LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

lunedì 30 aprile 2007

Drenda Abrile

Bigigledda.
Sgassada.
Ber la briba volda dod betto la borsa del cesdino, berchè il cesdino dod c'è biù. Ba chi è che si diverde a scesdinare le bici barcheggiade alla sdaziode?
Bedalo id uda devicada di balline bianghe.
Bedalo id bezzo a ud'invisibile sciabe di sbore di grabidacea.
Bi viede id mende l'andisdabidico sul cobodido.
Bi viede id mende il vaccibo. Il bribo anno funzioba al 75%, boi bolto bebo.
Ba vaff. Dando lo sabevo ghe, se dobebo abbardedere a una bercenduale, si sarebbe draddado della binoranza. Beglio ghe b'avessero deddo funziona al 2%.
Davandi a be c'è una lunga striscia nera, deserta.
Le unighe forbe di vita che vedo sodo:
  • un vecchieddo ghe bedala in senso inverso al mio, concendradissibo a conficcarsi il dido indice della darice desdra e a fare leva gon il bollice;
  • gli uggelli dell'area brodedda Libu, gon il loro laghetto lucido e gli alberelli froddosi, ghe bi faddo sembre un'invidia folle guando gi passo davandi addando a laborare;

Ok, sto bost fa cagare, ma brovateci, ad essere bodivati, il ludedì del bonte del 1 maggio, dodo aver dibendicado l'andisdaminico, id ufficio, cod 13 giorni residui di ferie fido al 31 dicebbre!

domenica 29 aprile 2007

La minaccia della domenica


"Sei nata cattolica, per cui rimarrai cattolica e morirai cattolica".

Grandioso.

Una minaccia passata presente e futura.

Preferivo la minaccia degli alieni dei film di fantascianza.

"Torneremo".

Se non altro la loro era solo passata e futura.

sabato 28 aprile 2007

Etimologia delle classificazioni mentali

Ecco, volevo essere senza pregiudizi.
Ecco, volevo evitare cateogorie mentali.
Ecco, le ho eccome, le categorie.
Non volevo, ma le ho.
E da quando sono piccola.
Per esempio, gli sfigati e i non sfigati, che potrei chiamare figati, e che la maggior parte della gente chiama fighi.
Non è già questa una categoria che ti taglia le gambe prima che siano arrivate alla lunghezza definitiva?
Già all’asilo, lo sanno tutti che ci sono gli sfigati e i fighi.
Che poi, andando a fondo nell’etimologia spicciola del termine, significa chi ha la figa e chi non ce l’ha. I fighi ce l’hanno, gli sfigati no. Il che implicherebbe di per sé che il termine debba automaticamente essere attribuito alle donne nel primo caso (dato che, più o meno, ce l’hanno tutte) e agli uomini nel secondo. Si dà il caso, invece, che i due termini siano applicabili soprattutto, se non esclusivamente, agli uomini (e forse alle lesbiche).
Perché in fin dei conti, figo è chi si procaccia figa in quantità, sfigato chi non se la procaccia affatto, o quasi mai.
E qui ci si riconduce, seppur un po’ brutalmente e scurrilmente, a ciò che sorregge il mondo, cioè alla finalità riproduttiva dell’essere umano.
Ma si pone un dubbio ulteriore. Ammesso e non concesso che ciò che ho asserito finora abbia fondamento e sostenitori, ora, le donne sono correntemente definite fighe e sfigate. Perché tutto il ragionamento regga, dovrebbero essere invece definite cazzute e scazzate. Anche se poi per scazzata si intende altro. S’intende annoiata, apatica, indifferente. Il che può ragionevolmente essere conseguenza del significato etimologico del termine scazzata. Insomma, sostituiamo l’effetto alla causa.
Ecco, ora che ho esposto il mio ragionamento, torno ad immergermi nel mio scazzo.
E scusate se vi ho scazzati.

venerdì 27 aprile 2007

NAIF SUPER

Ieri mi sono alzata con l'impressione che mi avessero cucito insieme le palpebre.
E' dura alzarsi alle 7 dopo 10 giorni che ti alzi alle 7, però prima a Roma con lo stordimento delle cenazze della sera prima in corpo e poi in camper perchè la luce filtra.
Invece ieri mi sono alzata alle 7 perchè la sveglia suonava.
Ho guidato sotto la pioggia fino in ufficio e non appena ho posato le chiappe sulla sedia il mio capo mi ha detto: "Cosa ci fa lei qui?".
"Ci lavoro".
"Lei ha una riunione ADESSO a Torino".
Ok, ho scollato le chiappe dalla sedia ancora fredda, mi sono scapicollata alla stazione, ho preso il primo treno, ma prima ho comprato un libro al volo.

Questo qui.

