LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

venerdì 30 settembre 2011

Sempre troppo qualcosa per capire

Quando uno è piccolo, è troppo piccolo per capire.

Quando uno inizia ad assistere alla fioccata verticale dei propri neuroni dal cervello al suolo, con tanto di calpestamento del tappeto degli stessi creatosi, capisce che è troppo vecchio per capire.

Il punto è che il discrimine tra il troppo vecchio e il troppo giovane, ultimamente, coincide.

Con sovrapposizione, in questi tempi bambocciosi, delle due situazioni.
La cosa inquietante è che la popolazione sta invecchiando, e quello che da giovani si pensava essere saggezza ora si riconosce come rincoglionimento da fioccata neuronale, che inizia a 20 anni, per diventare intensa dopo i 34.

Il che spiega molte cose.

mercoledì 28 settembre 2011

Monito a concentrarsi sui lati positivi della vita


Quando uno lavora lontanissimo da casa, gli tocca usare per forza la macchina, e quando ci mette tipo un'ora o un'ora e mezza gli sembra già un miracolo, ché quando uno riesce per esempio a fare 150 km in un'ora e mezza, parcheggi inclusi, si sente veramente bene.
Se pensa alla spesa si sente meno bene, un meno bene virante al male, al verdognolo, al dilapidato. Ma lasciamo perdere queste venali osservazioni per concentrarci esclusivamente sul tempo trascorso amabilmente con le chiappe affondate nel sedile di guida, investito in ascolto di radiogiornali o musica.
Quel tempo lì è ben tollerato quando si lavora diciamo a 150 km da casa.
Quando però si lavora a 5 km da casa, un'ora e mezza trascorsa con il deretano sul sedile di guida non è più amabile, e si viene spesso investiti da crisi di nervi.
Non si pensa al fatto che, rispetto a quando si lavorava a 150 km di distanza, si impiega lo stesso tempo ma si spende molto meno. E che, tutto sommato, volendo spendere ancor meno, ci si può spostare a piedi, ché a fare 5 km si impiega lo stesso tempo, anzi, ancor meno, 1 ora e venti.
Perchè si è concentrati sempre sul peggio e si dimenticano i lati positivi della vita.

lunedì 26 settembre 2011

Sogno o son desto?


Quando uno sogna, sogna robe spesso assurde, inenarrabili, grottesche.
Si trova in situazioni in cui non si capisce come sia giunto, a fare cose che non capisce a cosa servano, poi si sveglia e tira un sospiro di sollievo, perchè era solo un sogno, e la realtà è diversa, la realtà è cartesianamente spiegabile, quello che fa capisce perchè lo fa, segue un filo logico, e le situazioni in cui si trova sono conseguenze delle sue azioni, e tutto, in un modo o nell'altro, quadra.
Perchè la realtà non è mica un sogno.

Poi, però, può capitare che uno si trovi in situazioni assurde, a fare cose che non capisce a cosa servano, che non afferri come diavolo sia finito in un posto a fare una cosa, e che inizi a darsi pizzicotti, a buttarsi di testa prima dal letto, e non si svegli. Nel secondo caso si può anche procurare una frattura della cervicale, ma svegliarsi no.

I casi sono due:
o è affetto da narcolessia allo stadio terminale
oppure è sveglio.

Quando sei un prof di sostegno


E' bello quando sei un prof di sostegno, perchè
  • sei troppo scemo per poter insegnare qualcosa alla classe, e l'unico detentore del SAPERE è il professore curricolare;
  • sei talmente in gamba che se hai un ragazzino che fa il programma della classe devi sapere alla perfezione tutte le materie, in qualsiasi classe e qualsiasi istituto tu capiti;
  • sei talmente scemo che potresti trovarti a ritagliare figurine e disegnare fiorellini per un anno intero, nel caso tu abbia un ragazzino che fa il programma differenziato;
  • sei talmente in gamba che tutti i verbali delle riunioni li prepari tu;
  • sei talmente scemo che nei consigli di classe il voto di tutti voi insegnanti di sostegno della classe, fossero anche cinque, vale come uno
Dopo qualche anno potrai tranquillamente farti assegnare un prof di sostegno, accusando una sindrome da sdoppiamento della personalità con skizofrenia persistente.

mercoledì 21 settembre 2011

Dialoghi elastici per professori di spastici


PRECISAZIONI PER I NON INSEGNANTI: gli insegnanti di sostegno sono insegnanti della classe, e, anche se hanno in particolare uno o più alunni, è bene non urtare la loro sensibilità appollaiandosi come avvoltoi presso di loro, facendoli sentire troppo diversi. Così dicono le SSIS e i manuali del perfetto professore di sostegno.

