LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

mercoledì 15 dicembre 2010

Tubini e tuoni


A Roma ho dedotto in singolar tenzone un detto comune, di quelli tipo "Una rondine non fa Primavera", o "Non esistono più le mezze stagioni".
E' strano, dedurre un luogo comune.
Nel senso che se i luoghi comuni sono tutte stupidaggini, allora non si dovrebbero poter dedurre dalla vita reale, ma si dovrebbero soltanto poter assumere come postulati dopo averli imparati a memoria.
Il luogo comune in questione (mi è stato assicurato che si tratta di luogo comune e non di verità) è che le romane hanno quasi tutte voci tonanti da tenori.

Il che non è così brutto. Meglio le voci tonanti che quelle squittenti da criceto russo.

Però, il brutto è quando vai in un negozio di vestiti e pensi di pesare ancora come due mesi fa, dimenticando che, nel mezzo, la vita ti ha condotta ad aumentare di 8 kg in qualche imperscrutabile modo, tipo cibarsi di 8000 Kcal al giorno, fabbisogno medio di un boscaiolo finlandese (solo d'inverno).

Ti avvicini a un tubino grigio, che ti andrebbe bene a Capodanno, anzi ti sarebbe andato bene a Capodanno se Capodanno fosse stato due mesi e un giorno fa. Capodanno è tra meno di un mese, ma tu fai finta di nulla, e chiedi alla commessa romana se c'è anche in nero, ché il nero snellisce.

Lei ti dice: "C'è solo la taglia 40".
Tu tendi la mano.
Lei ti risponde: "Che vvole?" con voce tonante da tenore, che è poi l'aspetto più inquietante di tutta la storia.
Tu ribatti: "Vorrei il tubino nero taglia 40".
E lei: "Ma non ci entra manco a mmorì ammazzata".
E' stato il tono tonante a siderarmi.

lunedì 13 dicembre 2010

Pay less, wait more

VIAGGIO 1: ritardo di un'ora e mezza, appello dei presenti sull'aereo dopo la scoperta che molti presenti avevano il nome leggermente diverso da quello registrato e che c'erano otto passeggeri in più. Tutti regolarmente muniti di sacchettini per i liquidi da massimo 100 ml.

VIAGGIO 2: ritardo di due ore, cambio dell'aereo, e procrastinamento della partenza di 10 minuti ogni 10 minuti.

E' proprio vero: PAY LESS, WAIT MORE. Con Blu express.

venerdì 10 dicembre 2010

Sol d'art

Mi piacciono i musei di arte contemporanea.
Sono pieni di robe strane.
Pieni di robe che entri in degli scatoloni e ti siedi lì e guardi filmati incomprensibili.
Pieni di robe che non capisci bene cosa siano ma meno le capisci più sono opere d'arte.
Pieni di robe che devi metterti le cuffie per sentire strani suoni e schiacciare con tante dita dei pulsanti che pulsano.
Pieni di robe che sembrano pattumiera ma sono opere d'arte.
Pieni di robe che se le vedessi per strada ti sembrerebbero per esempio blocchi di cemento, ma qiando le vedi nel museo diventano opere d'arte, con la giusta luce la giusta spazialità il giusto commentino a lato, pieno di parole tipo epistemologia, ricerca consapevole, intenzionalità.
Insomma, se io butto su un pavimento un blocco di cemento trovato in un porto, sperando che il porto tenga insieme anche senza quel blocco, non ho buttato un blocco di cemento su un pavimento bianco e ci ho puntato dei faretti contro, io ho reso "il senso di spaesamento esistenziale legato alla trasformazione della nozione di luogo nell'età della globalizzazione."
Ovviamente, ciò, se io = artista contemporaneo.
Se io = io, prima cosa mi avranno fermata mentre, con il mio muletto a noleggio, avrò sconquassato il filare di blocchi del porto; seconda cosa, ammesso e non concesso che abbia bypassato il primo scoglio, sarò solo una che avrà buttato un blocco di cemento su un pavimento bianco. Di casa sua. Illuminandolo con la lampada Ikea.

