LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

domenica 13 febbraio 2022

La matrioska dell'agognata verità

Migliaia di persone sbagliano una citazione, un errore di fonti che capita continuamente in questa società che scorre liquida su ogni cosa smussandone i contorni. 
Alcuni paladini della verità, però, resistono e costruiscono pazientemente dighe di legnetti sperando che non vengano spazzate via dal flusso continuo di troppo che arriva da ovunque. 

Tra questi, l'affermato giornalista de "La Stampa" Lorenzo Boratto, secondo solo a Giuseppe Regalzi per precisione, si prodiga nella ricostruzione della verità in un articolo pubblicato oggi: 

E a questo punto, il giornalista tirerebbe un sospiro di sollievo,  si sentirebbe al CVD della dimostrazione, non si stesse parlando di Calvino. Ma qui di Calvino si parla, e, si sa, Calvino non è mai superficiale, non si accontenta del messaggio di primo livello, Calvino stupisce, e così anche Boratto, che non può esimersi dalla metacomunicazione di un concetto emerso dall'evento di cui parla, ma immerso al tempo stesso nel testo che scrive:

"La verità è che non c'è verità"

Lo ha detto Kurt Cobain (diamo a Kurt ciò che è di Kurt) e aveva ragione.

E così, Boratto, mentre sfata la bufala su Calvino, ne inserisce una su Simone Quaranta, dipendente della Regione Piemonte:
E così, Boratto perpetua in una matrioska di bufale nelle smentite bufale l'assenza di verità, ché la verità è un concetto soggettivo: ognuno è convinto della sua, ognuno interpreta quello che gli viene detto in un modo personale, in base alle sue comprensione attenzione possibilità, e poi lo fa suo, e quel farlo suo diventa già altro. Con il passare del tempo si aggiungono ricordo tipo di memoria teatralità. 

Insomma, alla fine le verità si moltiplicano, ed è un paradosso come quello della fedeltà esclusiva poliamorosa. La fedeltà esclusiva, se diventa polidiretta, perde l'esclusività e diventa una contraddizione in termini.

 Allo stesso modo, la verità deve essere una, ma una non è, e quindi, semplicemente non è. 

venerdì 11 febbraio 2022

La fortuna di essere tutelati dalla sfortuna

 

Sebbene con efficacia ridimensionata dal gusto estetico del packaging tipicamente cinese, questi dei biscotti della fortuna ci tengono proprio a tutelare i loro consumatori dalla sfortuna di rimanere strozzati da un biscotto della fortuna. 

lunedì 7 febbraio 2022

Diventare Calvino - e non saperlo

Una è lì che studia quintali di cose economiche e le piace talmente che farebbe di tutto pur di pensare ad altro, perfino scrutare ogni singolo oggetto presente fuori dalla finestra, tipo una girandola. E da quell'istante, inizia a pensare a cose belle, lontane - ma nemmeno troppo - dai grafici, dalle leggi economiche, dalle questioni cavillose, tipo la letteratura, e,  per non tornare a studiare e pensare alle suddette questioni, fa la cosa che più le piace: scrive un post. Un piccolo, inosservato post, in cui fa un omaggio al suo scrittore preferito, Italo Calvino. Passa il tempo che era da destinarsi alle questioni economiche a sfogliare "Lezioni americane", nel capitolo sulla leggerezza, ma non trova una frase che riassuma tutto in breve, e alla fine la inventa. 

Passano quindici anni e un mese. 

Una è di nuovo lì che studia quintali di cose economiche e le piace talmente che farebbe di tutto pur di pensare ad altro, quando ecco che un certo Giuseppe Regalzi, già palesatosi in realtà d'estate, ma senza colpo ferire, le invia questo articolo
Pazzesco.
Una è diventato Calvino in tutti questi lunghi anni e manco lo sapeva.
Poi, al Festival di Sanremo, perfino la Ferilli la cita (più o meno). 
E così, un certo Luigi Bruschi la intervista e scrive questo

E va beh, alla fine una si dice che avrebbe potuto andarle molto ma molto peggio.
Altro conto è cosa penserebbe Calvino di essere scambiato per lei: di questo non si può chiedere scusa a lui ma solo alla figlia, a cui si concede anche la licenza poetica del da senza accento come indennizzo. 

venerdì 21 gennaio 2022

Viaggiare pesanti

Uno è lì, fermo a un semaforo, che guarda le macchine che girano, i pedoni che attraversano, i semafori che verdeggiano rosseggiano e gialleggiano. 

Ad un certo punto la sua attenzione viene convogliata da un camion gigante, con su scritto CRAI, sicuramente craichissimo di merci da supermercato belle pesanti. Sta cercando di girare a destra in una strada dove esseri umani con il naso immerso nel cellulare continuano ad attraversare a piccole frotte intervallate da spazi in cui un camion del genere non può inserirsi. 
Non può, ma ci prova lo stesso.
E quindi uno lo vede accelerare, che ci vuole un attimo a smuovere tutto il pachidermico carico, e, dopo 30 cm, inchiodare, da una ridicolissima velocità raggiunta in quell'inintellegibile spazio. La cosa che stupisce è quanto il bestione reagisca alla frenata. Traballa pericolosamente, come un mammouth di gelatina alimentare, e sembra che debba franare addosso ai pedoni che tanto se ne fregano perché  non vedono null'altro che il loro schermo, e, anche se tirassero su gli occhi, le loro pupille coglierebbero a malapena una sagoma offuscata dalla lentezza di messa a fuoco e il loro cervello carburerebbe, nei casi fortunati, all'isolato successivo. 

