Quando uno fa una corsa mozzafiato, gli ostacoli mica li affronta come quando fa una corsa tranquilla.
mercoledì 12 maggio 2010
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Quando uno fa una corsa mozzafiato, gli ostacoli mica li affronta come quando fa una corsa tranquilla.
martedì 11 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
Buttati
Buttati
giù da un monte correndo sui sassi sull'erba sulla neve scivolosa
buttati
giù da un dirupo nell'aria
magari con un deltaplano o un aliante o un parapendio
se prendi le correnti ascensionali
ributtati giù dalle correnti ascensionali
se prendi quelle discensionali
risali sul monte e ributtati
buttati da un trampolino in una piscina
buttati di piedi
dal bordo
poi dal trampolino elastico di un metro
che se sbagli rimbalzi sul trampolino
con le parti del corpo
procurandoti un sacco di ematomi
ma comunque poi ributtati
buttati dal trampolino di cinque metri di cemento
buttati di testa
dal bordo
poi dal trampolino di un metro elastico
poi dal trampolino di cinque metri di cemento
se ti butti di testa
i pensieri arrivano prima
buttati
nella mischia
buttati nel vuoto
buttati da una roccia
nel mare limpido
se ti butti di testa
i pensieri arrivano prima
e se per caso ti succede come a Ramon,
non smettere comunque di buttarti
non so, prendi la tua carrozzina
e buttati comunque
e se ti piaceva tuffarti di testa
buttati di testa con la carrozzina e tutto nel mare
stavolta però scegli un mare un po' profondo
e se ti butti con la carrozzina forse di testa il tuffo benissimo non viene
ma quando sarai in fondo al mare con la carrozzina
potrai
pensare
che
comunque
sarà
stata
un'emozione
fortissima.
giù da un monte correndo sui sassi sull'erba sulla neve scivolosa
buttati
giù da un dirupo nell'aria
magari con un deltaplano o un aliante o un parapendio
se prendi le correnti ascensionali
ributtati giù dalle correnti ascensionali
se prendi quelle discensionali
risali sul monte e ributtati
buttati da un trampolino in una piscina
buttati di piedi
dal bordo
poi dal trampolino elastico di un metro
che se sbagli rimbalzi sul trampolino
con le parti del corpo
procurandoti un sacco di ematomi
ma comunque poi ributtati
buttati dal trampolino di cinque metri di cemento
buttati di testa
dal bordo
poi dal trampolino di un metro elastico
poi dal trampolino di cinque metri di cemento
se ti butti di testa
i pensieri arrivano prima
buttati
nella mischia
buttati nel vuoto
buttati da una roccia
nel mare limpido
se ti butti di testa
i pensieri arrivano prima
e se per caso ti succede come a Ramon,
non smettere comunque di buttarti
non so, prendi la tua carrozzina
e buttati comunque
e se ti piaceva tuffarti di testa
buttati di testa con la carrozzina e tutto nel mare
stavolta però scegli un mare un po' profondo
e se ti butti con la carrozzina forse di testa il tuffo benissimo non viene
ma quando sarai in fondo al mare con la carrozzina
potrai
pensare
che
comunque
sarà
stata
un'emozione
fortissima.
venerdì 7 maggio 2010
Atrofizzazione tecnologica
La tecnologia è una gran figata.
Io, nella tecnologia, credo ciecamente.
La uso per ovviare ai miei numerosi handicap.
Per esempio, una volta ero negata per l'orientamento.
Eppure facevo un lavoro in cui dovevo sempre andare in posti diversi in macchina con tempi ridotti.
Veramente, non so come facessi a trovarli.
Eppure li trovavo.
Poi, per fortuna, gli immondi sforzi per riuscire ad arrivare nei suddetti luoghi sono stati sostituiti da un miracoloso navigatore, che mi faceva fare giri pindarici, arrivando comunque quasi sempre alla meta.
Anni e anni (2) di (più o meno) onorato servizio.
Ieri il navigatore si è rotto mentre guidavo in zona cuneese.
Mamma, papà, non sono stata rapita.
Preside, alunni, Ministero, non ho disertato il posto di lavoro.
Mi sono solo persa.
Venitemi a cercare.
Sto facendo segnalazioni con lo specchietto dal ciglio della strada.
giovedì 6 maggio 2010
Lett-ure
L'altra sera mi sono addormentato a metà: chissa come finisce....
mercoledì 5 maggio 2010
Uomo in strada
In autostrada, quando sono lì che guido, e vedo un cartello su cui compare la scritto: "UOMO IN STRADA", mi immagino sempre che ci sia un uomo nudo e sporco, senza scarpe, che corre rattrappito in qua e in là zigzagando tra le macchine che gli arrivano addosso, dopo essere stato scaricato con un calcione da qualche macchina in corsa.
Poi vedo gli operai e gli hommes en orange e un pochettino rimango delusa.
lunedì 3 maggio 2010
La lontananza sai
Quando uno guarda qualcosa da lontano, lo vede spesso distorto.
E non parlo di uno accecato, che vede tutto sbiadito, e, più che vedere distorto, non vede proprio.
Anche se uno, in quanto a vederci, ci vede benissimo, compensa quello che la lontananza annebbia o nasconde con incesellamenti nati dalla sua fantasia.
Per esempio, quando uno va sull'autostrada A7, in direzione Busalla, in questo periodo primaverile, può anche stupirsi nel constatare che non piova e che non ci sia nebbia, e nemmeno foschia.
Poi continua ad andare su quest'autostrada, e inizia a vedere che ci sono tutte delle colline intorno una accavallata sull'altra, e che queste colline sono proprio belle, tutte rivestite di una peluria di alberelli color pastello, con sopra 'sto cielo color pastello anche lui, ma pastello azzurro, mentre l'altro era verdino. E poi c'è tutto sto sole che si specchia nelle foglie e le fa sberluccicare e lapislazzulare.
E così, uno che passa di lì, magari pensa che Busalla possa anche essere un bel posto.
Poi, a Busalla, per motivi vari e imperscrutabili, ci deve anche entrare, e pure restare.
E allora si rende conto che è proprio vero, che la lontananza distorce.
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