venerdì 15 dicembre 2023
Taboo procreativo
martedì 21 novembre 2023
La temibile paura
venerdì 10 novembre 2023
Assurdità legalizzate
mercoledì 18 ottobre 2023
L'eterno dilemma dei voti
- gli studenti sono invogliati a partecipare, facendo osservazioni in classe. Per quanto spesso sia altamente probabile che dicano stronzate, almeno ci provano, e non hanno così paura di dirle perché non saranno valutati negativamente. Se riescono a tirare fuori qualcosa di buono, però, avranno un voto positivo che a loro appare "regalato", ma in realtà è guadagnato con l'impegno nel dire qualcosa di furbo, prima o poi;
- si instaura una gara a chi sa rispondere alle domande o fare esercizi alla lavagna. Di solito nessuno vuole essere interrogato, ma con i voti diffusi capita che ci sia una competizione su chi va alla lavagna per primo, anche perché, si sa, all'inizio è più facile che dopo un po'. E intanto, i ragazzi si abituano ad alzarsi dalla sedia, mettersi in gioco ed essere propositivi. Non parlo di Licei, insegno praticamente solo nei professionali, e sì, il parapiglia per andare alla lavagna accade nei professionali, dove maranza con look improbabili e cappellini in testa fanno a gara per andare alla lavagna a risolvere esercizi sulle proporzioni.
sabato 23 settembre 2023
Pigrizia rimordente digitale
venerdì 18 agosto 2023
Greenwashing in lavatrice
sabato 8 luglio 2023
Maturità canaglia
Come tutte le Maturità, anche quella del 2023 è deputata a segnare il passaggio dall’età acerba a quella, come dice il nome stesso, matura. Viene discussa davanti a una commissione di docenti che hanno raggiunto la Maturità, nella maggior parte dei casi, anni e anni prima. Si fronteggiano due falangi di persone di cui la prima è matura da così tanto tempo da far sorgere il dubbio di esserlo quasi troppo, la seconda potrebbe essere ancora acerba. Tutte e due sono bombardate: le prime da verbali, PTOF, PDP, PFI, PEI, relazioni del 15 maggio e burocrazia varia, le seconde da ogni tipo di stimolo passi attraverso il monitor di uno smartphone.
I ragazzi arrivano alla prova visibilmente emozionati, il che vuol dire che la fama dell’Esame è un baluardo rimasto miracolosamente in piedi dopo il bombardamento che ha subito la scuola a cura dei vari Ministeri. Sudorazione eccesiva anche per i 30 gradi, gambe che frullano l’aria, visi chiazzati, piedi inquieti parlano da soli. Il look? L’abito fa il monaco, ma è anche importante comunicare il proprio stile, e così molti oscillano tra la tenuta da cerimonia e quella rischiosamente improntata al Cobainiano “come as you are”.
I docenti hanno la via rischiarata da griglie di valutazione che li guidano minuziosamente - e vanamente.
Che fare se un candidato si presenta con i jeans strappati e gli orecchini? Gli si decurtano dei punti o lo si premia per il coraggio di essere sé stesso? E D’Annunzio estetista, non lo merita qualche punto ilarità? Ché poi, era talmente fashion victim, che un po’ estetista lo era. Confondere i nomi delle sue amanti è un merito o un demerito? Non è forse un modo per entrare in empatia con il vate, dato che è commettere il suo stesso errore? Senz’altro è un lapsus dannunziano dire che una delle frodi alimentari è l’adulterio. In ogni caso non c’è alcun dubbio, il voto della maturità è una roulotte russa.
Pesa di più il senso di colpa dell’aver promosso qualcuno che non lo meritava o quello dell’averlo bocciato? La bilancia pende quasi sempre dalla parte della mole burocratica aggiuntiva in caso di non superamento: lo dicono i dati.
C’è ingiustizia implicita nell’esame di maturità? Certo, come ovunque, e in questo prepara al mondo crudele che c’è fuori dalla scuola (come se quest’ultima non lo fosse). Basti pensare che i docenti, con il passare dei giorni, sono sempre più stanchi, annoiati e distratti, mentre ogni alunno vive ciascun istante dell’Esame per la prima e ultima volta, nel 99,9% dei casi.






