lunedì 25 febbraio 2013
Dove sono i fondi per le scuole?
Non ho capito bene un ulteriore aspetto della scuola.
Ce ne sono molti, ma questo mi suona relativamente nuovo.
Nelle scuole pubbliche non ci sono i gessi. Si devono portare da casa.
Se c'è la lavagna a pennarello, ci si deve portare da casa il pennarello.
Non c'è la carta igienica. Se si vuole andare in bagno, ci si porta il rotolo da casa.
Non c'è il sapone nei bagni. Tanto si sa, non girano germi nelle scuole.
Ci sono le LIM (una o due per scuola), ma non ci sono le connessioni a internet che funzionano, o sono limitate all'ufficio del Preside e poco altro.
I pc hanno una profondità notevole e sono Colossus o giù di lì.
Le stampanti non ci sono. Se ci sono sono rotte e una o due per scuola. Se non sono rotte, non hanno carta. Se hanno carta, è finito il toner.
Lo so, non è questa la relativa novità.
La relativa novità è quello che si vede aggirandosi per la città:
Le pubblicità delle scuole pubbliche.
Ogni scuola pubblica ha la sua bella affissione, la sua bella fiancata di autobus, e chi più ne ha più ne metta.
Non parlo della pubblicità della scuola pubblica, quella di Vecchioni, quella girata in una scuola privata, che comunque è stata pur ben pagata da qualcuno.
Ma
per tutte
queste
pubblicità,
i soldi
da dove
li prendono?
venerdì 22 febbraio 2013
Se state pensando di votare...
...il PD, guardate BENE il programma qui.
...il Pdl, guardate BENE il programma qui.
...il Movimento 5 stelle, guardate BENE il programma qui
...qualsiasi altro partito, guardate BENE il programma.
Insomma, chiunque abbiate intenzione di votare, leggetevi il programma con attenzione.
Non vorrete mica che, chiunque sia eletto, lo sia grazie all'analfabetismo, di ritorno e non, che impera in italia?
PS So che il programma potrebbe essere e probabilmente sarà tradito, ma è uno dei pochi punti di partenza scritti su cui ci possiamo basare per decidere. Una promessa che, se sarà disattesa, ci deluderà e permetterà di non ripetere il voto.
...il Pdl, guardate BENE il programma qui.
...il Movimento 5 stelle, guardate BENE il programma qui
...qualsiasi altro partito, guardate BENE il programma.
Insomma, chiunque abbiate intenzione di votare, leggetevi il programma con attenzione.
Non vorrete mica che, chiunque sia eletto, lo sia grazie all'analfabetismo, di ritorno e non, che impera in italia?
PS So che il programma potrebbe essere e probabilmente sarà tradito, ma è uno dei pochi punti di partenza scritti su cui ci possiamo basare per decidere. Una promessa che, se sarà disattesa, ci deluderà e permetterà di non ripetere il voto.
mercoledì 20 febbraio 2013
Erronea individuazione dell'opposto
Quando una persona è timida, non osa se non dopo una lunga riflessione.
Quando una persona è timida, rinuncia o ritarda nel fare cose che vorrebbe fare.
Quando una persona è timida, diventa rossa appena pensa di fare qualcosa, anche fosse solo entrare in un negozio di stoffe.
Ma quando una persona è timida, non è detto che automaticamente non sia stronza.
Timido non è il contrario di stronzo, ma di sfrontato.
Un timido stronzo farà lo stronzo dopo una lunga riflessione.
Ritarderà nel fare lo stronzo.
Diventerà rosso mentre farà lo stronzo.
Magari si metterà il fondotinta per fare lo stronzo e non cambierà manco tonalità di incarnato.
Ma se è stronzo, farà lo stronzo.
Insomma, un timido stronzo è solo più difficile e lungo da scoprire.
In più è subdolo perchè approfitta della sua timidezza per farsi prendere sotto le vostre eventuali ali protettive.
Non fidatevi mai dei timidi solo perchè non sembrano stronzi.
