LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

venerdì 1 aprile 2011

Kebab artistici


Camminavo per via San Vincenzo, e sono stata colpita da una vetrina in cui kebab antropomorfi giravano sullo loro asta appetitosi nel loro marrone carnifero.
Mi sono detta però, che avanti che sono in questo kebabbaro, hanno doti artistiche nell'intagliare il rotolone di carne a forma di busto d'uomo e donna. Quasi quasi mi prendo un panino arrotolato per premiare l'arte.
Sono entrata e ho chiesto il panino arrotolato, con tanta cipolla e tantissima salsa piccante.
La commessa mi ha guardata con gli occhi rotondissimi.
Non capita spesso che qualcuno ordini un panino arrotolato da Calzedonia.

mercoledì 30 marzo 2011

Paginegialle.carta

L'altro giorno è accaduto un fatto che mi ha totalmente disorientata.
Mi è stato dato in mano un volume delle Paginegialle spesso come il tessuto adiposo ventrale di Giuliano Ferrara.
La prima cosa che mi ha disorientata è stato ricordare che le Paginegialle non sono soltanto un sito. C'è voluto uno sforzo inumano per rimembrare i tempi dell'infanzia in cui le usavo in formato cartaceo.
Ma lo shock peggiore doveva ancora arrivare: mi è stato detto: "Cerca l'Hafa Café e telefona per prenotare per 7 persone alle 18,30".
Al che ho aperto la prima pagine e ho provato a digitare "hafa cafè" sulla prima pagina e a dare invio sul tasto "cerca". Peccato che non ci fossero nè tastiera nè tasto "cerca". Anche scriverlo a matita sulla sottocopertina non ha dato i risultati ingenuamente sperati.
Alle 18,30 ancora stavo cercando nelle varie categorie, dopo aver spulciato le voci "Bar e caffetterie", "Locali e ritrovi", "Pasticcerie", "Ristoranti", "Alimentazione speciale", "Cibo per animali", "Cibi esotici", "Night club", "Ponteggi", "Sexy shop", e, in preda alla disperazione, pure "Toilettatura per cani" (è tutto vero, tranne "Sexy shop", che ho scritto solo nel losco intento di attirare più persone possibile su questo blog con l'inganno, attività a cui, tra l'altro, sono avezza).

Abbiamo dovuto riaccendere il computer, riconnetterci a internet, telefonare.

Alla fine siamo riusciti a prenotare e andare all'Hafa Café.

E poi dicono che il pc limiti le uscite sociali...

lunedì 28 marzo 2011

Ispirazione

Il miglior metodo per ispirarsi è guardare la pagina bianca, da cui sorgeranno idee su idee.
Eccovi una bella pagina bianca per ispirarvi, e poi non ditemi che non sono magnanima!































































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venerdì 25 marzo 2011

Giochi vicini e giochi lontani


Ero ferma a un semaforo.
In macchina.
Non c'era nessuno che tentasse di lavarmi il parabrezza.
Non c'era nessuno che tentasse di vendermi giornali.
Non c'era nessuno che tentasse di fare l'elemosina arrivando fino al mio finestrino camminando sui due moncherini delle gambe mutilate nella Guerra del Golfo.
Insomma, mi stavo annoiando immensamente.
Non si è più abituati a stare fermi ai semafori senza intrattenimento.
La strada era molto larga, con molte corsie, molti semafori, molti incroci.
Mi sono messa a scrutare i semafori vicini.
Finalmente, a un semaforo, c'era un giocoliere.
Era incredibilmente bravo, faceva roteare 1, 2, 3, 4, 5 birilli, senza nemmeno ammaccare i cofani della auto in prima linea.
Era così bravo che mi è venuta voglia di dargli dei soldi.
Ma era lontano.
Allora, ho detto all'amica che era con me di scendere dall'auto e andare a dare 50 centesimi al giocoliere.
Lei è scesa e si è lanciata verso il giocoliere correndo, ma nel frattempo i semafori sono diventati verdi.
Lei non era molto in gamba a svicolare tra le auto in movimento, non era mica una lavatrice di parabrezza, nè una venditrice di giornali, nè una mendicante mobile sui due moncherini delle gambe mutilate nella Guerra del Golfo.
Ora, però, cammina su due moncherini delle gambe mutilate al semaforo di Brignole il giorno 23 marzo 2011.
Non roteerà 1, 2, 3, 4, 5 birilli, ma fa molti più soldi degli altri mutilati.
Si sa che le disgrazie occorse vicine a noi toccano sempre più di quelle accadute in luoghi remoti, tipo il Kuwait, o, che ne so, la Libia.

mercoledì 23 marzo 2011

Sassi


Ok, io gliel'avevo detto.

Ora, c'è una remota possibilità che lui non abbia letto quel post, remotissima che non legga proprio per nulla questo blog.

Forse è per questo motivo che ha fatto quest'altra canzone, con questo pezzo, in cui canta: "Zono zolo ztazera zenza di te!"

