LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

martedì 10 febbraio 2009

Visioni in altitudine


Un'estate ero sul balcone del Carlton.

Mica come cliente, non scherziamo.

Ero lì come finta giocatrice del casinò che avevano all'ultimo piano.

E, all'ultimo piano, invece di giocare, andavo sul balcone e mi vedevo tutta Cannes come in un plastico.

E una sera, mentre guardavo giù le chiome delle palmine, i tettinini delle macchinine, le pettinaturine dei passantini, ho visto uno che scappava, e, dietro, la polizia che lo seguiva.

E io lo vedevo, che l'inseguito non capiva mica bene dove passare, mentre io sapevo benissimo dove avrebbe dovuto andare.

Lo vedevo benissimo, perchè ero in alto, mentre lui era là, impantanato nel suo mondo, a saltellare sui tetti delle macchine in coda.

Del resto, lui ha sempre ragione.

4 commenti:

  1. Mi sento a volte come l'uomo che corre e non sa dove andare sentendosi inseguito, altre come se vedessi tutto da lontano e fosse semplice dar giuste indicazioni a chi è in ballo... Mai che mi ritrovi io sulla strada con le idee chiare sul da farsi...ed è certo che se mi decido scelgo la via con i tettini più scivolosi...rischiando di cadere pesantamente...

    Carla

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  2. Secondo me bisognerebbe starsene in basso, ma avere un occhio in alto. Si dovrebbe essere un ritratto di Picasso.

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  3. Se sto in basso con un occhio in alto finisce che vado a sbattere contro qualcosa...stanne certa...

    Carla

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