LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

martedì 7 ottobre 2014

Influenze e parainfluenze


Quando arriva ottobre, irrimediabilmente arrivano le forme parainfluenzali. Non bastavano quelle influenzali, ci vogliono pure quelle para. Francamente, le paraolimpiadi mi stanno più simpatiche.
E' che quando una cosa è bella, quella para è anche bella.
Se è brutta, quella para rompe decisamente la palle.

E allora uno si attrezza in tutti i modi per evitare di prendersi sia quella normale sia quella para, di influenza.

Si lava le mani con il sapone per 15 secondi ogni ora, non tocca niente che sia stato toccato da un infetto, se lo tocca si rilava le mani per 15 secondi con il sapone (all'uopo gira con il sapone in tasca o in borsa, a volte seguito da una scia di bolle). Prende l'Oscillococcinum, lo zinco, l'olio di ricino, la vitamina C, si riempie di zenzero, rosmarino, infusi di foglie d'ulivo, the verde e quintali d'aglio. Con l'aglio, tra l'altro, risolve pure il problema di avere vicino gente contaminante. Anche non contaminante. Insomma, risolve il problema di avere vicino gente. Se mai fosse un problema.

Dopo che si è così attrezzato, impazzisce nell'evitare i comportamenti a rischio. In autobus non tocca niente, schiantandosi al suolo alla prima curva brusca. Sul luogo di lavoro si lava le mani compulsivamente ogni volta che tocca qualcosa appartenente a colleghi malaticci. Usa e getta una quantità di fazzoletti di carta da disboscare quel che resta delle foresta amazzonica.

Risultato?
Ovvio, si stressa così tanto che alla fine le difese immunitarie gli si abbassano e si prende una bella parainfluenza, preparatoria di tutte le altre parainfluenze a loro volta preparatorie della megainfluenza vera.

sabato 4 ottobre 2014

I giorni dell'abbandono (del blog)

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35892

Quando uno smette di scrivere post a raffica, ché se una volta non riesce a scrivere si sente male, gli sembra di tradire gli innumerevoli (nel senso che non si possono contare...provateci, a contarne zero) lettori, capita che abbandoni il blog.
Prima il blog c'era, era parte della propria vita, e ll'improvviso c'è ancora ma viene dimenticato.
Poi, ogni tanto, non si sa come, non si sa perchè, ci si ricorda che esiste (o esisteva).
Ma si è terribilmente arrugginiti, con la mente fuori dal blog-mood da un sacco di tempo.
E' impensabile come in un periodo della propria vita ogni piccola cosa fosse materiale per scrivere post interessanti, con finali ad effetto, e adesso niente si presti più ad essere scritto.
Il mondo intorno è sempre uguale, è il blogger che cambia.
E che diventa un non-blogger.
Un non-osservatore.
Uno che lascia che la vita gli scorra intorno senza guardarla, apprezzarla, descriverla, giocarci. 

domenica 14 settembre 2014

Semplice ma difficile

 

 E' inutile continuare a dire che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere: serve solo ad arricchire John Gray. La verità è diversa. Sia gli uomini sia le donne arrivano da un pianeta chiamato Terra. Poi raccontiamocela pure, ma è così.
Provenendo dallo stesso pianeta, uomini e donne sono istintivamente più simili di quello che ci vogliono dare a intendere anni di storia o civiltà, in cui, forse per caso, forse per occasione, gli uomini si sono accaparrati la possibilità di far credere a qualche miliardo di donne di essere in qualche modo subalterne. Ma questa è già un'altra storia.

