LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

mercoledì 16 dicembre 2009

Distrazione


Conosco un tizio molto distratto.


Era così distratto, ma così distratto, che a volte

metteva ai piedi le scatole delle scarpe invece che le scarpe

metteva le maglie e i pantaloni al contrario

prendeva gli ombrelli degli altri nei portaombrelli comuni e vi lasciava il suo

andava al lavoro di domenica e stava a casa il lunedì, e non lavorava nel turismo

pedalava sulle biciclette degli altri invece che sulla sua

dimenticava suo figlio nella carrozzina parcheggiata davanti ai negozi

dimenticava di avere un figlio

andava alla sua casa precedente invece che in quella attuale

e cose così.


Un giorno, una caldissima giornata di agosto, mise la cioccolata sul divano e il telecomando della tv nel frigo.

Sono cose che capitano.

Poi, però, mangiò il telecomando.

All'ospedale, quando gli ritrovarono un telecomando intero nell'intestino retto, nessuno gli credette.

lunedì 14 dicembre 2009

Per voce sola


Uno che vive da solo si alza al mattino, si veste, fa colazione, si lava i denti, esce di casa, va al lavoro, se ne ha uno.
Tutte ste cose le fa in silenzio totale.
Forse ci sono persone che parlano anche da sole, ma, generalmente, si sta zitti.
E così, la prima volta che si ascolta la propra voce è quando si salutano i colleghi con un grugnito informe.
E' per questo che, poi, a certa gene che vive sola, accadono strani effetti collaterali.

venerdì 11 dicembre 2009

Trassoni nati


L'uomo (e anche la donna) tende a trovare soluzioni ingegnose che implicano l'utilizzo di tutti gli strumenti che lo circondano ai fini di migliorare le proprie performance.
E' veramente innegabile.
Anche quando è da solo, e vuole misurare le proprie effettive capacità, non ce la fa.
E' più forte di lui.
Frega.
Usa degli strumenti esterni.
L'ho testato su di me e su un giapponese in sala giochi.

Io ho la wi.
Il giapponese giocava a dance dance revolution.
Entrambi i giochi richiedono equilibrio.
Entrambi i giochi consistono in una sfida con se stessi, per migliorare il proprio equilibrio, velocità, eccetera.
Lui, ancora ancora, era in sala giochi, e giocava circondato da una moltitudine di persone incredule.
Io, invece, ero proprio sola soletta nel salone della casa dove vivo ogni tanto, sulla mia piattaforma wi.

Lui, per avere migliori performance, se ne stava tutto appoggiato a una sbarra alle sue spalle, con le due braccia all'indietro, cosa che aumentava notevolmente il suo equilibrio. Vi assicuro che era improbabile che chiunque in quella sala potesse batterlo anche se avesse tolto le braccia dal sostegno. Le sue gambe si muovevano a una velocità impensabile, di sicuro più veloce della mia vista. Io non percepivo manco le frecce passare sul monitor, che lui già aveva messo il piede sulla freccia corrispondente a terra. Eppure trassava. Trassava con se stesso appoggiandosi alla sbarra.

Io, idem.
Ho iniziato a giocare alla wi.
Età wi: 43 anni.
Poi, ho iniziato a fare le gare di sci di discesa.
Sempre risultati mediocri.
Al che, ho avvistato il tavolino d'epoca in marmo di carrara del salone.
Era proprio lì sul tappeto davanti a me, e mi diceva: "Appoggiati...appoggiati...".
Mi sono sistemata con i piedi sulla balance board e le mani sul tavolino d'epoca in marmo di carrara del salone.
Mega record nello slalom.
Test di equilibrio.
23 anni wi.
Una dea dell'equilibrio.
Quasi da dimenticarmi che senza il tavolino d'epoca in marmo di carrara del salone mi rimangono comunque sul groppone 43 anni wi.

Con gente così sulla terra, gente come me e il giapponese, come ha fatto Marx a farsi venire in mente certe idee? Siamo così avidi che trassiamo perfino con noi stessi, altro che comunismo...

mercoledì 9 dicembre 2009

Code


Ero al supermercatino sotto casa.

Non avevo tempo per andare al supermercatone lontano da casa.

A dire il vero, prima che al supermercatino ero alle Poste, ma alle Poste c'era una coda tale che, a rimanerci, avrei impiegato tutto il tempo di andata e ritorno al supermercatone grande solo per fare un quindicesimo di coda.

