LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

martedì 7 luglio 2009

Androaquagym

Nella spiaggia dove vado a fare il bagno, di mattina presto c'é sempre un'invasione di pensionati, e, soprattutto, pensionate.

Dicono che la vita sia come una campana, e che da piccoli si sia come da vecchi.
Sono pienamente d'accordo con quest'affermazione. Forse l'ho detta proprio io.

Le pensionate della plage du midi fanno casino come una colonia di mocciosi dell'asilo a passeggio.
Invadono la spiaggia come un branco di cavallette.
Ora, invadono anche il mare, come il banco di meduse che ha preoccupato Corsica e dintorni a maggio. Là si credeva perfino che si trattasse di una grande macchia di petrolio. Il che sarebbe sempre stato meglio rispetto a una macchia di nonnine dedite all'aquagym.

Marciano compatte, calpestano tutto quello che incontrano, lasciando il vuoto dietro di loro, e hanno pure una capa: all'inizio, il fenomeno era isolato, e la capa tentava invano di corrompere le altre nonnine, porgendo loro dei tubi di simil-polistirolo.

Ora, non so bene che tecniche di marketing abbia utilizzato, ma dovevan oessere molto potenti. TUTTE le nonnine della spiaggia si sono organizzate: sono tantissime, sono attrezzatissime, e sono dappertutto.

Una volta arrivavo in spiaggia, controllavo che non ci fossero meduse, e se ce n'erano troppe, tornavo a casa.
Adesso arrivo in spiaggia, controllo che non ci siano meduse, e se ce ne sono troppe, torno a casa.
Poi, controllo che non ci siano nonnine che fanno aquagym: se ce ne sono troppe, torno a casa lo stesso, o, se mai cambio spiaggia.

lunedì 6 luglio 2009

Pesce-pacco

Un bel po' di tempo fa ero al ristorante.


Al tavolo vicino a quello dov'ero seduta c'era un truzzo italiano con la sua ragazza.
Il cameriere si é avvicinato a loro e ha preso le ordinazioni: lui ha richiesto la zuppa di pesce.

Quando é arrivato il piatto, ha iniziato a dire: "Ma i pesci dove sono?"
Poi, si é alzato in piedi e ha chiamato il cameriere.
Quest'ultimo ha spiegato in lungo e in largo, in francese, che il pesce era dentro la salsa, passato al frullatore, spezzettato.

Il truzzo, a parte che non capiva assolutamente nulla di tutto lo spiegone, anche se avesse capito, non avrebbe mai potuto capacitarsi del fatto che i francesi potessero rendere invisibile del pesce, che é cosi' prelibato, e meriterebbe per questo di essere mantenuto in bella vista.

Del resto, lui non occulta manco il tubo di scappamento della sua auto.
La modestia e la non-ostentazione non sono le sue specialità.

Infatti si é alzato, ha lanciato il tovagliolo appallottolato sul tavolo, ha preso a braccetto, anzi, quasi sottobraccio, stile baguette, la sua stupefatta ragazza, e se n'é andato urlando.
Senza pagare.

domenica 5 luglio 2009

Lezioni di educazione civica

Ieri é successa una cosa strana.

Insomma, strana non troppo, ma sono cose a cui io, cunese nel DNA, non sono mica abituata.


Sono entrati in hotel due ragazzi intorno ai 17-20 anni, e mi hanno chiesto una camera per 3-4 persone.
Ho detto che ce n'era solo una per tre, e che costava 95 €.
Loro mi hanno detto che la camera per tre sarebbe stata perfetta.

Sono usciti e hanno chiamato due compari.
Mi hanno detto con aria sorniona: "Tranquilla, siamo quattro, ma lui é un nostro amico di Cannes, dorme a casa sua".
"Certo, certo", ho risposto, "intanto pagate quattro tasse di soggiorno e tenete presente che c'é una poltrona: spendete, con le tasse, 24.55 € a testa, cosa che mi sembra possa andare".
E loro mi guardavano, e dicevano va beh, e io a spiegare che non sono l'unica che lavora qui dentro, e che per 0.80 centesimi di tasse é meglio far presente che si é quattro.

Educazione civica per tipi delle superiori, sono proprio irrimediabilmente deformata.

Loro hanno pagato, facendo un caos tremendo, quindi sono entrati tutti in stanza.

Io mi sono messa a sistemare le innumerevoli carte e scartoffie e i soldi.

Dopo dieci minuti, uno dei quattro é sceso e mi ha chiesto se potevo dare loro del sapone, perché non ce n'era. Non capita di rado che manchi il sapone nelle stanze. Di solito rispondo che non ho accesso all'area dove ci sono le saponette, ma stavolta ho deciso di sbattermi e, pur non avendo accesso all'area saponette, ho detto loro che avrei provveduto.
Ho deciso, infatti, di recuperare il sapone in un'altra stanza.

Per sicurezza, non so perché, dato che non lo faccio mai, oltre a chiudere a chiave l'hotel prima di salire, ho anche preso la mia borsa con il portafoglio.

Ho consegnato le saponette, e uno dei quattro ragazzi mi ha aperto e mi ha ringraziata, augurandomi buona continuazione ed eccellente serata.
Gentile.
Troppo gentile.

Sono scesa, ho aperto la porta, e ho subito controllato, non so perché, dato che non lo faccio mai, quanti soldi ci fossero nella cassa.
Mancavano 42 €.

