Vogliamo vedere un film? Ci sono milioni di piattaforme streaming su cui attingere, senza aspettare, on demand. Mica è più come una volta, che si aspettava che il film, se non lo si era visto al cinema, uscisse in TV.
Vogliamo ascoltare delle canzoni? C'è Spotify, insieme a altre piattaforme di musica on line, sempre on demand.
Vogliamo informarci? Mica leggiamo il giornale cartaceo, che quando lo compri le notizie sono già stantie. Ci sono fior di siti che rimbalzano notizie di tutti i tipi.
Poi ci sono i social su cui documentarsi ancora di più.
Si cerca in Google ogni argomento e si trova tutto quello che si cerca, e anche il suo contrario.
Ora, poi, c'è l'AI, che, con un leggerissimo aumento dell'impatto ambientale di dieci volte rispetto a Internet, che già inquina moltissimo, ci trova tutto quello che vogliamo, e anche quello che non vogliamo, dato che pur di lisciarci il pelo si inventa credibilissime allucinazioni.
Insomma, mai come ora, siamo bombardati da una quantità di informazioni, input, notizie, che i nostri cervelli sono farciti come anatre degli allevamenti di foie gras de canard.
Il risultato finale è un po' come quando si mettono tutti i colori insieme: si ottiene il bianco.
Il bianco è un non-colore, e insieme è la somma di tutti i colori del mondo.
L'assenza di tutti i colori, invece, è il nero: anche lui si può definire come un non-colore, in quanto in lui non c'è nemmeno un colore.
Alla fin fine, tra il bianco e il nero, che sono concettualmente opposti, c'è quasi una coincidenza nell'essere entrambi non-colori.
Quando gli esseri umani, nella loro versione scimmiesca, non avevano accesso a nessuna informazione, erano un po' come il nero.
Ora, nella versione da noi ritenuta evoluta, stiamo diventando come il bianco.
Tra avere la testa bianca, piena di tutto e del contrario di tutto, ed averla nera, cioè vuota, dovessi votare, non saprei bene cosa scegliere.
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