LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

mercoledì 29 febbraio 2012

Rimbalzi virali

Questo è periodo di influenze.
Lo è già da un po', ma le prime settimane di febbraio hanno rilevato un picco di contaminazioni.
Ora le contaminazioni sono in discesa, e chi è scampato indenne agli scorsi venti giorni può iniziare a sperare di averla fatta franca.

Ma veniamo a chi non l'ha fatta franca per nulla, e ci è caduto come una pera cotta (più cotta che pera).

Prima cosa, le influenze sono due:
  • quella che chiameremo "vera", che interessa l'area polmonare, e che si manifesta con raffreddore, mal di gola, tosse, e rincoglionimento generale più temperature al di sopra della media (del tipo: se mi appoggio un uovo fresco di frigo sugli occhi per trovare refrigerio, poi posso farmi l'insalatina con l'uovo sodo).
  • quella intestinale, che interessa appunto l'intestino, con conseguenti nausea, conseguenze della nausea, mal di pancia e conseguenze del mal di pancia, più i sintomi di cui sopra da "e rincoglionimento" a "sodo)."
Se uno prende qualsivoglia influenza, è spacciato.
Inizia a cuocersi le uova sode sugli occhi.
Se però ha l'intestinale, poi le uova non le mangia e solo a vederle si sente male. Se le mette sugli occhi, quindi, deve tenerli ben chiusi. E avere dei vicini di casa ghiotti di uova.

Se uno prende qualsivoglia influenza, sta così male che non può stare senza medicinali. 

Se l'influenza è intestinale, prenderà antivomito, antidiarrea, antinausea, antiacidità e, ovviamente, medicine per abbassare la febbre e tornare a fare le uova sode nel pentolino (e magari, prima o poi, mangiarle pure). Aprendo i bugiardini dei suddetti medicinali, leggerà: "Il medicinale può causare vomito, diarrea, nausea, acidità". Ma come, sto prendendo un medicinale per contrastare tutto sto popò di roba nel vero senso della parola, e mi avvertono che può favorirlo invece che farlo passare?
E qui uno inizia a sentirsi un po' scemo.
Ma non fino al punto supposto dalle case farmaceutiche, che ora si sono attrezzate con i bugiardini "For dummies" ( che vorrebbe dire per gli incapaci, che vorrebbe dire per voi). Ti dicono le cose in tre modi diversi, partendo da disturbi gastrici per arrivare a male al pancino, in modo che possano capirli anche i bambini e voi possiate sentirvi più scemi ancora di quando vi chiedevate perchè prendere un medicinale che provoca il malessere che dovrebbe contrastare.
In ogni caso, se avete l'influenza intestinale e prendete un medicinale per guarirla, tra gli effetti collaterali ci saranno cose come mal di gola, asma, e sintomi vari dell'influenza "vera".
Dopo pochi giorni, infatti, appena guariti dall'influenza intestinale, vi prenderete quella "vera", lanciata dagli effetti collaterali dei medicinali per quella intestinale.
Al che inizierete a prendere i medicinali per quest'ultimo malanno: per esempio i fludificanti.
Ecco la foto di un particolare del bugiardino di un fuidificante che potreste prendere per risolvere l'annoso problema del catarro che avrete conficcato in ogni orifizio immaginabile e inimmaginabile del vostro corpo:
 Ma...allora...se prendete questo medicinale non è che vi torneranno i disturbi intestinali della prima influenza?
Ma certo! Vi capiterà soprattutto quello come effetto indesiderato!

Insomma, passerete il vostro tempo a rimbalzare da un'influenza all'altra fino a primavera.

A primavera, poi, inizieranno le allergie ai pollini.

lunedì 27 febbraio 2012

E sono 5!

Spigoblog dovrebbe iniziare a provare a scrivere il suo nome, ché a settembre gli tocca iniziare le elementari! Per ora, però, BUON COMPLEANNO!


venerdì 24 febbraio 2012

Deformazione professionale


Utlinamente docino che ci saino motle piu persone dilsettiche in gori.
A me sebmra che si sai egaserando.
Quadno io ho rfequetnato le scoule, non si palrava tatno di dilsessia, errupe tittu ce la saimo vacata nebissimo. Io noso ruiscita a raulearmi e aro caffio la rpof di tsotsegno, e non avevo mai nestoti raplare di dilsessia in vati mai.