Ho richiuso la porta, ho ripreso la mia borsa, ci ho infilato dentro i biglietti della cassa, sono risalita, ho bussato alla porta e ho detto ai ragazzi: "Datermi i 42 €, forza".
MMi sono appoggiata al muro con le braccia conserte, facendo guizzare i miei muscoli piatti da sogliola al vapore.
Loro sono caduti dal pero.
"Peccato", ho detto loro, "che siate gli unici in questo hotel oggi. Cascate davvero male. Io e voi eravamo gli unici qui dentro e ho appena avvertito il guardiano notturno, che abita qui dietro ed é un ex buttafuori a due ante."
Il finto buttafuori l'ho aggiunto non per sfiducia nei miei muscoli guizzanti da sogliola al vapore, ma per sicurezza.

Mi hanno ridato i soldi.
Io ho detto loro, con fare minaccioso e braccia sempre incrociate: "E' questo il ringraziamento per essere stata gentile con voi e avervi piazzati in quattro in una stanza da tre a poco prezzo, eh?".

Allora uno dei quattro mi ha allungato un euro.
Non si sa mai.
Un euro sarà parso loro il prezzo per la mia corruzione.

Chiusa la porta, ho sentito il proprietario della carta di credito disperato, che insultava il ladro, che gli chiedeva cosa cavolo gli fosse passato per la testa, che stava quasi per piangere, o, in alternativa, tirargli un cazzotto sui denti e iniziare una mega-rissa con conseguente distruzione di hotel degna dei migliori Rolling Stones ai tempi d'oro.

Quando sono scesi, tutti costumati per la spiaggia, ho detto loro: "E ricordate che ho nome, cognome, indirizzo e numero di carta di credito SUA", puntando minacciosamente il dito ossuto sul paciarotto possessore della carta.
Lui mi ha detto: "Ma io non sapevo, non volevo, é uno dei miei amici, non so che gli ha preso, noi non lo sapevamo, ma adesso lo drizziamo".
Io ho risposto: "Le amicizie, la prossima volta, sceglitele meglio".

Poi sono andata a farmi una Coca-cola light con l'euro guadagnato.

sabato 4 luglio 2009

Speed 3: il matrimonio

Si é tanto parlato di girare Speed 3.
Si valutava se far recitare di nuovo Keanu Reeves.

Ma il 20 giugno 2009 si é cambiata idea.
Del resto, Keanu Reeves era morto nell'episodio 2, era un bel casino farlo resuscitare.

E cosi' si é assunta come attrice protagonista la signora che vedete nella foto, dietro agli sposi e ai loro parenti intenti a farsi fotografare dal dispendiosissimo fotografo ufficiale.

Lei é cosi' speed che proprio non ce l'ha fatta, ad aspettare che finissero le foto, prima di scopare via il riso dal sagrato.

Del resto, é di Dronero...

venerdì 3 luglio 2009

Poltrone con vista

Ero a Nizza, al Nice étoile, un centro commerciale pieno di negozi e negozietti, che solo a vederli stancano.
Infatti, per chi si stanca anche solo a vedere i negozietti, ci sono un sacco di poltrone.
Passavo, e c'era una fila di poltrone davanti a una colonna.
I tizi erano tutti seduti con sguardo fisso sulla colonna.
Mi sono chiesta quale magnificenza nascondesse la colonna.
Forse un film d'epoca.
No. Solo il retro della colonna.
Bianco.

giovedì 2 luglio 2009

Can che abbaia rompe


C'é stato un giorno della mia vita in cui, non chiedetevi come, non chiedetevi perché, e non chiedetelo manco a me, che non lo ricordo piu', mi sono ritrovata a dover redarre un giornalino veterinario su alcune malattie dei gatti e dei cani (leucosmaniosi o nomi simili) in francese.

Ero là che mi concentravo per trovare un titolo accattivante per un articolo sulla leucosmaniosi canina (che, già di per sé, accattiva a morte, o come accattiva!).

Leggendo l'articolo in italiano, ho visto che i ricercatori esitavano, andavano a tentoni, non sapevano che pesci pigliare.

Allora mi é venuto il titolone: BASTA MENARE IL CAN PER L'AIA!

Beh, non era il massimo del massimo, ma manco la leucosmaniosi era il massimo del massimo, e neppure il lavoro era il massimo del massimo, dato che in pochi giorni avevo scoperto fin troppo bene il significato della parola nonnismo (e ne avrei fatto a meno).

Il punto forte del titolo era proprio il CAN, dato che si parlava di una malattia canina.
So che l'avete capito, lo spiego a me stessa, perché in questi giorni ho carenza di lucidità.

Allora ho preso il dizionario ITALIANO-FRANCESE e ho cercato la traduzione del modo di dire.

E il titolo si traduceva in: IL FAUT ARRETER DE TOURNER AUTOUR DU POT.

In francese menare il can per l'aia si dice girare intorno al palo, o al vaso (come dicevo, ho poca lucidità, comunque é uno dei due, forse palo é poteau, non pot, e poi c'é la poterie che é l'arte di fare vasi, quindi quasi di sicuro é vaso).

E cosi' mi é sparito il CAN, e sono stata fregata.

mercoledì 1 luglio 2009

Meduse


Meduse non é solo il titolo di un film.

E' anche l'elemento in cui mi sono immersa ieri mattina, quando ho fatto la mia solita traversata a nuoto.

Il difficile era zigzagare evitandole tutte, ché ora si sono date da fare evolutivamente, e nuotano pure veloce, quasi piu' di me (anche se ci vuole poco).

E cosi', invece di godersi il bello che c'é, uno nuota tutto spaventato, con il collo ritorto verso l'alto, sempre sul chi va là, senza mai abbassare la guardia, ché se no un medusone lo punge e poi sono cavoli amari.


E' la vita.