LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

martedì 8 aprile 2008

Il riparo


Ieri c'era quel professore che mi diceva: "Ma signorina, lei si è laureata nell'indirizzo Marketing. Che brutte parole. Marketing non mi piace mica tanto. Io preferisco i numeri. Nei numeri io trovo riparo".
Già, lui nei numeri trova riparo.

Per forza.

2+2=4

Ma anche cose molto più complesse.
Se si è intelligenti ( ?) ci si arriva.

I numeri, la partita doppia, ...: loro sì, che quadrano sempre.

Io, però, non li preferisco.

Preferisco la letteratura.

Preferisco la vita.

E la vita non quadra mai.

lunedì 7 aprile 2008

Elezioni


Oggi faccio un blog che forse può servirvi.
Strano ma vero.
In vista delle elezioni, anche se potete farcela anche da soli, ho trovato per voi i programmi (riassunti) dei vari partiti.

Li metto in ordine alfabetico, per essere imparziale. Non posso che esserlo, perchè non ho la più pallida idea di chi votare, viste le ENORMI (dove?) differenze tra quello che si intende fare, e soprattutto la ENORMI (queste sì) differenze tra le promesse e le realizzazioni attese.

sabato 5 aprile 2008

Perchè c'è un diavolo in me

Ma voi, voi malati di mal de vivre, cronici o saltuari, come lo gestite?
Ecco alcune tipologie di "gestori del mal de vivre":
  1. quelli che si sentono un buco nello stomaco. Cosa possono fare? Possono cercare di riempirlo, tipo con il cibo, solo che il buco è spesso un buco nero, con la fantastica controindicazione che se si ha il mal de vivre si può mangiare un orango tango grasso arrosto ogni ora (anche se la preparazione è un po' complessa) e si rimane magri come dei pali della luce.

  2. quelli che si sentono un buco nello stomaco, ma il buco non è nero, così lo riempiono per esempio di cibo e lui si riempie davvero, e così si trovano ad essere grassi come oranghi tanghi grassi, con il rischio che quelli della prima categoria, una volta estinta la fauna della foresta amazzonica, inizino a guardarli con ghigno perverso (ok, ok, "ghigno perverso" non viene da me, ma da una sua canzone);

  3. quelli che smettono di vivere (in senso proprio e figurato): del resto, se ho male da qualche parte, la scelta radicale è l'amputazione. Ho male alla vita, la amputo.

  4. ...

  5. ...

E voi? Ce l'avete il mal de vivre? Se sì, come lo gestite?

giovedì 3 aprile 2008

In bici al parco


Andare in bici a Torino è bellissimo.
Ma ancora più bello, è andare in bici a Torino in via Valperga Caluso.
Hai circa 20 cm tra la rotaia destra del tram e il marciapiedi.
A sinistra della rotaia destra del tram c'è uno sfrecciare furioso di macchine infinite.
Sul marciapiedi, anzi, preferenzialmente a cavallo del bordo del marciapiedi, con una mano appoggiata alla vita, preferibilmente con il gomito a mo' di manico della tazza,ondulanti in modo imprevedibile, un sacco di pedoni.
Ma quando finisci la tua gara di equilibrismo, ecco che ti si para davanti il lussureggiante parco del Valentino.
Solo più Corso Massimo d'Azeglio ti separa dallo svaccamento in mezzo all'erba del giardino botanico.
Attraversi speranzosa, in mezzo a un marasma di studenti e affini che attraversano come te, tutti, ti pare, con le mani appoggiate alla vita, tutti, ti pare, con il gomito a mo' di manico della tazza, tutti ondulanti in modo imprevedibile. Ma tu, con abili mosse, ti infili in mezzo alla massa corporea mista e variegata, e, quando stai quasi per giungere alla meta, ti senti dire da una voce roca di donna anziana: "Manco scendere dalla bici, questa. Troppa fatica!".
Pedali ancora un po'.
Arrivi al parco.
Allarghi il tuo asciugasmano nell'erba.
Intanto pensi che avresti potuto rispondere: "Io potrei anche scendere dalla bici, ma questo comporterebbe per lei, cara signora, avere l'ingombro del mio corpo oltre che della mia bici". Un po' tardi, ma meglio tardi che mai.
Poi pensi: "Ma chi se ne frega!".
E ti metti comoda.
Ti rilassi.
E invece no.
Perchè c'è un marocchino nascosto nella siepe davanti a te che ti fissa (ecc ecc).
Con tutte la miriade di persone che ci sono nel parco, te, deve fissare.
Sarà per le ciabatte marocchine che hai ai piedi.

mercoledì 2 aprile 2008

Non vedo l'ora


"Ahh, che meraviglia...non vedo l'ora che sia x", con x =periodo futuro, generalmente abbastanza futuro, in cui dovrebbe succedere qualcosa di bellissimo. "Già, ora la mia vita è una schifezza, sono insoddisfatto/a, ma quando arriverà x, tutto sarà fantastico".

Certo, salvo che poi, quando e se arriva x, dopo una soddisfazione di circa quattro secondi, siamo di nuovo lì a dire:
"Ahh, che meraviglia...non vedo l'ora che sia x", con x =periodo futuro, generalmente abbastanza futuro, in cui dovrebbe succedere qualcosa di bellissimo. "Già, ora la mia vita è una schifezza, sono insoddisfatto/a, ma quando arriverà x, tutto sarà fantastico".

Certo, salvo che poi, quando e se arriva x, dopo una soddisfazione di circa quattro secondi, siamo di nuovo lì a dire:
"Ahh, che meraviglia...non vedo l'ora che sia x", con x =periodo futuro, generalmente abbastanza futuro, in cui dovrebbe succedere qualcosa di bellissimo. "Già, ora la mia vita è una schifezza, sono insoddisfatto/a, ma quando arriverà x, tutto sarà fantastico".

Certo, salvo che poi, quando e se arriva x, dopo una soddisfazione di circa quattro secondi, siamo di nuovo lì a dire:
"Ahh, che meraviglia...non vedo l'ora che sia x", con x =periodo futuro, generalmente abbastanza futuro, in cui dovrebbe succedere qualcosa di bellissimo. "Già, ora la mia vita è una schifezza, sono insoddisfatto/a, ma quando arriverà x, tutto sarà fantastico".

Certo, salvo che poi, quando e se arriva x, dopo una soddisfazione di circa quattro secondi, siamo di nuovo lì a dire:
"Ahh, che meraviglia...non vedo l'ora che sia x", con x =periodo futuro, generalmente abbastanza futuro, in cui dovrebbe succedere qualcosa di bellissimo. "Già, ora la mia vita è una schifezza, sono insoddisfatto/a, ma quando arriverà x, tutto sarà fantastico".

Senza contare che, per vari imprevisti, il momento fighissimo futuro non sempre si verifica.
Allora, forse, nonostante le schifezze, le insoddisfazioni e gli imprevisti dell'oggi sarebbe meglio trovare quel tot di bello che c'è nell'oggi.
Anche perchè a furia di volere che il domani arrivi velocemente, ci ritroveremo vecchi bacucchi.

martedì 1 aprile 2008

Quante volte perdonare?

Io direi tante, ma non infinite.
E voi?
[riferendosi al perdono in generale, non nello specifico del film]