LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

martedì 6 dicembre 2016

Insegnami l'Autunno

A me, di tutte le stagioni, se ce n'è una che non è mai andata giù, quella è l'Autunno.

Ho sempre pensato che l'Autunno fosse un prologo strisciante e infido e tiepido dell'Inverno.
Una specie di punizione aggiuntiva ai tre mesi di gelo, ma più stronza del gelo, perché indecisa vigliacca ignava perfino nel suo modo di infiltrare il freddo nelle ossa con una lenta infusione di assenza di calore, invece di infliggere quelle spadate sotto zero che l'Inverno dispensa senza ipocrisia.

Poi ho scoperto che per qualcuno l'Autunno è la stagione preferita.

E mi sono detta che sarebbe bello se questo qualcuno avesse potuto insegnarmi l'Autunno,
accompagnarmi per mano per dirmi che l'Autunno
non è (solo)
danza della morte nei suoi colori marcescenti,
infreddolimento degli arti illuminati da un sole fioco e sghimbescio,
rattrappimento della luce a favore di accablante buio,
malattia,
ché se uno non è ancora raggrinzito fisicamente
magari si raggrinzisce psicologicamente per il buio e il freddo incipiente e la marcescenza.

Come la Primavera è festa di rinascita, precaria come ogni festa,
così anche l'Autunno è festa di morte, precaria anch'essa in quanto festa anch'essa.

Insegnami l'Autunno,
così
(forse)
lo capirò.

sabato 3 dicembre 2016

Chi porta


Stavo correndo al parco, lungo il Po, sul fango calpestato, quando ho visto venirmi incontro in lontananza un vecchio che spingeva qualcosa.
Mi sono detta ma pensa te, un vecchio che cammina qui sul limo facendosi sostenere dal girello.
Avvicinandomi ho notato che il girello non era un girello, ma una specie di passeggino, apparentemente vuoto.
Va beh, per non fare il vecchio che si fa portare dal girello, fa il vecchio che si fa portare dal passeggino. Del resto la vita è un circolo, polvere eravamo e polvere torneremo, passeggino abbiamo usato e passeggino useremo.
Avvicinandomi ancor di più ho visto che nel passeggino c'era un cagnino piccolo piccolo, bianco, seduto. Sarà stato vecchio? Sarà stato impedito da qualche problematica fisica? Il veterinario avrà detto che comunque gli avrebbe fatto bene andare al parco, ma non camminare?

La cosa evidente è che
credevo che il vecchio si facesse portare
invece portava.
Credevo che avesse bisogno di cure
e invece si prendeva cura.

Chi supporta chi, a volte, è difficile capirlo.

giovedì 1 dicembre 2016

Influence


Si dà il caso che sia stata inglobata in un programma per blogger e influencer, invitati a andare alla presentazione di eventi finanziati da un certo ente e poi a pubblicizzarli.
Come?
Beh, con twitter (che non uso), pubblicità sul proprio blog (che non metto), propaganda tramite post (che non faccio).
Forse con questo post perderò i futuri inviti e anche gli annessi aperitivi ricchi e goduriosi, ma gli influencer necessitano di influenced. Devono conoscerli. E io, come influenced, sono piuttosto scadente. Figurarsi come influencer.
Quando c'è un prodotto che mi piace un sacco al supermercato, dopo un po' vado lì e l'hanno tolto dal commercio.
Vale per tutto: yogurt, biscotti, craeckers, marmellate, creme splamabili, perfino mutande.
In sono un'antinfluenced.
Dovete distribuire un prodotto?
Proponetemelo.
Se mi piace, eliminatelo dal mercato.
Ma adesso vado all'evento e lo dico: se sta cosa mi piace, basta.
La pubblicizzerò sul mio blog, ma è importantissimo che voi chiudiate i battenti immediatamente con questo progetto.

lunedì 28 novembre 2016

Attese


Uno esce senza cellulare ed è talmente rintronato che se ne accorge quando ormai è troppo tardi anche per tornare indietro con la bava alla bocca, schiumante per reazione all'assenza del beneamato.

Passa tutta la giornata senza sapere se qualcuno gli ha scritto su wa, cosa succede sulle bacheche di fb, se ha ricevuto email, quanti hanno acceduto al suo blog, quanti like ha il post, senza ricevere telefonate né poterle fare a meno di non trovare una cabina telefonica, non potendo fare ricerche immediate su Google.

Insomma, senza cellulare, uno deve sottomettersi al principio di realtà anziché a quello di piacere, dato che avere tutto nel proprio smartphone fa sì che il principio di piacere, in qualche senso, diventi realtà.