Uno, in quel frangente apparentemente insignificante, deduce concetti rilevanti:
  • se viaggi pesante, è difficile sia partire sia fermarsi;
  • se viaggi pesante, ogni cambiamento di rotta o di velocità di crociera causa uno scombussolamento non da poco, anche se viaggi a lumachevole velocità;
  • se viaggi pesante, sei pericoloso per gli altri. 
E sì, del resto, ha sempre avuto ragione lui

O io

giovedì 13 gennaio 2022

Il tecnico della cucina

Il tecnico della cucina è la persona che più vedi in casa tua.
Il tecnico della cucina arriva ansimando, osserva il danno, se ne va ansimando. L'ansimare non diminuisce con l'allontanarsi del momento in cui ha fatto le scale, anche perché le ha fatte in ascensore. 
Il tecnico della cucina, quando gli telefoni e gli dici che vuoi sapere quando verrà nel lasso orario 9-19 del giorno dell'intervento, ti risponde che non fa interventi per la Whirpool e che non ha nessun frigo da sistemare. Dopo due ore arriva, ansimando, con i pantaloni da tecnico pieni di tasche con su scritto Whirpool e si avvicina al tuo frigo. Lo estrae ansimando, con movimenti sussultori che ne rigano tutta la fiancata contro le cerniere nuove della cucina nuova. Tira fuori fotocopie della Whirpool con intricati disegni che indicano di mettere uno scotch dietro un tubo che potrebbe essere causa di vibrazioni. No, non è uno scotch, è un materiale adesivo. Ok, mette il materiale adesivo che non è uno scotch, una striscia dritta, cercando di farle seguire la sinuosità. Ansima contrariato per l'impossibilità di sinuosare qualcosa nato per essere dritto.  
Poi ti fa fare il limbo con il frigo Everest appoggiato addosso, mentre ansima di più, e avvita un piedino aggiuntivo che dovrebbe, anche lui, ridurre le vibrazioni.
Quando ha finito, se ne va. 
Scende le scale ansimando.
Tu inizi a riempire il freezer con scatole imbevute d'acqua sghiacciata.
La vibrazione che c'era prima si è trasformata in un rombo.
Il frigo decolla, percorrendo la rampa di lancio del parquet della tua cucina.
Attraversa il cielo bigio più inquinato d'Europa. 
Si conficca nella luna che si disegna in una neonata notte. 
Prendi il cellulare.
Ordini un Glovo. 

mercoledì 8 dicembre 2021

Sentirsi liberi

Tu che vivi in una scatola di mattoni
Tu che ti sposti in una scatola di latta che emana gas di scarico
Tu che cammini guardando le mille notifiche del tuo cellulare 
Tu che prostituisci la tua vita per 8 ore al giorno, 170 ore al mese, 1.900 ore all'anno
Tu che cammini in un solco nella sabbia da cui non vedi più altro che una sottile fetta di cielo se inarchi il collo fino a sentire la gola tirare

indossi la mascherina sotto il mento o sotto il naso perché sei un uomo libero,
e poi perché con la mascherina sul naso non puoi respirare, figurarsi se sei raffreddato. 
E allora, 
se sei un uomo libero,
gira anche con le chiappe di fuori, cosa te ne fai dei pantaloni?
Anzi, gira nudo.
Nudo, almeno, non metti a repentaglio la salute degli altri, solo la tua se fa freddo. 
La multa per oltraggio al pudore, magari la prenderai, ma va beh, queste sono idiozie sociali.
L'importante è sentirsi liberi

martedì 23 novembre 2021

Post acqueo-femminista

Quando sei in piscina e la piscina è profonda e larga, e la gente è poca, sguazzi nel tuo spazio vitruviano acquoso e l'altra gente ti dà poco fastidio. Se invece finisci in una di quelle pozze d'acqua dove già le piastrelle ti sembrano a una bracciata dal naso e in più c'è un casino di gente, tanto che mentre nuoti ti ricevi braccia durissime e lanciate a folle velocità addosso, hai poca acqua a tua disposizione, diventi nervoso e la gente inizia a starti sulle scatole. Del resto, Leopardi, che sfigato era sfigato, ma scemo no, lo diceva già: puoi essere misantropo solo vivendo in mezzo alle persone, mica in un posto dove di antropo ci sei solo tu. 

Insomma, quanta più disponibilità di qualcosa di necessario c'è (l'acqua, il proprio spazio vitale,...), tanto più si sta tranquilli, sereni e rilassati. Se questo qualcosa viene meno, ci si innervosisce e si diventa una versione peggiorata di sé. 

E qui si spiega perché le donne, ritenendo, spesso a torto, gli uomini un bene necessario (per quanto, a fini procreativi, ancora lo siano), diventino irritanti e cattive tra loro per contendersene uno presunto decente. Perché di uomini decenti c'è rarità. Di donne intelligenti, invece, ce n'è, e le amiche sono lì per dirtelo, "Tu sei intelligente, cara mia". Dato che però ognuna si sottostima, alla fine arrivano al controsenso di invidiarsi tra loro. Giungono a credere che l'uomo scelto dall'amica, ritenuta più intelligente di loro, sia uno dei pochi decenti. E così cosa fanno? Litigano con lei perché vogliono lo scarsissimo uomo decente. In realtà, anche il suo è indecente, e spesso se ne rende conto anche lei, chiedendosi perché non se lo sia preso una sua amica (ma va bene anche una nemica), e rispondendosi che certo, l'amica è intelligente, mica scema come lei. 

Altro corollario di tutte queste considerazioni è il fatto che gli uomini raramente litigano tra loro per una donna. 
Perché, vi chiederete? Forse perché sanno di avere grande disponibilità al mondo di donne intelligenti?
No, perché litigare per una donna sarebbe troppa fatica. 
Meglio birra, patatine e una bella partita.