OSSERVAZIONE: sarebbe carino che i manuali del perfetto professore di sostegno fossero noti anche ai professori curricolari.

Dialogo veramente scambiatosi in una scuola superiore della provincia di Torino tra un'insegnante curricolare e un'insegnante di sostegno.

PROF SOS (entra in classe, dopo 3 giorni di lavoro sulla classe per dimostrare che è prof della classe, dopo sporadici tentativi di avvicinare il suo alunno senza insospettirlo)
PROF CURR: e tu chi saresti ora?
PROF SOS: sarei l'insegnante di sostegno
PROF CURR: di chi?
PROF SOS (interdizione): della classe
PROF CURR: della classe? Ma da che mondo è mondo il prof di sostegno è di un alunno, mica della classe. Forza, sputa il rospo!
PROF SOS (interdizione in aumento): ma no, il professore di sostegno è della classe, sono sulla classe.
PROF CURR: oh bella questa, è la prima volta che mi capita in anni e anni. Ma se il prof è della classe vuol dire che siete un ammasso di idioti!

lunedì 19 settembre 2011

Lance spezzate a favore della ASL (chi l'avrebbe mai detto?)


Un po' di giorni fa nella buca delle lettere ho trovato una busta della ASL.
Ho aperto e ho scoperto che avevo vinto! Ero stata selezionata per il Progetto Cuore.
Questo significava essere convocata una mattina alla ASL e ottenere aggratis tutto un ceck up molto completo per prevenire il rischio di malattie cardio-vascolari.
Memore di questa meravigliosa esperienza alla ASL, nonchè di quest'altra, e, last but not least, questa, mi sono sorti due dubbi atroci e contrastanti tra loro:
  1. è il caso di andarci, a questo controllo-premio, con tutti i casini che combinano alla ASL? Non è che rischio di morire di infarto a 80 anni, mentre sono ancora seduta ad aspettare che arrivi il mio turno?
  2. è il caso di NON andarci, quando normalmente tra ticket e analisi ti parte un patrimonio e stavolta è tutto grasso che cola?
Alla fine ha prevalso la parte genovese di me, anche in onore del fatto che ho vissuto nella suddetta città fino a pochi mesi fa, e ho deciso di andarci.

Il timore era talmente grosso che, quando sono arrivata all'ospedale avevo un batticuore da stress misto a pedalata per raggiungere il luogo che mi è durato tutta la mattinata.
Mi sono ritrovata davanti ad un gruppo di ragazze giovani in piena forma, che assistevano a una cortese e chiara spiegazione da parte di due medici, che dicevano di essere dell'OMS, e di averci pescati come campione casuale dai 25 ai 60 anni per un'indagine statistica che ci avrebbe monitorati per i prossimi 30 anni. Sarà stata la mattinata fortunata, ma se il campione fosse sempre quello che vedevo, mi sa che i dati pubblicati sarebbero parecchio sfasati. C'era una fila di ragazze giovani, tutte in forma smagliante.

Ora si capisce anche come mai nel 2010 da un'indagine statistica Torino è risultata la città più inquinata d'Italia, in barba a posti come Milano, Napoli, eccetera. Io non so voi, ma non sono molto convinta di questi dati, soprattutto dopo il risultato del monossido di carbonio presente nei miei polmoni non fumati ma abituati a galoppate ciclistiche in mezzo al traffico torinese: 0,2 %.