Nota bene, questo articolo lo scrivo dopo essere stata reduce del Maxxi di Roma, dove hanno inventato l'arte take away. Si potevano prendere dei foglietti con la presentazioni di alcune opere d'arte e raccoglierli in una cartellina bislunga che pochissimi, a dire il vero solo io, avevano utilizzato a mo' di sporta prendendola per la maniglia.

Gli altri visitatori la tenevano in braccio a mo' di Gesù bambino, ché il Natale è alle porte, e ogni qualvolta si girassero, tiravano cartellinate in faccia agli altri visitatori.
Tornando al take away, ho appena buttato a terra tutti i foglietti, li ho mischiati e ho recuperato da uno di questi la frase che ho virgolettato. Ovviamente, si è intonata benissimo anche al blocco di cemento.
Riproviamo.
"dimensione del paesaggio inteso come spazio di trasformazione".
Rifunziona!
Ririproviamo.
"una metafora del disorentamento e della perdita di senso di orientamento nel mondo contemporaneo."
Anche questa funziona. L'unico dubbio è quale possa essere la differenza tra disorentamento e perdita di senso di orientamento.

Poi ho avuto anche un altro atroce dubbio, mentre visitavo il bellissimo museo.
Un dubbio tremendo, che mi ha portata a guardarmi furtivamente intorno con l'aria di chi ha ancora la marmellata in punta d'unghie.
Un dubbio che mi ha siderata.
Il dubbio che stessi calpestando un'opera d'arte.
Invece, quello che calpestavo era effettivamente il pavimento.

mercoledì 8 dicembre 2010

Che comodità gli acquisti on -line

L'altro giorno, colta da pigrizia sfrenata, ho pensato che fare un biglietto per il Volabus che va da Genova Brignole all'aeroporto di Genova direttamente sul Volabus fosse un'attività troppo gravosa.
E mettici la fretta, e mettici quei 5 kg di bagaglio a mano concessi da Blu-express, che ingombrano, e mettici tirare fuori il portafoglio, estrarre il denaro magari inesatto, prendere il resto, insomma, mettici tutte ste cose e l'impresa diventa titanica.
Allora mi sono detta lo compro on-line, che è comodo. Metti i codici della carta di credito, e poi, se non te la clonano, stampi il biglietto e sei a posto.
Se te la clonano, la soluzione migliore è non guardare mai l'estratto conto della carta di credito nè del conto corrente, così non ci si accorge di nulla e si vive tranquilli. Fino all'ipoteca della propria casa. Io la casa non ce l'ho, quindi posso.
Entrata nella procedura on-line dell'AMT, ho notato che sta AMT si rivelava piuttosto curiosa. Mi chiedeva perfino la mia residenza, il codice fiscale, il mio livello di studi, il mio lavoro. Il tutto per un biglietto da 6 €. Mah. Ho continuato il tutto, pagando con la carta di credito.
Con tutte ste richieste, infatti, avevo perso di vista quella più inquietante, cioè quella del mio indirizzo di residenza.
Alla fine, invece della pagina da stampare, mi è comparsa una videata con questa scritta:
ENTRO 6 GIORNI MASSIMO LE SARANNO RECAPITATI VIA POSTA I BIGLIETTI AL SUO INDIRIZZO DI RESIDENZA.
Insomma, io dovevo prendere il Volabus il giorno dopo, ero a Genova, e i biglietti sarebbero arrivati dopo 6 giorni alla mia residenza a Torino.

