LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

venerdì 15 ottobre 2010

Sfiga!?

Ieri è stata una giornata provante.
All'alba, a scuola, ho dovuto trattenere con la forza un'alunna per circa un'ora e mezza mentre cercava di scappare dalle scale antincendio dalla mia mattutina funzione di insegnante di sostegno.
A fine mattinata, per un'altra ora e mezza, un'altra alunna ha pianto come una sirena rauca in mezzo a una classe che cercava di svolgere un compito di informatica, con il suo fidanzato, guarda caso anche lui da me sostenuto in quel momento, che a sua volta la sosteneva nella sua disperazione di alunna incompresa dal mondo.
Sono tornata a casa, e, per rilassarmi un po', dopo un frugale pranzo, ho deciso di dedicarmi al montaggio della sedia Ikea comprata in un'Ikea mica della mia città, di un'altra città. Che poi sarebbe la mia, mentre quella indicata con "Mia" non sarebbe la mia, ma adesso è la mia, insomma sono tutte e due mie, come si arguisce dai permessi di parcheggio di cui ho già parlato.
Ho scoperto che nello scatolone di montaggio mancava mezzo schienale.
Va bene, allora ho deciso di sostituire il tubo rotto dell'aspirapolvere con l'altro tubo nuovo UNIVERSALE acquistato sempre in quest'altra città. Non era di misura, pur essendo universale. Si vede che era il mio aspirapolvere ad essere particolare.
Poi, è venuto a trovarmi un amico, e io rimuginavo sull'opportunità o meno di andare a correre o all'Ikea "sbagliato" a cercare il pezzo di schienale mancante.
Il cielo era plumbeo.
Scrutavo il cielo e mettevo le mani fuori dalla finestra per verificare l'eventuale pioggia.
L'amico mi ha detto: "Vedrai, se andrai all'Ikea non pioverà, se andrai a correre pioverà".

Sono andata a correre.

Non ha piovuto.

mercoledì 13 ottobre 2010

Vaffadialogo


Dialoghi tra insegnanti di sostegno.

INS 1: L'importante è che tu non prenda personalmente gli insulti degli alunni. Sono persone che hanno dei problemi, e tu non sei il loro problema ma una valvola di sfogo.
INS 2: Sì però io non ce la faccio, a volte la prendo sul personale.
INS 1: No, io invece ce la faccio. Basta che pensi: "E' una persona che ha dei problemi" e non mi offendo affatto né mi arrabbio quando questa persona mi dice qualcosa di brutto o offensivo.

Il giorno dopo:

INS 2: Ma perchè qualsiasi cattiveria ti dica, non ti arrabbi mai?
INS 1: Te l'ho spiegato ieri.

lunedì 11 ottobre 2010

Indizi di genovesità


Se vai in panetteria e compri un pezzo di focaccia, potresti essere a Genova.
Poi, se la focaccia ha un peso specifico simile a quello del mercurio perchè imbevuta d'olio e il prezzo al chilo si avvicina ai 20 €, probabilmente sei a Genova.
Ma se, quando, uscendo, ti viene in mente che ti servirebbe un sacchetto, rientri nel negozio, lo chiedi, e la negoziante ti risponde: "Il sacchetto costa 2 centesimi perchè non hai raggiunto la spesa di almeno 10 €, spesa per cui il sacchetto sarebbe addirittura gratis", sei SICURO di essere a Genova.

Ovviamente ti sarai procurato un bel bigliettone da 500 € con cui pagare i 2 centesimi.

venerdì 8 ottobre 2010

Galoppini

Generalmente un uomo non fa nulla per nulla.
Se fa il galoppino, generalmente lo fa per una donna, e generalmente si aspetta un tornaconto di qualche natura.
Sessuale.
Economica.
Sessuale.
Di status sociale.
Sessuale.
Sessuale.

Diciamo sessuale al 99%.