Ho iniziato a leggerlo e mi è piaciuto.
Mi sono piaciuti gli elenchi. (Per Vale, se io ho un'inquietante propensione agli elenchi, vai a conoscere Erlend Loe e ti sembrerò una pischella).
In particolare, gli elenchi si rivolgono alle seguenti categorie, che cercherò di interpretare a mio modo e con la mia vita. Chi di voi vorrà, potrà fare altrettanto.

QUELLO CHE HO

  • fouton
  • un lavoro fisso
  • libri
  • bicicletta
  • racchette da tennis
  • voglia di mettermi in discussione
  • entusiasmo
  • voglia di fare quello che voglio
  • speranza
  • mal di schiena

QUELLO CHE NON HO

  • voglia di fare quello che gli altri vogliono che faccia
  • un cane
  • il lavoro dei miei sogni
  • tempo libero qb
  • un contratto editoriale
  • l'innominabile

COSA MI ENTUSIASMAVA DA PICCOLA

  • i vu cumprà
  • i muretti alti
  • tagliare i lombrichi in tanti pezzettini
  • scuotere il prugno e far cadere le prugne
  • andare in bici in piedi nel cestello della bici di mio zio (con lui che guidava e mi portava tra i cani cattivi)
  • i cani più grossi di me
  • i topi
  • tagliare i capelli alle bambole
  • scappare
  • tirarare palline di acqua e carta igienica addosso ai campeggiatori
  • la base
  • il primo tempo dei film di Walt Disney (il secondo era vietato per la tarda ora, così lo inventavo)
  • i temporali
QUELLI CHE AMMIRO

  • Daniele Silvestri
  • Ben Harper
  • Niccolò Ammaniti
  • mia mamma
  • l'innominabile
  • mio zio
  • Martin Luter King
  • Ghandi
LE COSE DI CUI SO TANTO

  • non ce ne sono
GLI ANIMALI CHE HO VISTO NEL LORO AMBIENTE NATURALE

  • piccione
  • passerotto
  • rondine
  • murena
  • pesci vari (orate, ecc)
  • cammello
  • mucca
  • capra
  • conigli
  • cane
  • gatto
  • stambecco
  • marmotta
  • camoscio
  • gipeto
  • aquila
  • guanaco
  • lama
  • lucertola
  • animali di cui non so il nome
  • non ho più voglia
QUELLO CHE VORREI DIPINGERE SE FOSSI UN PITTORE

  • parti del corpo
  • pezzi di mondo
  • visi
LE COSE CHE APPREZZO

  • fare tanti chilometri
  • scoprire cose nuove
  • sorrisi
  • conoscere qualcuno
  • comunicare
  • il fromage blanc 0%
  • il mare
  • la cima di una montagna
  • correre
  • leggermi
  • brownie
  • estasi (senza x nè y)
CIO' CHE MI RENDE FELICE

  • ridere
  • le persone con cui sto bene
  • correre
  • mangiare
  • leggere
  • sperare
  • fantasticare
  • l'impossibile che diventa possibile
  • l'improbabile che si verifica

Dovere Vietare Obbligare


Ma sulla metropolitana di Roma c'è anche qualcosa di Piacevole Permesso Auspicato?

Un popolo di ...#*§#°@...

Un popolo di ...

continuate voi l'ameno elenco!

venerdì 13 aprile 2007

Justine Lévy

Ero in biblioteca.
Ho preso un libro a caso dallo scaffale.
Justine Lévy, "Niente di grave".



Ho letto un po' di pagine, e mi è piaciuto.
Ma non volevo leggerlo in italiano. Mai più.
Me lo sono segnato sul cellulare, per comprarlo in Francia, in lingua originale.
Poi, non ce l'ho fatta. Era Pasqua, le librerie erano chiuse, chi era con me non aveva voglia di spulciare libri.
L'ho preso in italiano in biblioteca perchè ero troppo curiosa.
L'ho iniziato e mi è piaciuto molto, fin dove sono arrivata (avanti, abbastanza avanti).
Cavolo come scrive questa Justine Lévy.
Poi cerco su google per raccomandarla, per mettere il mio accattatevillo, che poi non mi piace mica come raccomandazione per un libro (infatti invece di dire accattatevillo dirò "scritti da altri").

E cosa scopro?

Che è un romanzo autobiografico.
E che questa ragazza, figlia di un filosofo noto (Bernard Henry Lévy), è stata abbandonata dal marito Raphael per una modella.
E questo marito Raphael chi è?
Ma soprattutto la modella chi è?
LA MODELLA E' CARLA BRUNI!
NOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
Che sfigata sta povera Justine!
Ci credo che si è drogata...
E a me che piaceva tanto la canzone "Raphael" del cd di Carla Bruni.
E io che ho pure il cd originale.
Meno male che me l'hanno regalato.




Mumble mumble
CARLA BRUNI












JUSTINE LEVY










Mahhh

RAPHAEL ENTHOVEN