LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

venerdì 28 novembre 2008

Dubbi

Ma perchè, quando c'è un lavoro che...

...puoi farlo solo se sei un genio...

...puoi farlo solo se hai 3849054 qualità...
...puoi farlo solo se sei il dio dell'equilibrio mentale...

...puoi farlo solo se sei il non plus ultra della relazionalità...

...puoi farlo solo se sei sensibile ma al contempo razionale ma al contempo empatico ma al contempo preciso ma al contempo creativo...

...puoi farlo solo se racchiudi in te tutte le buone qualità esistenti sulla faccia della galassia intera...

...POI A FARLO

C'E' SEMPRE UN BRANCO DI SQUILIBRATI?????

giovedì 27 novembre 2008

Blatte's battle


Sì, sì, erano proprio queste. Queste che vedete sopra.
Blatte vive mi cadevano in faccia mentre dormivo, nella pentola mentre cucinavo, nel piatto mentre mangiavo, in testa mentre mi muovevo.
Bell'invenzione, i tubi di scarico delle immondizie. Non fatichi niente a portare il pattume: esci dall'appartamento, butti il tuo saccone nel tubo, e aspetti che questo atterri nei bidoni due o tra piani sotto.
Bell'invenzione.
Peccato le blatte, che amano a loro volta l'invenzione.
Un giorno, però, è venuto un tipo. E' passato in tutti gli appartamenti.
Io ero tutta pronta: mi ero vestita di nylon, non quello modaiolo, quello dei sacchetti dell'immondizia.
Avevo vestito di nylon tutta la casa.
Avevo tappezzato il pavimento di giornali.
Il tipo è entrato.
Mi ha guardata.
Ha riso.
Ha preso una pistolina tipo quelle del silicone, e, come un pasticcere mette i suoi fiocchetti di panna sulla torta con la tasca da dolci, ha piazzato una decina di goccettine su e giù per la casa.
Poi è andato via.
Da quel giorno, per molti giorni, blatte morte mi cadevano in faccia mentre dormivo, nella pentola mentre cucinavo, nel piatto mentre mangiavo, in testa mentre mi muovevo.
Poi, sono finite le blatte.
Le goccettine, invece, sono rimaste.
Poi, io sono andata via.
Le goccettine penso siano ancora là.
Un giorno devo poi parlarvi più approfonditamente dei tubi per il pattume.
Magari domani.

mercoledì 26 novembre 2008

Nella morsa del freddo


Ieri sera ero in macchina a Torino, e attraversavo via Garibaldi, dove c'è solo gente a piedi.
Infatti, c'era uno a piedi.
Aspettava di attraversare al semaforo.

Era imbacuccatissimo: giacca, sciarpa, cappello.
Si vedevano solo il naso e gli occhi, che avevano un aspetto abbastanza antillese.
Io avevo i finestrini tutti su, il riscaldamento a palla, l'autoradio accesa, eppure ho avuto l'impressione di sentire il battito dei suoi denti infreddoliti.
Sapete a cosa pensava quel tipo?
Che poi, io, continuo a girare in bici senza guanti e corro in maniche corte.
Ma non sono antillese.

venerdì 21 novembre 2008

Antroforeste


C'era una volta una foresta.

La foresta sembrava una qualunque foresta, agli occhi di un daltonico.

Un normovedente, invece, notava subito che c'era qualcosa di strano.

La cosa strana era che le fronde degli alberi, anzichè verdi e frondose, o marroni e stecchite, erano rosa, o gialle, o, al massimo, color caffè.

Se si guardava bene, infatti, non c'erano fronde, ma uomini appesi ai rami.

Le donne c'erano anche.

Di solito, infatti, dove ci sono degli uomini ci sono anche delle donne.