Se lo fossero, potrebbero farvi perdere troppo tempo nell'illusione.
Considerare timido il contrario di stronzo
è come pensare che grasso sia il contrario di antipatico.
Il contrario di grasso è magro,
e il mondo è pieno di grassi antipatici
che
se sono veramente molto antipatici,
potrebbero anche schiacciarvi con il loro mastodontico peso.
lunedì 18 febbraio 2013
Abbagli italiani
Quando ho visto questa foto di Chavez in tv sapete cos'ho pensato?
Alè, un altro che fa le olgettine con le minorenni.
Perchè ho pensato questo?
Perchè sono italiana.
Purtroppo.
venerdì 15 febbraio 2013
Il post del venerdì
I post non sono tutti uguali.
Starete dicendo che lo sapete, che alcuni fanno veramente schifo, altri meno, altri sono addirittura belli (forse non i miei, forse sì, chi lo sa).
In verità, però, c'è anche una gerarchia di importanza, perlomeno nei file del mio blog.
Perlomeno adesso.
Una volta no.
Una volta passavo otto ore del mio tempo seduta dietro una scrivania a pensare sempre a che post potessi scrivere. Era logico che sfornassi un post al giorno e ne avanzassi anche.
Poi ho cambiato lavoro, anzi ho smesso di lavorare e ripreso a studiare. Ho scoperto la programmazione, e mi sono data a periodi di super-produzione (i week end in cui non vivevo per 16 ore al giorno all'Università o immersa nei libri da studiare) e altri di vita di rendita.
Ora, invece, faccio un lavoro che lascia così tanto tempo libero da non aver più tempo di pensare ai post seduta dietro a un pc. E così i post si sono diradati. Pazzesco, uno ha più tempo e scrive meno. Sarà che la costrizione in immobilità in un posto vagamente ostile sviluppa la creatività. Quando si lavora in un posto mortalmente ostile alla scrittura di post, dove se ci si distrai per un nanosecondo si è kaputt, sul lavoro non si crea. Al di fuori del lavoro si sta relativamente lontani dal pc, e, se e quando si hanno idee, magari non si ha di che scriverle, e così le intuizioni volano via e in quei dieci minuti che si è davanti al monitor si ha tabula rasa nel cervello.
Questo per spiegare come mai ora scriva tre post a settimana (quando riesco).
Uno il lunedì, uno il mercoledì e uno il venerdì.
Ho deciso questa partizione, in linea di massima, in modo che i miei innumerevoli fedeli lettori abbiano un ritmo nella loro costante lettura e non si sentano troppo disorientati.
Ecco perchè quando il papa si dimette io scrivo un post sul latte.
Era programmato.
Mica potevo cambiarlo con uno sul papa.
Banale, prevedibile.
E poi non avevo tempo.
Ho troppo tempo libero, io.
In ogni caso, con tre post a settimana, quelli del lunedì e del mercoledì durano in pole position per due giorni, quello del venerdì tre.
Insomma, il post del venerdì è un gran privilegiato. Si fa leggere da persone tranquille e riposate a casa loro e non da skizofrenici lavoratori in ufficio, otto ore davanti al pc, e dura di più.
Sempre che le persone non siano come me, altrimenti nel tempo libero non leggeranno mai il mio blog.
Il che fa acquistare maggior valore ai post del lunedì e del mercoledì.
I dubbi durante la scrittura del post sono tremendi.
E' vero che uno che conosco mi ha detto che uno che conosce lui (un certo Aristotele) ha detto che la testa degli esseri umani è tonda per permettere alle idee di girarci dentro più agevolmente, ma se girano così tanto non mi permettono nemmeno di finire un post con una chiusura ad effetto,
una chiusura fichissima,
insomma,
una chiusura
degna
del
famigerato
post
privilegiato
del
venerdì.
Starete dicendo che lo sapete, che alcuni fanno veramente schifo, altri meno, altri sono addirittura belli (forse non i miei, forse sì, chi lo sa).
