Spagna con il fuoristrada "Pajero" per provare emozioni analoghe...
RispondiEliminabella la tua sarcastica ironia. interessante la lezione di vita. se lavori il finale passa da cammeo a racconto.
RispondiEliminaMa questo è un post, non un cammeo e nemmeno un racconto :)
RispondiElimina