Omrai la getne si fassi su matallie che non esostino.

Mone mela che amleno io me ne redno cotno!

mercoledì 22 febbraio 2012

Ricetta della nonna

Dato che ieri era Carnevale ed ero pure in vacanza, ho deciso di cimentarmi nella preparazione di una gustosa e leggera ricetta carnevalizia: le bugie vuote.
Ricordavo con bave alla bocca stile San Bernardo le bugie che faceva mia nonna. Leggerissime, impalpabili. Ti si scioglievano sulla lingua, e per farne un etto dovevi riempirne una betoniera, dopo aver messo sulla bilancia supertecnologica la betoniera e aver premuto il tasto "tara".
Ho deciso che avrei creato le stesse meraviglie, senza peraltro conoscere la ricetta delle suddette, nè aver la minima intenzione di chiederla a mia nonna.
Ho preso il primo sito che mi è comparso digitando su google "Ricetta bugie" e mi sono fidata ciecamente di quello che mi si proponeva, seguendo beceramente la "Ricetta bugie" scritta lì dentro. Ho ammatassato, impastandoli insieme, farina, un sacco di uova, un sacco di burro, grappa, sale, ho dimenticato lo zucchero, ma tanto mi ricordo che mia nonna non lo metteva, e mi pare anche che non mettesse il 90% degli ingredienti che ho messo io ma va bene lo stesso, probabilmente alla mia veneranda età ho scordato il 90% degli ingredienti che metteva mia nonna.
Poi, memore di quello che accadeva nella casa di mia nonna, ho preparato un pentolino alto pieno di olio. Mia nonna metteva l'olio d'oliva, ma io, molto più avanzata nella conoscenza grazie al mio nobilitante lavoro di prof di sostegno, ho vaghi ricordi di una lezione all'alberghiero in cui si diceva che l'olio ideale per friggere è l'olio di arachidi, che ha un punto di fumo molto alto. E allora, giù di olio di arachidi. Un litro nel pentolino.
Per inciso, devo dire che, dopo avervi linkato il punto di fumo e aver letto cosa dice Wikipedia, ho le idee molto ma moooolto più chiare di prima. In ogni caso prima non avevo linkato, non avevo letto wikipedia e avevo messo l'olio di arachidi.
Torniamo a noi.
Avevo la mia pasta passata quelle venti volte ognuna nella macchina per fare i fogli di pasta, l'avevo tagliata con forme casuali dettate dalla mia nota creatività (rombi e striscie), avevo rivestito i fornelli di scatoloni in modo da schermare gli spruzzi e già l'olio di arachidi assumeva forme geometriche inquietanti dentro il pentolino sul fuoco acceso. A destra del pentolino c'era un filare di scottex, che avrebbe garantito alle fragranti bugie di essere asciugate ulteriormente dal poco olio residuo dopo la frittura, per poi essere adagiate in un enorme vassoio e spolverizzate con lo zucchero a velo già inserito nel colino a maglie fitte.
Benedetta, a me, fa un baffo.
Ho anche inserito lo stuzzicadenti nell'olio, che ha sviluppato una serie di bollicine, proprio come doveva essere secondo il primo sito trovato per la ricetta.
Con grande spirito da pioniera, ho lanciato dentro il primo rombo di pasta.
Il rombo è sprofondato fino al fondo del pentolino, è rimasto un po' lì, poi è salito con un'apparenza bianchiccia da pancia di pesce morto.
Ecco, a mia nonna non accadeva proprio questo, ma è perchè non usava l'olio di arachidi.
Si sa, più bianco è il prodotto fritto, meno cancerogena è la frittura.
Aiutandomi con la forchetta, ho pescato la pancia di pesce, che nel frattempo era gonfiata con una rassicurante bolla, come quelle delle bugie della nonna.
Peccato che la forchetta abbia bucato la bolla, e l'olio abbia iniziato a entrarvi dentro.
Quando ho tirato su il prodotto quasi finito, mi ci sarebbe voluto un argano, infatti la forchetta e i miei muscoli piatti da rana convalescente non bastavano a tirar su cotanto peso senza che il tutto si sfracchiasse nuovamente nell'olio, lanciando lapilli unti sul mio pile seminuovo bianco.
L'operazione da "Con grande" fino a "seminuovo bianco" si è ripetuta per otto volte, sostituendo progressivamente a "primo" "secondo", "terzo", "quarto", "quinto", "sesto", "settimo" e "ottavo" e diminuendo di volta in volta lo spirito da pioniera con aumento inversamente proporzionale di macchie gialle sul pile e bruciature sulle mani, voglia di scappare gridando "aiuto!" e fumata bianca, che sfortunatamente non voleva nemmeno dire che Ratzinger era stato rimpiazzato da un papa furbo.
Il nono rombo di pasta è atterrato nel pentolino vuoto rovente.
Non so se quella grigliata valga come nona bugia.
Ero rimasta al fatto che si potessero fare solo fritte o al forno.

