Ok, è vero, saranno banalità, ma io non mi stufo mai di ripetermi che,
al netto di tutte le nostre varie e molteplici disgrazie tristezze delusioni amarezze ansie
e chi più ne ha più ne metta,
SIAMO PRIVILEGIATI TRA I PRIVILEGIATI
Perchè?
Ecco perchè ( non ho deciso di mandarvi a scaricare un virus mortale, per sentirmi privilegiata nei vostri confronti nella'vere un pc funzionante, ma se non vi fidate potete sempre fare un controllo sul file con l'antivirus prima di aprirlo...vi consiglio comunque di scaricarlo).
martedì 27 maggio 2008
lunedì 26 maggio 2008
Chissà...

Spesso incrocio dei barboni per strada, e mi chiedo: chissà come e perchè sono arrivati fin qui. Saranno sempre stati così? Avranno iniziato da tanto?
Eccetera....
Allora mi sono messa su internet e ho cercato, trovando questo.
Non che risponda alle mie domande, ma qualcosa dice.
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a6.11.17.12.26
venerdì 23 maggio 2008
Talent scout

Oggi, su questi schermi, ho uno special guest: si tratta di G. A..
Ha soli dodici anni, ma il suo nome presto echeggerà nelle vostre orecchie, e comparirà tra i primi su Tuttolibri e simili.
In anteprima per voi, ecco un suo testo inedito integrale ( spero che questa pubblicazione informale non ne pregiudichi l'invio al Premio Calvino):
TRACCIA: in una lettera a un amico, racconta la mattinata in bicicletta, affermandoti nei momenti che ti sono piaciuti di più.
SVOLGIMENTO:
Caro Luigino,
Il 25 Aprile sono andato in bici con la scuola, che spasso; anche nella tua scuola si fan gite con la bici?
Se no è per farti morire d'invidia ti racconterò come andata: la giornata era splendida ma il cielo era un po' velato così però non ci andò il sole negli occhi ( credo, che tu ti stai mangiando il cappello per l'invidia). Andammo in pianura, che divertimento, fatichi di meno che in salita e vai molto più veloce ( mi stavo annoiando del su e giù di Gaiola). Ero con due compagni nella retrofila. Ci fermammo alla chiesa di fontanelle ed entrammo, perchè chi volevano spiegare come era stata costruita la chiesa; il problema viene quando che visto che eravamo in chiesa bisognava parlare sottovoce non si sente un cavolo. Una cosa che mi diede fastidio è che alcuni miei compagni e la prof non si sono tolti il casco entrando, un gravissimo segno di maleducazione. Ripartimmo ma poco dopo ci fermammo per mangiare e bere.
( Ti consiglio di guardarti allo specchio, credo che stai diventando verde) alla fine ripartimmo e due secondi dopo ci fermammo alla Madonna dei Boschi un piccola chiesa a Boves. Li all'inizio ai due lati c'i sono due dipinti ( che rapresentano il giudizio universale) veramente toccanti che ti mettono una paura terribile, tì lascia veramente scioccato.
Ripartiti dovemmo fermarci più volte o per un problema a l'una o l'altra bici ( o persona) cosi che la sosta(ona) fu più corta e il sole era quasi scomparso quando arrivammo ( meglio che non ti guardi allo specchio).
Ciao
G.
giovedì 22 maggio 2008
ALLUJOGGING

Esco di casa dopo tre ore di ripetizioni.
In mezzo ai pollini.
Con gli occhiali.
In un bel pomeriggio di primavera, pieno di calore, moscerini che volano in frotte, bambini piccolissimi piccoli e medi che corrono e giocano al parco giochi.
Vedo tutto annebbiato e vago. E' quasi bello, essere semiciechi. Vedi le cose come nessuno le vede. O come le vedono solo i semiciechi come te, con gli occhiali sottograduati appannati dal sudore, gli occhi pieni di pollini e di fogli scritti fitti a stilografica.
Gli uomini e donne in miniatura mi intralciano il passaggio, quello che voglio proprio effettuare sui piastrelloni morbidi dei giochi per bambini, che di mattina sono sempre liberi e di pomeriggio sono sempre pieni di miniuomini e minidonne. Dei mediouomini giocano con la palla. Mi arriva vicino alla tempia. Sollevo la mano per fermarla, ma non è poi così vicina alla tempia come credevo, per cui non riesco a captarla e corro ancora per un po' di metri con la mano sollevata a mezz'asta.
L'erba dove non ci sono i giochi per bambini è melmosa. Affondo e poi rido, mentre un giapponese gira la sua faccia appannata verso di me.
Poi, vedo un mio ex compagno di Università. Certo, è lui,probabilmente, ma come si chiama? Ha un cane, sono le 17,20. Ha sempre problemi a camminare. Ma sarà lui? Con la faccia appannata è difficile da riconoscere. Non lo saluto ma sento che mi fissa. Se porta a spasso il cane verso le 17,20 e ha fatto Economia mi gioco 10 a 1 che fa il bancario categorie protette.
Poi procedo, sempre con il male all'anca, sempre più cieca che vedente, sempre con le orecchie tappate. Magari sto diventando sorda. Non che la natura abbia deciso di punirmi fin dagli inizi. Anzi, mi ha dato varie potenzialità. Quando ha visto che le dissipavo, ha deciso di punirmi in itinere. Ventott'anni saranno pochini per diventare cieca e sorda?
Con gli uccellini che cinguettano felpati e correndo su un tappeto di dimensione parallela, incrocio una ragazza vestita da jogging che fa circonvoluzioni con le braccia. Ha una faccia da nuoto sincronizzato, mi fissa con gli occhi sbarrati e la bocca aperta in un sorriso da black hole sun. Mi è così vicina che la vedo perfino.
Conituno a correre.
Riconosco questa casa, quel portone, procedo verso un luogo che conosco.
Casa mia.
Ma quando arrivo a casa mia casa mia non c'è più.
Poi c'è di nuovo.
Entro.
Nello spazio ridotto della stanza torno a vedere.
Poi guardo dalla finestra.
Nebbia.
Sono di nuovo cieca.
Ah, no, è il vetro.
mercoledì 21 maggio 2008
Lo stanzino