Tornando a noi, con grandissima efficienza sono stata analizzata tramite molteplici esami, spostati in orari compatibili con i miei impegni, e dopo 2 giorni ho avuto i risultati delle analisi, nella brochure tutta colorata con le regole della buona alimentazione. Insomma sembrava di essere in Svizzera, anzi, no, perchè in Svizzera costa tutto caro, e invece questo era gratis!

Non ho capito bene dove abbiano preso questi soldi, mentre nell'ambito del Ministero dell'Istruzione stanno nascendo questi casini, in ogni caso mi sa che c'è qualche raccomandato in più al Ministero della Sanità che a quello dell'Istruzione.
Se non altro, se mi verrà un infarto sul lavoro, a scuola, nei prossimi 30 anni, sarò assistita dal Progetto Cuore...

venerdì 16 settembre 2011

Lettera sulla scuola e sui precari di sostegno tecnico a Torino

In questi giorni di inizio scuola ho letto e ascoltato notizie di ogni tipo riguardanti la situazione lavorativa dei prof precari di sostegno delle superiori, nonché quella della scuola in generale.
Vorrei fare alcune puntualizzazioni su fatti che ai non addetti ai lavori possono risultare poco chiari.

Per iniziare, vorrei chiarire l'esistenza di più aree disciplinari anche nell'ambito del sostegno: la AD01, matematico-scientifica, la AD02, umanistica, la AD03, tecnica, e la AD04, motoria (aree a cui si accedeva seguendo un anno di S.I.S. in più rispetto a chi non era specializzato, dopo aver conseguito l'abilitazione sulla propria materia (due anni, concorso di accesso, esame finale, moltissimi esami disciplinari e trasversali – circa una trentina all’anno, a seconda delle discipline). Questo accade alle Superiori, mentre alle Medie esiste soltanto l'area AD00.
Nelle scuole ci sono due tipi di valutazione per i ragazzi che necessitano di sostegno: quella differenziata e quella per obiettivi minimi. La prima si prevede per i casi più gravi, che non riuscirebbero a seguire il programma della classe: alle Superiori l'alunno con programmazione differenziata matura un semplice attestato di frequenza (alle medie, invece, ottiene la licenza). La seconda valutazione, quella per obiettivi minimi, presuppone che l'alunno sia in grado di diplomarsi, seppur con obiettivi legati allo stretto indispensabile, e che sia valutato in base ai suddetti, più limitati rispetto a quelli della classe, ma in linea con il programma di studi: se li raggiunge, matura il diploma alla fine del corso di studi.
La suddivisione per aree degli insegnanti di sostegno delle Superiori è stata effettuata per fare in modo che questi non debbano essere dei "tuttologi", ma soltanto dei "quasi-tuttologi". In teoria, ogni insegnante dovrebbe seguire gli alunni con obiettivi minimi soltanto per le materie concernenti la sua area. In pratica, può capitare quanto appena detto, ma si può anche essere assegnati a un singolo alunno, da seguire per tutte le materie. In questo caso l'insegnante di sostegno deve appunto essere un "tuttologo", oltre che un pedagogo, psicologo, esperto di relazioni, punto nodale di incontro tra alunno, famiglia, scuola, specialisti.
Non bisogna dimenticare che, mentre si dedica a tutte queste attività, l'insegnante è di sostegno a tutta la classe, quindi aiuterà tutti gli alunni, coordinandosi con tutti i professori curricolari (quelli che insegnano le varie materie).
Insomma, si tratta di una professionalità molto complessa, per cui molti insegnanti di sostegno specializzati (laurea, due anni di S.I.S. curricolare, un anno di S.I.S. di sostegno e anni di esperienza sul campo con contratti annuali) ancora non si sentono né idonei né preparati, tale è la differenziazione delle casistiche a cui si può andare incontro.

