Al mio arrivo in palestra, mi si para davanti una falange di ominidi con i polsi grandi quanto le mie ginocchia.
Uno, quello più grosso e apparentemente più importante, mi prende e inizia a aggrovigliarmi e annodarmi. Io soffro in silenzio, cercando invano di liberarmi in qualche modo.
Solo dopo due ore scopro che gli altri, quando battono la mano sul tappetino, non hanno un attacco di demenza, e non sono nemmeno privi di controllo dei loro arti superiori. Stanno solo chiedendo all'ominide di smettere di aggroviglierli e annodarli.
La volta dopo, con un po' di amaro in bocca, torno al corso.
Appena entro in palestra, l'energumeno dominante mi rivolge la parola.
Energumeno: "Ah, ecco, adesso ho capito perchè sei venuta a questo corso."
Io: "Ah sì? Io non tanto. Me lo puoi spiegare, per favore?"
Energumeno: "Eh, quei lividi sparsi su tutto il corpo parlano chiaro. Chi ti picchia?"
Io: "Tu."
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