Delle donne, anche loro rosa, o gialle, o al massimo colo caffè, utilizzando le braccia degli uomini appesi come liane, ondeggivano su e giù per la foresta. Ognuna di queste donne non toccava quasi mai terra: era sempre appesa a un uomo o all'altro, e, a volte, nel cambio, anche a due uomini, una mano appesa al braccio dell'uno, e una al braccio dell'altro. E così le loro braccia, secondo una darwiniana evoluzione, erano diventate lunghissime. Così lunghe che, alla fine, alcune di loro toccavano terra. Toccavano terra, ma le loro gambe si erano atrofizzate, e non riuscivano più a camminare. E così si afflosciavano su sè stesse non appena le loro lunghe braccia mollavano quelle degli uomini frondiferi. La cosa complicata era che, a forza di avere braccia così lunghe, faticavano anche a prendersi cura di sè stesse. Pensate all'ispettore Gadget che si pettina quando ha le braccia estroflessibili. Con tutta sta lunghezza, mica è facile. E così, una volta sfrondate, queste donne erano perdute.

C'erano poi altre donne che, invece, non avevano subito l'evoluzione darwiniana in quel senso: si erano accontentate di vivere sulla terra. Continuavano a condurre un'esistenza autonoma, e, se avevano voglia di un uomo, scrollavano un po' un tronco e ne facevano scendere giù uno ben maturo. A qualcuna toccava a volte un uomo un po' marcio o bacato. Ma, come si sa, basta tagliare via il pezzo intorno alla marcescenza o al verme, e poi il frutto torna ad essere perfettamente edibile. Al massimo con un retrogusto un po' amarognolo.

giovedì 20 novembre 2008

Post propedeutico al capo


Stanotte non dormivo per nulla.

Pensavo.

Pensavo a una cosa.

Una cosa che ora ho scordato.

E' un bell'impiccio, quando inizi un post per scrivere la cosa a cui hai pensato, e poi la scordi.

E' un bell'impiccio perchè ormai hai iniziato a scrivere quello, che era proprio interessante, che era così interessante che sto post volevi inoltrarlo a qualcuno, ma hai anche scordato a chi.

Tanto il post non è più quel post interessante, è solo più questo post.

Quindi non lo inoltrerò a quella persona.

Che tanto non so più chi è, quella persona.

Un'altra occasione persa di scrivere un bel post da parte mia, e di leggere un bel post da parte vostra.


Ma, come dice Alberto Savinio, è con le occasioni mancate che a poco a poco noi ci costituiamo un patrimonio di felicità. Quando il desiderio è soddisfatto, non resta che morire.


PS Vi confesso ,tra l'altro, che questo Alberto Savinio manco sapevo chi fosse, prima di linkarvelo in Wikipedia. Adesso continuo ad avere solo una vaga idea di chi sia, mentre si consolida in me l'idea certa che questo post faccia pena nonostante la citazione, ragion per cui di sicuro non finirà nei miei post spigoblog preferiti ( in compenso, invece di leggervi questo post, anche se, essendo qui, ormai la frittata è fatta, potreste pescarne qualcuno dall'elenco che trovate nei menù a destra, almeno leggereste qualcosa di decente). Un contributo, comunque, questo post l'avrà dato: quello al calo delle hits di questo sito.
PPS Vi confesso pure un'altra cosa. Oltre a non aver dormito, ho anche mal di testa. Forse è per questo che, invece di intitolare questo post "POST PROPEDEUTICO AL CALO", l'ho intitolato "POST PROPEDEUTICO AL CAPO". Quindi, tranquillizzatevi, non è che leggendo questo post il vostro capo si precipiti da voi, attirato dalla magica calamitosità della vostra lettura internettiana. Probabilmente, però, quasi nessuno di voi si tranquillizzerà, perchè quasi nessuno di voi arriverà a leggere fin qui, il che è sintomi di:
  • vostra sanità mentale
  • vostra scarsa vista
  • vostro continuare a interrogarvi su cosa c'azzecchi il titolo di questo post con il post stesso ( questo punto interesserà una percentuale statisticamente ininfluente dei miei già statisticamente ininfluenti lettori)