In verità, però, c'è anche una gerarchia di importanza, perlomeno nei file del mio blog.
Perlomeno adesso.
Una volta no.
Una volta passavo otto ore del mio tempo seduta dietro una scrivania a pensare sempre a che post potessi scrivere. Era logico che sfornassi un post al giorno e ne avanzassi anche.
Poi ho cambiato lavoro, anzi ho smesso di lavorare e ripreso a studiare. Ho scoperto la programmazione, e mi sono data a periodi di super-produzione (i week end in cui non vivevo per 16 ore al giorno all'Università o immersa nei libri da studiare) e altri di vita di rendita.
Ora, invece, faccio un lavoro che lascia così tanto tempo libero da non aver più tempo di pensare ai post seduta dietro a un pc. E così i post si sono diradati. Pazzesco, uno ha più tempo e scrive meno. Sarà che la costrizione in immobilità in un posto vagamente ostile sviluppa la creatività. Quando si lavora in un posto mortalmente ostile alla scrittura di post, dove se ci si distrai per un nanosecondo si è kaputt, sul lavoro non si crea. Al di fuori del lavoro si sta relativamente lontani dal pc, e, se e quando si hanno idee, magari non si ha di che scriverle, e così le intuizioni volano via e in quei dieci minuti che si è davanti al monitor si ha tabula rasa nel cervello.
Questo per spiegare come mai ora scriva tre post a settimana (quando riesco).
Uno il lunedì, uno il mercoledì e uno il venerdì.
Ho deciso questa partizione, in linea di massima, in modo che i miei innumerevoli fedeli lettori abbiano un ritmo nella loro costante lettura e non si sentano troppo disorientati.
Ecco perchè quando il papa si dimette io scrivo un post sul latte.
Era programmato.
Mica potevo cambiarlo con uno sul papa.
Banale, prevedibile.
E poi non avevo tempo.
Ho troppo tempo libero, io.
In ogni caso, con tre post a settimana, quelli del lunedì e del mercoledì durano in pole position per due giorni, quello del venerdì tre.
Insomma, il post del venerdì è un gran privilegiato. Si fa leggere da persone tranquille e riposate a casa loro e non da skizofrenici lavoratori in ufficio, otto ore davanti al pc, e dura di più.
Sempre che le persone non siano come me, altrimenti nel tempo libero non leggeranno mai il mio blog.
Il che fa acquistare maggior valore ai post del lunedì e del mercoledì.
I dubbi durante la scrittura del post sono tremendi.
E' vero che uno che conosco mi ha detto che uno che conosce lui (un certo Aristotele) ha detto che la testa degli esseri umani è tonda per permettere alle idee di girarci dentro più agevolmente, ma se girano così tanto non mi permettono nemmeno di finire un post con una chiusura ad effetto,
una chiusura fichissima,
insomma,
una chiusura
degna
del
famigerato
post
privilegiato
del
venerdì.
mercoledì 13 febbraio 2013
Solo più
Uno vive la sua vita
ha delle convinzioni
ha dei punti fermi
Tutto gira
ma i punti fermi restano
anzi tutto gira intorno ai punti fermi
che fanno da perno in tutto sto giramento di tutto.
Un mio punto fisso era che se avevo tante cose, e ora me ne restano due o tre, quindi poche, dico che ne ho "solo più" due o tre.
Alessandra mi ha fatto notare che dire "solo più" è un errore, non esiste nell'italiano, è una roba che diciamo solo noi piemontesi. Insomma, se andiamo fuori dal nostro fazzoletto di terra e diciamo "solo più", la gente si chiede dove siamo andati a scuola.
La risposta è: in Piemonte.
Ma loro non la conoscono.
Immagino di aver scritto un sacco di volte "solo più" anche in questo blog altamente letterario.
Che smacco.
Il fatto è che se mi rimangono tre mele dopo averne mangiata una cassa, non trovo altro modo di esprimere in modo più chiaro il concetto.
"Non me ne rimangono che tre". Che lungaggine.