Ma la cosa interessante del galoppino tipo è che, qualsiasi tornaconto lui desideri, al 99% non lo otterrà.
Continuerà a galoppare aggratis, con tutto il suo bel fardello di
deludende speranze.
Solitamente, accettare una proposta di galoppinaggio implica che la donna proponente creda che il candidato voglia un favore sessuale da lei in cambio del suo lavoro.
Non importa che si tratti della Venere del Botticelli o di una botte per nulla simile a Venere, tanto rimane inculcato in lei il principio del "basta che respiri", applicato da molti uomini, unitamente a quello del "può anche non respirare quasi più o più, e in linea di massima, anche non essere più tiepida", studiato da Bukowski e rivisitato da Almodovar.
La soddisfazione della donna in questione è procacciare al suddetto la normale frustrazione dovuta alla consueta mancanza di favore sessuale di ritorno.
Oltre ad ottenere il favore galoppinante di andata.

Ultimamente, sempre di più, dopo l'avvento di Berlusconi al governo, si vedono donne intente a effettuare traslochi trasportando sulle loro spalle interi mobili quattro stagioni.
Non è che non abbiano trovato nessuno.
E' che chiamare il galoppino è poco femminista, e anche di destra.

mercoledì 6 ottobre 2010

Istruzioni per il miracolo della vista


Se siete afflitti da cecità parziale, vi consiglio un ottimo rimedio per l'autostima e la creazione di una soddisfazione effimera ma potentissima.

INGREDIENTI:
  • lenti a contatto adatte alle proprie diottrie;
  • un po' di sana arteriosclerosi.
SVOLGIMENTO DEL MIRACOLO:
  • indossate le lenti la sera, possibilmente prima di prendervi una sbornia colossale o perlomeno di essere distratti da un evento improvviso (in effetti è un po' difficile pianificarlo, ma so che potete farcela);
  • andate a dormire con le lenti a contatto;
  • il mattino dopo cercate di svegliarvi (caso mai non vi svegliaste, direi che il miracolo non vi servirebbe più), dimentichi e ignari di tutto ciò che è accaduto la sera prima.
All'improvviso ci vedrete.
Non avrete bisogno di mettere gli occhiali.

Sono miracoli.
Fanno piacere finchè non ci si vede allo specchio, con gli occhi iniettati di sangue e un inizio di congiuntivite.

Del resto, felicità a momenti, futuro incerto.

lunedì 4 ottobre 2010

Assiepamenti


Quando uno guarda una folla, la folla pare qualcosa di spaventoso.
E' spaventosa soprattutto se uno, la folla, la guarda di lato. Anche di fronte.
L'importante è che non la guardi da sopra.
Perchè da sopra vedrebbe che non sempre la folla spaventosa è così spaventosa.
Mettete che uno vada in bici su una passeggiata piena di gente che passeggia.
Se la passeggiata è dritta o semidritta, come quasi tutte le passeggiate, vedrà molte, moltissime persone, alcune un po' più avanti, altre un po' più indietro, ma tutte con le loro teste accatastate a formare un muro compatto di teste in controluce.
Insomma, il pedalatore vedrà di fronte a lui una siepe di teste tale che gli passerà la voglia di pedalare là in mezzo.
Alcuni lasceranno proprio perdere.
Si lanceranno in una folle pedalata sul corso vicino alla passeggiata, noto solitamente per essere pieno di automobili sfreccianti e sgasanti, ché tanto dall'altra parte c'è il mare che depura e non è così importante che ci sia roba depurante da entrambi i lati.
Magari ce la faranno, magari non ce la faranno.
Altri, invece, continueranno a penetrare tra la folla, e scopriranno che, tutto sommato, quella siepe di persone non era così compatta, e che, se avessero visto tutto dall'alto, l'avrebbero capito.

Ma l'unico modo per capirlo era provarci.

venerdì 1 ottobre 2010

Caravaggio e la fuga. Sua e nostra.


Certo che Genova è braccino corto.
Certo che il marketing è un affare potente.
Certo che se la mostra si fosse intitolata

"LA FUGA e Caravaggio"

invece che

"CARAVAGGIO e la fuga"

poca gente ci sarebbe andata.

Ma io dico, se voi leggete


"CARAVAGGIO e la fuga"

cosa vi aspettate di trovare in una mostra?

Io non di certo un'opera di Caravaggio e 79 opere sulla fuga dalla città e l'idillio campestre di tutt'altri pittori.

Anche perchè, così, di fughe, ce ne sono due:
  • quella delle opere del Caravaggio, fuggite ancora prima dell'inizio della mostra,
  • quella dei visitatori, dopo aver pagato ben 12 sonanti €uro.