Ieri stavo camminando per strada, in una via piena di macchine, come quasi tutte le vie di Torino. C'erano anche vari semafori, così le macchine andavano più o meno alla mia velocità, solo che loro fumavano attivamente e io, invece, passivamente. Poi, c'era un SUV grandissimo nero. E sopra questo SUV fumante c'era un essere indefinibile, fumante anche lui, ma non di sigaretta, di rabbia. Non ho capito bene se fosse un uomo o una donna. Se ne stava abbrancato/a al volante, e lo scuoteva come se fosse stato un melo da cui far cadere le mele. Aveva tutti i capelli schiacciati sulla testa e sulle orecchie, tipo me quando esco dalla doccia tutta felice e qualcosa di brutto mi fa diventare un chien mouillé ( ndr, cane bagnato, cioè con tutti i capelli schiacciati sulla testa e sulle orecchie) in un batter d'occhio.
Questo essere, con lo spirto guerrier ch'entro gli ruggiva, accelerava come un pazzo sul selciato scivoloso, con il suo missile nero, e poi inchiodava a un millimetro dalla Panda che aveva davanti, agitando tutte le braccia nell'abitacolo e strabuzzando gli occhi dietro le spesse lenti degli occhiali.
Per circa un chilometro siamo andati alla stessa velocità, lei/lui e io.
Ma perchè quando si è così arrabbiati non si evita di guidare?
Anzi, perchè non ci si chiude in uno stanzino?
Calcolate quante volte avete ospiti a casa in un anno.
Ora, calcolate quante volte vi arrabbiate in un anno.
Quindi, valutate se non convenga reimpiegare la vostra stanza degli ospiti in stanzino dell'arrabbiatura. Dove chiudersi ogni volta che si è iracondi.
E se siete in ufficio, c'è sempre lo stanzino della donna delle pulizie.
martedì 20 maggio 2008
lunedì 19 maggio 2008
Voce del verbo amare
AMARE: voce del verbo amare, modo infinito.
Consideriamolo nell'accezione di amore esclusivo verso un'altra persona di sesso opposto ( in caso di eterosessualità) o uguale ( in caso di omosessualità).
AMO: voce del verbo amare, tempo presente e continuativo nel tempo affinché la coniugazione di tale verbo sia realistica.
HO AMATO: voce del vebo amare, modo indicativo, tempo passato. Ci sono due possibilità:
- oggi non si ama più, ovvero l'amore non è continuativo nel tempo, ovvero la coniugazione di tale verbo, in questo caso, non è realistica se si considera il significato profondo del verbo.
- oggi si ama ancora: in tal caso il verbo regge anche al passato.
Applicabile anche a verbi come AMAI, EBBI AMATO, AMAVO, ecc.
AMERO': voce del verbo amare, modo indicativo, tempo futuro semplice, il che implicherebbe due possibilità:
- si ama oggi e si amerà anche domani: in tal caso l'affermazione può essere accettata come coniugazione realistica in base all'autentico significato del verbo.
- oggi non si ama ancora, il che implicherebbe che l'amore non è continuativo nel tempo, il che implicherebbe che la coniugazione di tale verbo non sia realistica. Dimostrazione per assurdo dell'impossibilità di coniugare tale verbo al futuro in questa accezione.
No comment sull'uso del condizionale: AVREI AMATO, AMEREI,...
Secondo me l'amore è senza condizioni.
Detto tutto questo, è ovvio che: clikkate qui.
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