Dopo questa necessaria spiegazione, vorrei affrontare gli eventi torinesi degli ultimi tempi in fatto di nomine dei professori precari.
Siccome molti docenti delle Superiori specializzati S.I.S. curricolare e S.I.S. sostegno sono precari, ogni anno a fine agosto si trovano in aule magne di scuole Superiori o Medie, previa convocazione del Provveditorato pubblicata sul sito dell'Ufficio Scolastico Provinciale, per accaparrarsi un posto di lavoro, dopo due mesi di disoccupazione nel caso in cui l'anno precedente abbiano avuto una cattedra al 30 giugno (90 %).
Quest'anno, per la AD03 la convocazione è stata fissata mercoledì 31 agosto alle ore 12,30. I posti disponibili sulla AD03, pubblicati sul sito dell'USP, erano 306 cattedre intere, 30 spezzoni da 9 ore l'uno, 2 da 13,5 ore e 1 da 4,5 ore. Ogni insegnante avrebbe potuto accorpare spezzoni da un minimo di 6 a un massimo di 18 ore. Insomma, essendoci 230 persone iscritte in graduatoria a esaurimento, sembrava che si potesse star tranquilli. Peccato che una nota di errata corrige abbia assegnato una moltitudine di cattedre intere a docenti di ruolo perdenti posto (preponderantemente tecnici di laboratorio, per la maggior parte non solo non specializzati sul sostegno, ma nemmeno laureati). Trattasi di coloro che, ritenuti inutili dalla riforma Gelmini (a cosa serve fare attività pratiche di laboratorio, in un'Italia che procede così bene basandosi esclusivamente sulla teoria? A cosa serve che in un Istituto alberghiero ci sia gente che insegna a cucinare, a gestire una sala bar, a ricevere i turisti? Perché mai un perito dovrebbe mettere le mani su strumentazioni vere prima di diplomarsi?), sono stati riciclati in un'attività affine al loro ex lavoro: quella di sostegno nell'area tecnica AD03. Un lavoro identico a quello vecchio, che li ha visti ricevere l'assegnazione con grande serenità.
In ogni caso, con l'errata corrige, i posti disponibili sulla AD03 sono diventati 93 cattedre, 20 spezzoni da 9 ore, 2 da 13,5 e 1 da 4,5. Un ridimensionamento che, considerando solo le cattedre intere per comodità di calcolo, è dell'ordine del 213 cattedre, ovvero una diminuzione delle cattedre disponibili del 70%. Insomma, a noi specializzati sono rimaste solo le briciole. 93 cattedre da suddividere tra 230 persone.
Tutto ciò è avvenuto nonostante la sentenza del Consiglio di Stato 11 ottobre 1990, n. 899, secondo cui "l'insegnamento nelle scuole secondarie ad alunni portatori di handicap deve essere affidato, a norma dell'articolo 7 della legge n. 517 del 1977 e del D.P.R. n. 970 del 31 ottobre 1975, a docenti forniti di prescritto titolo di specializzazione, pur se si tratti di insegnanti di ruolo; onde, in mancanza di detto requisito, da parte degli interessati, deve farsi ricorso a docenti non di ruolo forniti del suddetto requisito".
Il 30 agosto il Provveditore in persona si è presentato all'Istituto "Pininfarina" di Moncalieri, dove erano state fissate le nomine, riconoscendo le sue colpe, e definendosi "una persona onesta", che sa quando ha sbagliato e sa porre rimedio. Tutti gli insegnanti della AD02, ma anche delle altre classi di concorso hanno passato tutto il pomeriggio, fino alle 19 passate, nell'aula magna con un'interruzione delle assegnazioni in attesa della liberazione promessa delle cattedre assegnate ai perdenti posto.
Le nomine sono state rimandate al giorno successivo, 1 settembre, data in cui i professori avrebbero dovuto prendere servizio nelle scuole per far decorrere i contratti dal 1 settembre. Invece erano tutti al "Pininfarina", sfibrati dalla giornata precedente e anche presi in giro, in quanto le cattedre aggiunte sulla AD03 erano 7 sull’area AD03, più una quindicina di quelle avanzate dalle assegnazioni delle aree AD01 a AD04, esaurite nei giorni precedenti. La presentazione delle cattedre disponibili è stata effettuata a voce per quelle AD01 e AD04, e su fogli limitatissimi nel numero per quanto concerne le cattedre della AD03. Nessuna pubblicazione delle disponibilità sul sito dell'USP...Se questa è trasparenza!