Qui vorrei parlare del fatto che mi risulta, da esperienza vissuta, raccontata, letta in tutti questi anni di vita sulla Terra (non su Venere e manco su Marte), che quando ci si intende mettere in coppia, ci si ritrovi davanti tre possibilità:
  1. donna/uomo NO: caratterizzata/o dall'avere tutte le soggettive caratteristiche di repellenza ai nostri occhi per farci chiaramente decidere che è inadatta/o;
  2. donna/uomo SI': su questo essere vivente non c'è alcun dubbio. Va bene. Anzi, ci piace (non è detto che vada bene per noi). Siamo sicuri al 100%. Potremmo essere usciti dalla storia più fantasmagorica della nostra vita da un minuto lordo, avere le idee più selvatico/indipendenti del mondo, gli hobby più solitari del pianeta, le abitudini più inconciliabili con altro essere umano, ma  di fronte alla donna/uomo SI' non c'è esitazione che tenga. Siamo disposti a fare qualsiasi cosa, ad adattarci, a smettere di salire in cima ai monti sassosi in monociclo per passare i week end in un centro commerciale, o, peggio, viceversa. Famiglia, vagonate di figli, notti in bianco, fine degli hobby, macchina familiare che sembra appena uscita da Giubileo, vacanze a Loano in casa anni 70 affittata con il baule e il tettuccio della suddetta auto straripante di pannolini pappine fasciatoi culle seggiolini,...qualsiasi cosa diventa emozionante se fatta con l'uomo/donna SI'. Se la donna/uomo SI' ci chiede di avere una storia con lei/lui, non abbiamo nè un mese, nè un giorno, nè un minuto, nè un nanosecondo, nè uno zettosecondo e nemmeno uno yottosecondo di riflessione. La risposta è SI'. Poi ci possiamo giocare, temporeggiare dicendoci che così risultiamo più attraenti agli occhi dell'altro, ma in cuor nostro sappiamo già che è SI'. 
  3. donna/uomo NI o SO (che non è voce del verbo sapere, ma ibrido tra SI' o NO): specie più diffusa di quel che si creda, contrariamente alla specie 2, in via di estinzione, e alla 1,addirittura  infestante, è in realtà una non-specie. La specie NI o SO è seplicemente una specie NO in versione prostituta/gigolò gratuita/o. Ha degli optional che ce la fanno spostare di categoria. Forse siamo noi che quando la incontriamo abbiamo dei cari e superflui quanto dannosi optional (nel cervello, tipo strati di egoismo, paura, confusione) che ce li fanno classificare così, raccontandoci balle da soli. E' difficile intortarsi da soli, ma siamo a volte bravissimi in questa attività, peraltro molto autoscolpevolizzante per l'io, ma non per l'es e spesso manco per il super-io.
C'è da far rilevare che nessuno nasce con SI' o NO stampati in fronte, e nemmeno in altri posti nascosti che rendano necessario che l'altro vada a controllare approfonditamente. Il SI' o il NO si creano dall'incontro tra due persone. Quindi nella vita si può essere tranquillamente, a momenti alterni, persone SI' o NO per chi ci incontra. Si può anche essere erronemanete scambiati per persone NI/SO, cosa che può essere pericolosissima nel caso in cui si incontri una persona SI'.

Le buone notizie sono due:
  1. quella buonissima è che non è come nelle classi sociale egiziane, in cui fare il passaggio era quasi impossibile. Il passaggio può avvenire, anche piuttosto rapidamente. Come corollario, c'è da considerare che può essere a nostro detrimento e non solo a nostro favore.
  2. quella cinicamente buona è che, anche nel caso in cui si decida di relazionarsi con una donna/uomo NI/SO, essendo la persona SI' in via d'estinzione, è raro rischiare di ferire veramente qualcun altro, dato che, con alta probabilità statistica, qualcuno che intraprenderà un tentativo fallimentare di storia con noi ci vedrà a sua volta come NI/SO.
L'unica combinazione giusta è la SI'-SI'. Non è che non ci siano difficoltà, ma se le due persone investono il 100% e sono sicure, affronteranno tutte le difficoltà che ci saranno da affrontare, e le supereranno. Di certo. Insieme.

Tutte le altre sono delle enormi cavolate fellimentari condite di seghe mentali senz'arte nè parte ("non so" è senz'altro in cima alla top ten dei dannosissimi generatori delle suddette).

Perchè ci sono tutti questi divorzi, separazioni, difficoltà a tenere in piedi una coppia, gettate di spugna alla prima inevitabile difficoltà (o alla seconda o alla terza)? Perchè le combinazioni che si formano sono per la maggior parte del tipo:
  • NI/SO-NI/SO (90%): sono combinazioni NO-NO travestite. Raccontiamocela pure, ma  è così.
  • NI/SO-SI' (10%): sono combinazioni NO-SI' travestite. Fortunatamente più rare, sono quelle che devastano rovinosamente le persone che avevano trovato nell'altro la specie SI', che dopo la catastrofe inevitabile si ritroveranno a mutare geneticamente anche contro il loro apparente volere, diventando, per una serie di anni susseguenti la storia di questo tipo, persone SI senza l'accento, ovvero Stronzi Incredibili. Il tutto, ovviamente, se non incontrano una persona SI' con l'accento per puro culo durante la loro via crucis personale. 
Forse mi sono dilungata troppo, ma il concetto è incredibilmente semplice e racchiudibile nelle due frasi in neretto.
Tutto il resto è SM (Sega Mentale). 

giovedì 11 settembre 2014

Male retribuzioni

La vita è strana.
Accadono cose che, se uno ci pensa bene, non hanno fondamento logico alcuno.
Una di queste è la retribuzione delle persone.
Se uno lavora, viene pagato.
Se uno lavora tanto, a parità di tipo di lavoro, viene pagato di più.
Se uno lavora sempre, viene pagato ancora di più.
Tutto ciò a meno che non ci si ritrovi capi che non pagano gli straordinari, ma facciamo finta di vivere in un Paese civile.
Putiamo caso che più si lavori più si sia retribuiti, come normalmente dovrebbe essere.

Ma se uno ci pensa bene, DOVREBBE essere così?

Pensateci.
Mentre lavorate avete tempo di dedicarvi a svaghi tipo piscina, palestra, shopping, viaggi, base jump, sci, corsi? No. Mentre lavorate siete impegnati a lavorare. Ergo, non spendete.Anzi, producete denaro.
Più lavorate, meno tempo di spendere avete e più soldi avete.
Se uno lavora 24 ore al giorno tutti i giorni, oltre a morire di sonno prima o poi (ma di sonno non si muore?!?!), accumula soldi che non può spendere.

