Al Salone del libro, che finisce oggi, c'era un sacco di gente in gamba che parlava, leggeva, discuteva.
Tra questi, una psicologa, Barbara Volpi, incastonata tra altri personaggi, era bravissima a esprimere i concetti.
Tra questi c'era anche Giusy Marchetta, che ha scritto il bel "L'iguana non vuole", che parla di scuola, un po' come Enrico Galiano, che di qualunque cosa parli parla di scuola, anche al Salone, anche all'intervista nello spazio de "La Stampa", dove avrebbe dovuto raccontare il suo ultimo libro "Il cuore non va a dormire", ma evidentemente il cervello del prof va a dormire meno del cuore.
Ovviamente, dove c'era Giusy Marchetta, anche lei prof, si è parlato anche (e onestamente, stranamente, non solo) di scuola.
Ecco, Barbara Volpi, psicologa, psicoterapeuta ma non prof, ha scritto un libro quest'anno sull'argomento e raccontava di come i bambini da 0 a 2 anni non debbano vedere gli adulti di riferimento maneggiare un cellulare.
Ma poi si è venuto a parlare di scuola, e sia lei sia altri relatori spiegavano - tutti d'accordo, prof e non prof - che i ragazzi devono essere accompagnati a usare in modo critico l'intelligenza artificiale, si deve insegnare loro a usare il giusto prompt, a studiare con l'aiuto dell'AI, a farsi interrogare e correggere. A verificare sempre la veridicità dei dati. E c'erano molti docenti, nel pubblico, che avevano seguito un sacco di corsi sulla piattaforma SOFIA dedicata alla formazione dei docenti, tutti sull'AI, perché moltissimi Dirigenti hanno caldamente invitato alla formazione, in linea con quello che dicevano i relatori.
Certo, l'AI inquina un casino, e quindi meglio usarla consapevolmente e bene, piuttosto che come fanno alcune persone sprovvedute e non formate, o piuttosto che scambiare per risultati di una tradizionale ricerca Google i risultati della ricerca Google nella sezione AI (ma poi, perché bisogna inquinare il decuplo con una ricerca Google, quando l'AI magari non ci serve in quel momento?).
Evidentemente, alcuni dirigenti scolastici, altri rispetto a quelli di cui sopra, o magari anche gli stessi, fan di James Russell Lowell, tengono molto, molto, molto alla protezione dell'ambiente. All'improvviso, dispongono tramite circolari il divieto di qualsiasi utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale che comporti il trattamento, diretto o indiretto, di dati, informazioni o contenuti riconducibili all’attività didattica, educativa, organizzativa o, più in generale, al contesto scolastico, anche qualora l’uso avvenga per finalità personali, da intendersi indipendentemente dal luogo di utilizzo, dal dispositivo impiegato e dal tipo di account utilizzato (istituzionale o personale), intendendo non solo applicazioni dedicate (es. chatbot o generatori di contenuti come ChatGPT, Gemini, Copilot, Claude…), ma anche funzionalità di IA integrate in piattaforme, software, sistemi di posta elettronica o strumenti di videoscrittura, quali, a titolo esemplificativo, suggerimenti automatici, riscrittura o correzione di testi, analisi dei contenuti, ecc.
Questi dirigenti sono così dediti alla difesa della natura, che, prossimamente, vista la totale impossibilità di usare un PC astenendosi dall'intelligenza artificiale (la usa la ricerca Google, la usa la mail di google, la usa Gsuite per la scuola, è stata integrata anche in Classroom, ma banalmente, anche il correttore ortografico o il traduttore di Google non sono scevri da intelligenza artificiale,...) faranno creare fogli di papiro con piantagioni di papiri in ogni luogo d'Italia, dove gli insegnanti trascorreranno un monte ore aggiuntivo annuale in modo che nessuno dica mai più di loro che sono braccia rubate all'agricoltura.
Chiederanno pure ai docenti di far usare come inchiostro il loro sangue, prelevato durante apposite sedute, in cui sanguisughe naturali e molto ecologiche saranno loro incollate alla pelle per il prelievo. Queste ultime saranno incluse nel welfare annunciato da Valditara. Le spese per le analisi del sangue rientreranno infatti nella prodigiosa assicurazione PRIVATA per gli insegnanti della PUBBLICA Istruzione.
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