Quindi avevo invertito l'ordine delle mie incombenze sbrigative, ed ero andata, appunto, al supermarcatino.


Appena entrata, mi ero piuttosto rinfrancata, perchè non c'era nessuno alle casse.

Peccato che al banco frigo abbia subito una coda tale che, a rimanerci, avrei impiegato tutto il tempo di andata e ritorno al supermercatone grande solo per fare un quindicesimo di coda. Però ci sono rimasta, ché, a non rimanerci, anche passare la mattinata a evitare di fare code chilometriche sarebbe stato un bello spreco.

Quando ho finito la coda al banco frigo, mi sono ritrovata alle casse tutta la coda delle persone che erano davanti a me al banco frigo. Circa ventisette, forse anche ventotto.

Dire alle casse è improprio, perchè c'era una cassa sola, e la coda della cassa ormai era fusa con quella del banco frigo in fondo al supermarcatino, non fosse per il fatto che quelli del banco frigo porgevano nuche, chiappe, e tacchi a nuche, chiappe e tacchi di quelli che erano in coda alla cassa.


Ad un certo punto, un dipendente del supermercatino ha gridato a un altro: "Gino, apri la cassa".

Nonostante la veneranda età, tutti e ventotto i clienti che mi precedevano si sono riversati in massa sulla cassa ancora deserta. Io, molto più lenta, sono rimasta alla cassa in cui ero, ritrovandomi improvvisamente prima. La massa di rapidissimi anzianotti si è ririversata nella coda precedente, accortasi dell'errore, ma io ho pur sempre trent'anni (sia di età, sia in meno rispetto agli altri presenti), e percorrere venti metri in linea retta a trent'anni è più semplice che percorrerne due a zigo zago a sessanta-settanta-ottanta-novant'anni, con tutti i carrelli e le sporte.

E così ho avuto la mia rivincita codesca.


Poi sono tornata alle Poste, dove c'erano solo più due persone davanti a me.

lunedì 7 dicembre 2009

Personaggi appropriati

Mi era venuta st'idea di scrivere frasi per i cioccolatini.
In effetti, però, non sarebbe stata una gran pubblicità, dire che io scrivo le frasi.

Tanto sarebbe valso mettere il nome di un illustre sconosciuto.
Perlomeno sarebbe stato illustre.
Io sono sconosciuta e basta.
Per niente illustre e anche poco lustra.

In effetti, sarebbe molto meglio che li scriva uno famoso.
Più famoso è, più pubblicità si fa.


Ma poi, si sa, i famosi sono spesso presi da mille impegni.
E allora, come si fa?

Ci ha pensato la Perugina per i suoi baci.

Si fa così: si chiede agli sconosciuti di scrivere le frasi, e poi si fanno scegliere le migliori dall'illustre e conosciuto personaggio famoso.

Tra tutti i personaggi famosi, ha deciso di sceglierne uno immaginifico e con proprietà di linguaggio come pochi in Italia (sia tra gli scrittori, sia tra i non scrittori).

LUI.

venerdì 4 dicembre 2009

Il punto di vista inanimato che se fosse animato si divertirebbe


E' più divertente la visuale che ha la wii su chi ci sta giocando, che quella che ha chi ci sta giocando su di lei.

mercoledì 2 dicembre 2009

Corollario a "Il dialogo sfuggente"


A pensarci bene, se uno a correre ci va tutti i giorni, e se i vecchietti a camminare anche, ci vanno tutti i giorni, allora si può imbastire un dialogo abbastanza articolato.


Del tipo:

MERCOLEDì 2 DIC: lui: "Buongiorno signorina, si corre bene stamattina?"
GIOVEDì 3 DIC: io: "Buongiorno, direi che..."
VENERDì 4 DIC: io:"...con questo bel sole..."
SABATO 4 DIC: io: "...si corra abbastanza bene!" (anche se poi il sabato stesse diluviando)DOMENICA 5 DIC: se Dio si riposa, anche noi possiamo riposarci.

LUNEDì 6 DIC: lui: "Che ne pensa di..."


eccetera eccetera eccetera.


Nel giro di un mese si imbastisce un dialogo degno di quelli che si conducono in fila alle Poste.

Il casino è quando uno va a correre solo una o due volte a settimana.

Ché il dialogo si rarefà e capita che ci si scordi dei pezzi pregressi.