Risultato:
un'ora al telefono con il numero verde dell'AMT
attraversamento di Genova
un'ora di attesa che l'impiegato ritrovasse nel mare magnum delle buste in partenza la mia con i miei biglietti dentro
altro attraversamento di Genova

La prossima volta vado all'aeroporto a piedi.

lunedì 6 dicembre 2010

L'Italia è tutt'un bar sport


Stavo leggendo questo libro qua sopra, e sono stata siderata da questa frase, che mi è suonata tanto familiare:

La Filibusta, quella sera, si riunì sulla nave dell'Olonese per studiare una maniera di liberare il Corsaro Nero.
Ma dalla costa facevano i fuochi artificiali, e tutti si precipitarono in coperta a vederli, così nessuno si ricordò più dello sventurato.

venerdì 3 dicembre 2010

Mercantenati


E' bellissimo andare al mercato di mattina, anzi dover trapassare il mercato di mattina.
Il mercato di mattina è una matassa uniforme di anziani che camminano ai 100 metri all'ora, facendosi largo tra altri anziani che camminano anch'essi ai 100 m/h, incastrandosi in una perfetta armonia tetrisificata.
Quando tu, sventato under-80enne, di corsa, ti ritrovi a dover andare dal punto A al punto B, e in mezzo ai due punti inequivocabilmente si trova il mercato mattutino, sei come un pietrone lanciato nel fiume di vecchi incastrati.
Il problema è che la tensione superficiale dei vecchi incastrati è di molto maggiore rispetto a quella dell'acqua, e latensione superficiale del tuo corpo è di molto minore di quella del pietrone.
E' vero che le ossa delle vecchie, presenti in stragrande maggioranza in un immaginario grafico a torta illustrante la composizione di genere della matassa, sono un po' fragili per via dell'osteoporosi, ma vi assicuro che districarsi da lì in mezzo è come cercare di uscire dalle sabbie mobili.
In più vi sconsiglio di approfittare della friabilità delle ossa altrui per spezzarne qualcuna per aprirvi un varco DENTRO il corpo di un'anzianotta o due. Si formerebbe, contrariamente, un nodo tipo quelli che si creano alle maratone quando un maratoneta si accovaccia per allacciarsi le scarpe e non ne uscireste vivi.
Più ci si divincola, più si affonda.
L'unica soluzione è adattarsi alla velocità della folla, immedesimandosi in un pluri-80enne, fare buon viso a cattivo gioco e fingere di essere pensionati con un tubo da fare per tutto il giorno.

Il peggio è quando si esce dall'immedesimazione del pensionato e si scopre di essere stati licenziati per assenteismo sul lavoro.

mercoledì 1 dicembre 2010

Appello per insegnanti egoisti coltivatori di propri giardinetti miopi e a breve termine


Ora, non è che da abilitata come prof di Economia aziendale voglia insistere tanto sui numeri, ma alla fin fine si vede che tutti sti anni economici mi hanno giocato qualche tiro al cervello, e ogni tanto mi metto a dare i numeri.
Quindi dico:
se ci sono un tot di ore di insegnamento disponibili per un (tot/18) elevato a se stesso di insegnanti abilitati, alcuni di questi, per forza di cose, rimarranno tagliati fuori.
Non è importante il numero di ore EFFETTIVAMENTE necessarie, che sarebbe probabilmente un [tot+ (tot2 sapientemente tagliato dal corrente Ministro dell'Istruzione)], è importante sapere che la disponibilità è quella, è tot, con un tot tendente a zero e conseguente innalzamento esponenziale del tot2. Prima o poi il corrente Ministro inizierà a studiare i numeri negativi, andando e definire il tot come tale. Saranno fucilati insegnanti di ruolo davanti a plotoni di esecuzione per far quadrare i conti e riempire le tasche di chi le ha già piene e togliere l'uso del sale in zucca di chi, la zucca, ce l'ha già quasi vuota, a furia di costruttivissimi tagli all'Istruzione.
Ma non divaghiamo.

Torniamo a bomba al numero di insegnanti e al tot di ore disponibili.

