
Quando uno entra nell'era del cellulare è un vero cambiamento epocale.
Prima uno viveva normalmente senza cellulare.
Era logico che quando era in giro non fosse reperibile per nessuno, e se per caso aspettava una chiamata importante (per chiamata importante s'intendeva la telefonata di una persona a cui si era interessati) si tumulava in casa, intingendo il termometro nella tisana per ingannare i genitori nel caso fosse minorenne e se stesso negli altri casi.
Se fosse andato in cima a un monte, fosse caduto dal monte rimbalzando sulle rocce e fosse finito moribondo in fondo a un crepaccio, quasi sicuramente sarebbe morto, a meno di non avere un razzo segnalatore da lanciare proprio mentre passava in quei cieli un elicottero.
Adesso no.
Adesso, anche in fondo a un crepaccio, uno ha uno o più cellulari, e se non prende uno prende l'altro, e se non prende nessun cellulare è proprio perchè si ha wind e basta. Insomma, aumenta la possibilità di rimanere paraplegico per tutta la vita piuttosto che morire congelato e sbriciolato sul fondo di un crepaccio.
Aumenta pure la possibilità di uscire di casa anche se si aspetta una chiamata di qualcuno. Il che può far diminuire l'assenteismo da posti di lavoro e scuole.
Ci sono però altri effetti collaterali.
Per esempio, quando si è a casa, può accadere di essere chiamati in contemporanea sul fisso (spesso per una televendita o promozioni, unici motivi per cui viene ancora usato) e su tutti i cellulari. E vuoi non avere 2 o 3 cellulari, in modo da ottimizzare le varie offerte che si prospettano nella giungla di gestori?
Si deve anche ricordare di silenziare tutti i propri cellulari quando si entra in luoghi in cui è meglio non usarli, riaccenderli quando se ne esce, insomma, è un gran lavoro.
Ma abbiamo la certezza di essere reperibili sempre, anche quando siamo sulla tazza del gabinetto, anche quando stiamo scalando un monte (e in tal caso, se rispondiamo, aumentiamo le chance di finire in fondo al crepaccio, da cui ci recupereranno sempre grazie al mitico cellulare), anche quando non vogliamo.
E se usciamo di casa senza, e lo scopriamo dopo un'ora e 200 km che siamo usciti, torneremo indietro sfidando le leggi del tempo e della logica, pur di non sentirci irrimediabilmente persi.
Tutto questo grazie al marketing, la parolina magica che ci permette di scoprire in noi
bisogni che non sapevamo di avere, ma che sicuramente avevamo già.
E io mi sono pure specializzata in questa inquietante disciplina.
Sarà per questo che ora ho due cellulari, spendo tantissimo in ricariche e mi chiedo che specializzazione mi sia venuto in mente di prendere in gioventù.