Al contrario, uno che lavora poco, ha bisogno di molti più soldi: però non li ha, o, perlomeno, non li guadagna.

Quindi Tutankhamon ha fatto bene a portarsi dietro tutti i suoi averi? No, perchè quello che lavora poco avrà tutto il tempo per aprire una partita iva da tombarolo e spassarsela.

mercoledì 27 agosto 2014

Felicità in scatola


Di questi tempi la gente ama la felicità in scatola.
Va al supermercato e chiede se ci sono lineari con scatole di felicità, ma piccole, non troppo grandi, e soprattutto usa e getta.
Non sia mai che uno compri una felicità per scartarla e tenersela lì, con sè, a lungo.
Ormai è démodé.
Va di moda l'usa e getta.
Rapido, semplice, indolore.
In mezzo un po' di infelicità, e poi, via, un altro pacchetto, basta che sia piccolo e gettabile.
La commessa del supermercato indica dove si trovano le felicità.
Uno arriva davanti alla stenderia di felicità, e se le guarda, con tutte quelle confezioni colorate, di varie dimensioni.
Poi cerca il 3 x 2. Ma che 3 x 2? Con 'sta crisi, a mettersi felicità di riserva in casa, finisce che scadono e non le si capitalizza più. Ormai non ci sono più offerte simili. Ce ne sono alcune scontate all'unità. Sono quelle che scadono il giorno dopo. Vanno bene anche quelle, purchè il prezzo sia ragionevole.
Commessa, questa felicità quanto viene?
10 g di speranza, 10 di fiducia, 10 di impegno.
Azz, ma io ho solo euro. Mi fa la conversione?
No, mi dispiace. No è possibile pagare la felicità in euro. Nè in altra valuta.
Ma io non ho altro, nè speranza, nè felicità, nè impegno, soprattutto quello.
E allora vada, vada pure. Avanti il prossimo.
Questa qui piccola piccola?
1 g di investimento, ma scade domani.
Va beh, dai, un g di investimento lo posso anche trovare, tant'è poco. La uso e poi la getto.
Occhio eh a come la getta! Sa che ormai c'è il porta a porta. Quando getta mi raccomando, separi tutto, lavi la plastica e rispetti le date di raccolta.
Va bene, grazie.
Arrivederci.
Torni a trovarci.
Ci conti.

sabato 16 agosto 2014

Diritti (e doveri) imprescindibili dell'individuo



Nessuno può pretendere da nessuno di essere amato.
La voce del verbo amare non dovrebbe nemmeno esistere alla forma imperativa nella grammatica.

Ognuno, però, ha il diritto (e avrebbe anche il dovere) di esigere da chiunque che per nessuna ragione al mondo lo si prenda per il culo, nemmeno per un minuto (versione aggravante: per anni), per poi essere gettato nella tazza del cesso come una carta igienica usata e mandato giù con una tirata di sciacquone nei vortici dell'abbandono.

giovedì 14 agosto 2014

Facebook è stronzo e sadico


Facebook è tante cose.

Tra le tante, è stronzo.

Se stai con una persona, Facebook ti permette di metterla tra i vip, ché le compare una stellina giallina vicino, ed è sempre in cima alla tua bacheca, oltre che ai tuoi pensieri.
Finchè la barca va, va.
Quando la barca non va più, anzi, finisce proprio in un bosco secco, si sa, la prima cosa che si fa è cercare di sfrondare i rami (secchi).
Quindi si cancella o nasconde tutto quello che ci può ricordare la persona: foto, pelouches, quadri, fiori, piante, si mette una bomba nella casa in cui si conviveva e si fa brillare tutto l'immobile, si mandano affanculo tutti gli amici comuni, si cambia città, ci si mette un candelotto di dinamite in un orifizio e ci si fa autobrillare perchè anche guardandosi allo specchio viene in mente la persona (fu) amata in quanto a noi stessi molto (fu) intima.
Tra le altre amenità, si cancella la persona dagli amici di Facebook, anche perchè spesso la si trova online 24/24 e 7/7 nel probabile tentativo di baccagliarsi chiunque comprese le tue amiche. Anche vedere le sue foto in formissima e in giro per il mondo con un sorriso a 32 denti non fa bene.
E qui scatta la stronzaggine di Facebook.
Se questa persona ha un nome tipo Guglielminetto Fantocci, pur non essendo più tra i tuoi amici, appena inserirai una G nel campo di ricerca amici, magari per cercare l'amica Giovanna, ti comparirà in primissima linea lui, Guglielminetto Fantocci. Ancor prima degli amici. Idem se inserirai una F. Non parliamo del caso in cui abbia un nome comune, che so, Luca, o Mario. Avrai circa 34 amici di nome Luca o Mario, e tutte le volte che ne cercherai uno, per ben 4 digitazioni nel primo caso o 5 nel secondo, avrai sotto gli occhi in prima linea il tuo ex beneamato che tanto vuoi dimenticare.

Ma perchè questa perversione?

Facebook è stronzo e sadico.

E' per questo che ha tanto successo.
Come gli uomini (e le donne) stronzi e sadici.