CHI AMA LA SINTESI E NON AMA LE ELUCUBRAZIONI CONTORTE PUO' INIZIARE A LEGGERE QUESTO POST DA QUI.

Ipotizziamo che, per semplificare, in una provincia a caso ci siano 300 ore disponibili per un insegnamento di un certo tipo.
Ipotizziamo che ci siano 40 insegnanti iscritti in quella graduatoria e in quella provincia, tutti belli in fila secondo i loro meritati e sudati punteggi.
Con 288 ore si fanno 288/18 cattedre intere, cioè 16.
I primi 16 fortunati potranno prendersi le loro belle cattedre, mentre gli altri 24 abilitati specializzati eccetera eccetera se ne staranno a casa con il loro bel Salva-precari e disoccupati.
Quando ci si accorgerà che questi primi 16, facendo le loro 18 ore di insegnamento, non copriranno le effettive esigenze scolastiche, e che ne servirebbero probabilmente altri, cosa accadrà?
Che i 16 EROI lavoreranno 24 ore a settimana, cioè 6 ore in più rispetto alla loro cattedra intera (come permesso da legge).
E se per caso a uno che ha già 18 ore verrà proposto di prendersi anche 6 ore della cattedra di un collega incidentalmente preso a sassate dal cavalcavia dell'autostrada e ridotto in coma, questo EROE si sacrificherà e prenderà le 24 ore, anche se le 6 ore in più saranno nella succursale in cima a un monte ventoso raggiungibile solo con sci e pelli di foca da Novembre a Aprile.

E' vero, dicono che gli insegnanti sono pelandroni, ma vi assicuro che l'ambiente dell'insegnamento è pieno di EROI.

Se per caso uno dei 24 ha aspettato fino a ottobre per essere chiamato per 18 ore, dopo che tutti i 16 si sono rimpinzati di ore supplementari come tacchini il giorno del ringraziamento, e, improvvisamente, a fine ottobre, gli danno un altro pezzettino della cattedra del bozzoluto del cavalcavia, pensate che si dirà "lasciamo un pezzettino anche a quelli che ci sono dietro di me e accontentiamoci delle 18 ore"?

Macchè.

Penserà: "Sono un EROE, mi prendo 24 ore."

Poi c'è la versione gentile: "Guardo se ho amici sotto di me, e se c'è la mia amichetta del cuore dietro di me (perchè se fosse prima sarebbe una mia acerrima nemica) rinuncio per lei, se no prendo, tanto quelli che non conosco sono brutti e cattivi."

Poi c'è la versione pietosa: "Ho bisogno di soldi, tengo famiglia mutuo cane gatto criceto goloso nonno malato eccetera eccetera, DEVO RACCATTARE PIU' SOLDI POSSIBILE".

Caro gentile, l'anno prossimo ci potresti essere tu sotto uno che non è tuo amico, e che sceglierà di accapparrarsi le 6 ore che tu aspetterai con ansia.
Caro pietoso, l'anno prossimo potresti esserci tu dietro qualcuno che farà come te e che sceglierà di accapparrarsi le 6 ore che tu aspetterai con ansia, e vorrò vedere come ti pagherai il mutuo con i quattro soldi in più che hai preso l'anno precedente.
Caro eroe, l'anno prossimo dimostrerai il tuo eroico valore andando a lavorare in miniera.

CHI AMA LA SINTESI SUPREMA PUO' INIZIARE A LEGGERE QUESTO POST DA QUI.

Considerate che su 30 insegnanti che si accaparrano 6 ore settimanali in più, cioè lavorano 24 ore a settimana invece che 18, ce ne saranno 10 che non lavoreranno per nulla.

Considerate anche che i tagli, anche se sembra impossibile, non sono ancora finiti.

...quindi...

Tenetevi le vostre 18 ore e leccatevi i baffi. Se non lo fate per gli altri, fatelo per voi.

La Matematica non è un'opinione.