Quando sta tornando a casa, gli viene un'emozione remota, quell'emozione che si poteva provare solo nell'attesa di qualcosa, quando ancora ci si metteva trepidanti davanti alla buca delle lettere e si potevano ricevere, appunto, lettere. Manoscritte. Una roba che uno la scriveva e l'altro la riceveva dopo una settimana. Robe antidiluviane.
Si è potuta provare un'emozione simile quando c'era la connessione con il modem, ci si connetteva una volta al giorno e ci si diceva "chissà se ho ricevuto una mail".

Quando dimentichi il cellulare a casa è così.

Torni trepidante e ti chiedi cosa sia successo là dentro.

Lo guardi.

Non è successo niente.

Esattamente come nel 1990, quando in buca delle lettere trovavi solo bollette.

Esattamente come nel 1999, quando nella mail c'era solo spam.

Però, almeno, hai sperimentato di nuovo l'attesa di lunga durata senza controllo alcuno e la relativa delusione.
Emozioni di altri tempi.

domenica 27 novembre 2016

Arricchimenti



Nella vita tutto arricchisce, anche le esperienze negative, quelle faticose, addirittura quelle depauperanti.

Ma come fanno le esperienze depauperanti ad arricchire?
Non è un ossimoro in termini?

No, perché ogni arricchimento ha un prezzo.
Ogni cosa che si decide, prova, subisce, fa costa fatica, più o meno sentita, più o meno pronunciata.
E se l'arricchimento è minore del dispendio? Beh, se ne esce estenuati, anche se arricchiti e impoveriti al tempo stesso.
Sarebbe bello riuscire ad arricchirsi di più di quanto non ci si estenui per farlo.
Ci si può mettere lì a priori, a tavolino, e fare due conti, prevedere, tirare giù un budget, un bel conto economico previsionale.
Poi si vive e si scopre che è tutto diverso.
Se si è deciso di fare qualcosa, magari è dispendiosissimo.
Se si è deciso di non farla, magari ci si pente per mezza vita.
Si scopre che si è previsto malissimo il dispendio, per non parlare dell'arricchimento, la cui misura si capisce nell'anno n+45, se va bene. Se va male, mai. Anno n+. 
L'analisi degli scostamenti è sempre parecchio scostata.
I modelli economici franano davanti al tutto che arricchimpoverisce.

E' la vita.

Bisogna tenersela così, senza paragoni con le precedenti, senza migliorie in quelle future. Che non esistono.

Bisogna tenersela così, nascendo senza esperienza, morendo senza assuefazione.
Ma comunque arricchiti.
Tutto humus.

venerdì 25 novembre 2016

Sogni proibiti

Ho sempre sognato di ingerire un cactus tondo spinosissimo da 17,99 € nel reparto piante di Ikea.

Purtroppo è proibito.


Sul cartellino:
OFFERTA, PIANTA VERDE
Pianta: pianta da vaso coltivata
Vaso: plastica propilenica
Funzioni: funzione puramente decorativa, non ingerire. 

martedì 22 novembre 2016

Tutte scuse

Quando qualcuno che ami ti dice
che
si comporta male con te
o è sfuggente con te
o non può stare con te
ma ci tiene,
o addirittura ti ama,

però

è traumatizzato dalla famiglia
è traumatizzato dalla vita
è uno stronzo professionista
non ha capito bene da che parte sta girato
è traumatizzato dalla ex
è traumatizzato dalla fidanzata
è traumatizzato dalla moglie
è traumatizzato dal/la figlio/a
non vuole traumatizzare il/la figlio/a
è confuso
è combattuto
è in lutto
gli è morto il gatto
gli è morto il cane
gli è morto il pesce rosso
gli è morto il licaone d'appartamento
tu sei troppo per lui/lei
c'è il lavoro
c'è la distanza
c'è la nonna moribonda,

ricorda:

sono tutte scuse.

E allora,
se qualcuno ti si presenta dicendo una di queste cose
colpiscilo con tutta la forza che hai sulla fronte
col palmo aperto della mano
urlando SUCA!


Non ci riesci?
Ci stai male lo stesso?
Non ti dimentichi l'individuo?
Non riesci a merdificarlo in nessun modo?
Non puoi?
Non vuoi?
Non puoi E non vuoi?

Allora
mettiti davanti a uno specchio,
colpisci la TUA fronte nello specchio
col palmo aperto della mano
urlando SUCA!

Se spacchi lo specchio
avrai sette anni di guai.

Se ti spacchi la mano
tre mesi di gesso.

In ogni caso,
ti distrarrai.