"Ce ne sono solo tre". Potrebbero non essercene state tante prima, non è completo.
"Delle tante, me ne rimangono solo tre". Altra lungaggine che però ovvia al problema di cui sopra.
In ogni caso, "solo più" rimane il meglio.
Perlomeno nella mia testa.
Mi sarà probabilmente difficilissimo smetterne l'utilizzo improprio.
Proporrei che alla Crusca prendano in considerazione l'aggiunta al dizionario di italiano di questo indispensabile accostamento.
lunedì 11 febbraio 2013
Latteo
Il latte è una roba bianca che se la bevi ha un gusto di mucca erba prati e pascoli più o meno remoto a seconda del livello di scrematura.
Una roba che ha dentro il calcio, non quello di Mediaset Premium, ma quello che ti tiene insieme le ossa quando sei menopausata.
La cosa pazzesca è che più sembra acqua, più calcio ha dentro.
Togli il grasso, il posto prima occupato dal grasso si riempie di tutte le altre parti che compongono il liquido, anche di calcio.
Quindi il latte parzialmente scremato ha più calcio che quello intero, quello scremato più di quello parzialmente scremato.
Già questo è semplice se ci si pensa, ma molta gente immagina che sia il latte intero quello più calcistico.
La cosa veramente incredibile è però che il latte non è tutto uguale.
Ultimamente sui cartoni del Carrefour ci sono il bollino di una famiglia e uno slogan:
Una roba che ha dentro il calcio, non quello di Mediaset Premium, ma quello che ti tiene insieme le ossa quando sei menopausata.
La cosa pazzesca è che più sembra acqua, più calcio ha dentro.
Togli il grasso, il posto prima occupato dal grasso si riempie di tutte le altre parti che compongono il liquido, anche di calcio.
Quindi il latte parzialmente scremato ha più calcio che quello intero, quello scremato più di quello parzialmente scremato.
Già questo è semplice se ci si pensa, ma molta gente immagina che sia il latte intero quello più calcistico.
La cosa veramente incredibile è però che il latte non è tutto uguale.
Ultimamente sui cartoni del Carrefour ci sono il bollino di una famiglia e uno slogan:
Su quello intero c'è scritto GRASSO MINIMO 3,5%, il che significa che potrebbe averne molto di più. Non è come quel latte appena uscito dalla mammella della mucca, che se lo guardi bene ha pallini di grasso giallognoli galleggianti, ma quasi. I suoi pallini di grasso sono invisibili agli occhi ma non al cuore. E' il tipico latte avente come target le nonnine scampate alla guerra, che cercano la SOSTANZA. Non si curano del fatto che tutti questi pallini andranno a otturare le loro arterie. Ciò diminuirà il denaro che i loro successori verseranno alla casa di riposo in cui le rinchiuderanno non appena i suddetti pallini le renderanno abbastanza arteriosclerotiche da non essere più capaci di intendere e di volere, e/o non appena le loro ossa saranno cosi osteoporotiche e prive di calcio da impedire loro anche di fare di NO con la testa alla proposta dell'ospizio.
Per far gola e puntare tutto sulla SOSTANZA, i geni del marketing hanno scritto "PER UNA COLAZIONE NUTRIENTE".
Ci sono poi i latti parzialmente scremato e totalmente scremato. Il primo ha MASSIMO l'1,8 % di grasso, il secondo proprio non ce l'ha. Notate il cambio di target: prima era il minimo di grasso per la nonnina ingolfata dalla sostanza adiposa, ora è il massimo per chi tiene alla linea.
Ma la cosa incredibile è che sul bollino c'è scritto "PER UNA BUONA COLAZIONE".
Su entrambi.
Su entrambi.
Se ancora il latte parzialmente scremato può essere buono, avete mai provato ad assaggiare quello totalmente scremato? Ecco, assaggiatelo, e poi venitemi a dire se i geni del marketing del Carrefour non hanno perpetrato una truffa legalizzata scrivendoci su il termine "BUONA".
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