Risultato della battuta di cucina: otto bugie del peso specifico pari a quello del mercurio, e con apporto calorico di 500 calorie l'una.
Ottomila calorie in un piatto che pesa due chili.
Duecentocinquanta grammi a bugia.

Un boscaiolo finlandese potrebbe soddisfare il suo fabbisogno di calorie giornaliero ingurgitando quattordici bugie delle mie. Non sarebbe soddisfatto di me. Gliene mancherebbero sei, anche se non sono del tutto sicura che vorrebbe averne altre.
In compenso, potrei nutrire una coppia di caucasici con lavori semisedentari e moderata attività fisica per una giornata intera con solo otto bugie.

Ciò che mi rinfranca è il risparmio di spazio occupato dalle bugie.
In confronto a mia nonna, ho un'efficienza che è meglio della Scottex.


venerdì 17 febbraio 2012

Come farsi scemi credendo di farsi furbi


Quando uno se la prende in quel posto da qualcuno, ci rimane male.
Quando uno ci rimane male, sviluppa delle formidabili strategie di difesa, quali il diventare uno stronzo devastante con tutte le future persone che incontrerà con modalità a tappeto.

Essendo stati feriti tutti almeno una volta nella vita, spesso in età abbastanza giovane, se facciamo tutti lo stesso ragionamento corriamo il rischio di vivere davvero in una società di stronzi uguali a quelli che abbiamo voluto diventare. Aumenta quindi la probabilità di incontrare una serie infinita di stronzi, il che incrementa di molto la possibilità di prendercela di nuovo in quel posto, in un vortice vizioso che ci risucchierà rovinosamente.

Ecco come farsi del male credendo di ripararsi dal male.

mercoledì 15 febbraio 2012

Il consiglio


Lo vuoi
Non lo vuoi
Lo chiedi e lo segui
Lo chiedi, lo segui, ti penti di averlo seguito
Lo chiedi, lo segui e non te ne penti
Non lo chiedi, ti viene dato lo stesso, non lo segui
Non lo chiedi, ti viene dato lo stesso, lo segui
Lo implori
Lo dai anche se nessuno lo vuole
Non lo dai anche se te lo chiedono perché non vuoi responsabilità
Lo dispensi
Te ne dispensi
Ti ha rotto
Non ne hai bisogno
Vivi per lui
Te lo dai da solo
Te lo porta la notte
E' dato da cattivi consiglieri
E' saggio
Uno di quelli che ti danno senza che tu lo chieda è chiudere il blog
Uno di quelli che ti dai da solo è non chiuderlo mai, nemmeno se tutti te lo consigliano
Perché sono gelosi
Del tuo successo postumo
Che proprio per definizione
Manca solo perché sei ancora vivo
Ma forse il 21 dicembre 2012 arriverà
E i gelosi non saranno nemmeno più
li
Per
assistervi.

Tié.