Non ho ancora capito perchè non si sia autoproposto per doppiare il film "Il discorso del re". Lo scoiglilingua "Zono un zetaccia zazzi, ho un zetaccio di zazzi zetacciati e uno di zazzi non zetacciati, perché zono un zetacciazazzi" sarebbe pane per i suoi denti.

lunedì 21 marzo 2011

Tetris


Mercoledì scorso c'era la notte bianca a Torino.
Io ero a Torino e dovevo andare a cena in un posto sempre a Torino, in macchina.
Avevo appena fatto la tratta Genova-Torino in autostrada, impiegando ben due ore, e avevo le chiappe abbastanza a forma di sedile della Opel Corsa.
Mi sono messa in macchina e ho attivato l'(in)affidabile navigatore Becker, quello da fighi che hanno la BMW, anche se io ho appunto la Opel Corsa, come si denota dalla forma delle mie chiappe. Il GPS mi ha detto che in 15 minuti sarei arrivata a destinazione. Dopo 15 minuti ero al primo semaforo, che era diventato rosso e verde una decina di volte. Ero sempre ferma, dovendo far passare un'ondata continua di gente a piedi protetta dalla pioggia con una moltitudine di ombrelli un po' colorati ma molto più grigi e neri.
Alla fine ho deciso che, con tutta la gente che c'era, qualche pedone si potesse sacrificare, e sono passata su uno scricchiolio di ossa rotte e guizzi di sangue, cercando di mirare soprattutto gli ombrelli grigi e neri, ché le persone grige e nere nei giorni di pioggia mi intristiscono e, dovendo scegliere, preferisco eliminare quelle.
Convinta che il mio tragitto verso la meta, superato lo scoglio delle fiUmane umane fosse in discesa, ho scoperto invece che rimaneva in piano, essendo Torino prettamente pianeggiante, ma ugualmente irto di incagliamenti. Non avrei mai pensato di provare un senso di commossa partecipazione per i pezzettini del Tetris, quando, a dodici anni, giocavo con il Game Boy. E invece anche quel momento è giunto. Ed è giunto quando mi sono resa conto dell'assoluta impossibilità di schiacciare le automobili grigie e nere come avevo fatto con i pedoni grigi e neri. Avessi avuto qualche altro messo sì, ma con la Opel Corsa no. Mi sono ritrovata in un incrocio enorme, con dietro un tram, perpendicolare a un'automobile bloccata davanti a lui, perché perpendicolare a un'automobile bloccata davanti a lei, perché perpendicolare eccetera eccetera. Lo stesso valeva per la macchina perpendicolare davanti a me, perpendicolare a un'automobile bloccata davanti a lei, perché perpendicolare eccetera eccetera.Insomma, l'incrocio era tutt'un incastro di perpendicolarità automobilistiche, e in ogni abitacolo c'erano una o più persona: c'era chi claksonava furiosamente, chi si scusava, chi improvvisava incontri di boxe sub-diluvio sui tettini delle macchine contigue, chi si scaccolava cercando di mirare con le proprie caccole l'automobile dietro usando lo specchietto retrovisore come mirino per effettuare sponde mirabolanti, chi si faceva un trucco di lunga durata waterproof per essere di bell'aspetto per la serata inconsapevolmente e ineluttabilmente destinata ad essere trascorsa in automobile, chi tirava giù i sedili e faceva un sonnellino. Nel frattempo io ho approfittato di uno degli individui dell'ultima categoria per fregare una pizza da asporto. Ho consumato il pasto sul volante. Era un po' gommoso ma mi ha permesso di sopravvivere finora. Attualmente ho tutto il corpo nel suo lato posteriore a forma di tutto il sedile della Opel Corsa.
Mi dispiace un po' per l'invito a cena eluso, ma quando leggeranno queste righe, sapranno.
E mi perdoneranno.
E mi porteranno i resti qui, in questo incrocio (il cui nome è già tutt'un programma).
Ché la pizza mica mi è bastata.

venerdì 18 marzo 2011

Concetti di normalità


L'altro giorno ero a scuola, nella scuola dove lavoro come insegnante di sostegno e dove c'è effettivamente un sacco di gente da sostenere, inclusa me.
C'era un ragazzino di quelli da sostenere ufficialmente che si era seduto su un davanzale, tutto arrotolato dentro la tenda, e guardava malinconicamente i topi del Bisagno e il Bisagno intorno.
Al che sono andata da lui, mi sono seduta lì davanti a lui sul davanzale, mi sono un po' arrotolata nella tenda e gli ho fatto la fatidica domanda: "A che pensi?".
Lui mi ha guardata e mi ha detto che era preoccupato per un'interrogazione, ma io sapevo bene che aveva appena mollato la sua ragazza, con cui stava da quasi due anni. La sua ex ragazza fa parte anche lei dell'ampia schiera dei sostenuti ufficialmente.
Al che gli ho fatto la seconda domanda ficcanaso: "Non è che sei un po' triste perchè ti sei mollato con la tua ragazza?".
Lui mi ha guardata e mi ha detto: "No, l'ho mollata io."
E io: "E come mai?"
E lui: "Non è normale."
E io: "E tu?"
E lui: "Io sì."