Ho scoperto che se uno ha un blog che scrive con costanza, può entrare gratis al Salone del libro con l'accredito.
E io ho un blog, e che blog: lo scrivo dal 2007, l'ho scritto con costanza per un sacco di anni, addirittura tutti i giorni, a volte più volte al giorno, con una prolificità che farebbe invidia a certi romanzieri russi dell'Ottocento, solo che loro scrivevano Guerra e Pace e io scrivevo delle ascelle farinose e della dura legge dell'imprenditoria, ma tant'è.
Ecco, mai e poi mai, quando sono andata al Salone, ho saputo che avrei potuto entrare gratis, in qualità di blogger super mega prolifica. Sono sempre entrata a pagamento, tranne un glorioso anno in cui mi hanno invitata a prendere parte alla giuria di "Incipit offresi" con tanto di accredito. Poi c'è stato anche il quasi glorioso anno in cui ero convinta di entrarci come autrice della Giulio Perrone, e poi invece mi hanno detto: ma no, pagati l'ingresso che tanto il tuo libro mica lo portiamo, noi, al Salone, ché l'abbiamo pubblicato a febbraio e siamo già a maggio, è vecchio e stantio. Come il pane di tre giorni, solo meno utile.
Invece, quest'anno che ho scritto meno post, perché ho scritto una serie di romanzi da cassetto, racconti da concorso in cui si vincono mezzi kg di castelmagno e creme d'aglio di Caraglio, ecco, quest'anno ho fatto questa scoperta.
La tempistica, come al solito, è impeccabile.
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