La domanda che ha aleggiato tra i presenti è stata: sulle 213 cattedre assegnate erroneamente ai perdenti posti, se ne sarebbero recuperate solo 7? E come mai le altre 206 cattedre, ammesso e non concesso che le 7 in questione fossero state sottratte ai perdenti posto, non hanno subito lo stesso trattamento?
Per continuare le assegnazioni con la massima chiarezza, ogni candidato, chiamato a voce, avrebbe potuto consultare gli elenchi delle cattedre AD01 e AD04 soltanto davanti alla commissione. Non si avevano a disposizione elenchi scritti con tutte le cattedre.
Noi della AD03 siamo stati convocati in un'auletta al primo piano, con capienza massima 60 persone. I primi 60 dentro, tutti gli altri fuori. Sarebbe questa la trasparenza delle nomine? Questo ha fatto sì che le persone in fondo alla graduatoria arrivassero estenuate verso le 22 di sera a raschiare il fondo del barile, dopo aver tentato per ore e ore di cancellare le cattedre assegnate sulle copie non aggiornate pubblicate sull'USP origliando dalla porta, ammassati in un corridoio con 2 o 3 sedie, seduti per terra o in piedi.
Le ultime cattedre erano tutte ovviamente scomode e lontane rispetto alla città, nonché non conformi a quanto carpito con un lavoro certosino di cancellazione dagli elenchi che si avevano a disposizione, mentre tra quelle assegnate ai perdenti posto ce n'erano moltissime in centro a Torino.
Ancora una volta abbiamo piegato il capo, accettando di prendere posto su cattedre scomodissime, e che i nostri diritti imprescindibilmente sanciti dalla legge venissero calpestati.
Sono continuate proteste e presidi vari, soprattutto da parte di chi non aveva ottenuto né una cattedra né uno spezzone, finché, in data 12 settembre, dopo un presidio davanti all'USP durato tutto il pomeriggio, non sono state messe a disposizione un'altra ventina di cattedre, senza peraltro liberare quelle dei perdenti posto. Contentino ridicolo, che permetterà tra l'altro ai primi esclusi di riuscire a insegnare magari in centro invece che qualche misero spezzone a Oulx, o Susa, trascorrendo più ore in viaggio che a scuola, spendendo più soldi in trasferimenti che quelli guadagnati. Ma alla fine il contentino zittirà molti, rischiando di permettere che dall'alto ci si senta legittimati a continuare questa condotta dequalificante e frustrante per una classe lavorativa che ha fatto della vocazione la sua ormai unica motivazione. E già si parla – ma queste per ora sono voci di corridoio – di un corso abilitante sul sostegno di 30 o 50 ore per i perdenti posto di ruolo, che l’anno prossimo potrebbero vantare un’abilitazione equiparata a quella che noi abbiamo maturato con 400 o 800 ore di corso S.I.S….
Tutto ciò per non parlare del TFA, il Tirocinio Formativo Attivo, nuovo canale di reclutamento, che, contrariamente a quanto annunciato in un articolo pubblicato proprio su "La Repubblica", prima o poi partirà, e permetterà a tanti giovani freschi e motivati, dotati di Laurea triennale, biennio specialistico e un anno di tirocinio gratuito nelle scuole, di entrare subito di ruolo sorpassando le vecchie cariatidi della S.I.S., antiche, ormai demotivate, con tutti i loro 5 anni di laurea specialistica, 2 di S.I.S. curricolare e 1 di S.I.S. di sostegno, nonché anni e anni di precariato sulle spalle, insomma una classe insegnante ormai antidiluviana che osa pure chiedere di bloccare le assunzioni dei giovani, perché non sa capire il progresso.
Resta da capire come faranno a definire il numero chiuso di accesso al TFA in base ai fabbisogni reali, quando in classi di concorso come la AD03 a Torino (un esempio che si potrebbe applicare a moltissime altre classi di concorso curricolari), di questo passo, servirà un centinaio d'anni per esaurire tutti gli insegnanti specializzati ancora non di ruolo inseriti nella graudatorie a esaurimento.