LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

sabato 10 gennaio 2009

Cas de figure: genialità vs deficienza


Ecco illustrati più cas de figure in cui molti di voi ( e molti di noi) si riconosceranno.
[Il corsivo è il pensato.]

CAS DE FIGURE N. 1
Persona in gamba: "Sei un genio!"
Voi/noi: "Oh, grazie!"
Sempre voi/noi: "Che figo, sono un genio!"

CAS DE FIGURE N. 2
Persona in gamba: "Sei un deficiente!"
Voi/noi: "..."
Sempre voi/noi: "Deficiente sarai tu!"

CAS DE FIGURE N. 3

Deficiente: "Sei un genio!"
Voi/noi: "Oh, grazie!"
Sempre voi/noi: "Che figo, sono un genio!"

CAS DE FIGURE N. 4

Deficiente: "Sei un deficiente!"
Voi/noi: "..."
Sempre voi/noi: "Deficiente sarai tu!"
A proposito di ciò, vi alleterei il week end con questa fantastica chicca sull'essere deficienti o meno.
Veramente, cliccate su "questa fantastica chicca".
Anche voi che non cliccate mai.

venerdì 9 gennaio 2009

Idee per il week end


11 gennaio 2005: un mio amico mi raggiunge a Nervi.

Mi raggiunge perchè è da sei anni che è morto De Andrè.

Mi fa: "Oh, sarà una figata! L'anno scorso c'erano manifestazioni spontanee di musica per tutta Genova, troppo bello!".

E' armato di chitarra, con gli occhi che brillano.

Quando esco dall'ufficio, prendiamo immediatamente il treno per Genova Brignole.

Ci tuffiamo nei vicoli.


Niente.


Non c'è niente.


De Andrè si festeggia solo nei lustri.


mercoledì 7 gennaio 2009

Morte inconsapevole


Non è che, mentre si sta vivendo, ad un certo punto si muore senza accorgersene e si finisce all'inferno/paradiso senza accorgeresene?

Se si finisce all'inferno, tutto va più storto di prima, ma si crede di continuare la propria vita e ci si dice: "Va beh, sono solo un po' sfortunato". Invece si è solo un po' morti.

Se si finisce in paradiso, invece, tutto va bene, ma si crede di continuare la propria vita e ci si dice: "Ottimo, sono molto più fortunato". Invece si è solo molto più morti.

lunedì 5 gennaio 2009

Altri antistress


Forse l'antistress numero uno non funziona.
Forse no.

Nel caso in cui non funzionasse, vi propongo questa seconda soluzione.

  1. prendete il vostro PFM;

  2. fatelo a pezzettini tramite un tritaPFM;

  3. prendetelo e spargetelo in una scatola;

  4. tappate ermeticamente la scatola;

  5. andare in Portogallo, nel posto più occidentale d'Europa ( Cabo de Roca, che è anche un bel posto, già che ci siete);

  6. lanciatelo con una forza da lanciatore del giavellotto in mezzo all'Oceano;

  7. prendete una scatola grandissima;

  8. richiudetevi l'intero Oceano;

  9. mettete la scatola grandissima su un razzo potentissimo;

  10. lanciate il razzo su Plutone.

Nel caso in cui i Plutoniani vengano a riportarvi il tutto indietro, stressati dal vostro PFM, utilizzate quest'altra soluzione:

  1. prentete il vostro PFM;

  2. impacchettatelo;

  3. portatelo all'ufficio postale più vicino a casa vostra;

  4. mandate il pacco con posta celere al vostro vicino di casa più antipatico.

I risultati di questa seconda soluzione possono essere due:

  1. con probabilità 1%, il pacco arriverà al vostro vicino antipatico, che impazzirà, e poi vi rimbalzerà nuovamente addosso;

  2. con probabilità 99%, il pacco si perderà chissà dove, e avrete allontanato per sempre il vostro PFM.

sabato 3 gennaio 2009

Antistress


Lo stress è pensare a qualcosa che ci angoscia mentre non lo stiamo ancora facendo.

Il PFM ( Pensiero Fisso Maniacale) è qualcosa che ci angoscia, e riguarda una cosa che dovremo fare e che non ci piace, di solito, o qualcosa di cui comunque abbiamo paura, o che non possiamo più avere, o una cavolata fatta in passato.

La soluzione per eliminare lo stress e il PFM è quindi semplicissima: basta fare CONTINUAMENTE quella cosa che ci angoscia.

Facile no?

Chissà come mai la gente non ci pensa...

giovedì 1 gennaio 2009

Vaso


"E' che un giorno, gironzolando, trovi un vaso in mezzo alla monnezza.
Ti sembra un bel vaso, cosa ci fa lì in mezzo a tutta quella sporcizia?
Lo raccogli, lo pulisci e lo piazzi al centro del tavolo, perche' e' proprio un bel vaso.
E non smetti di guardarlo, e anzi, lo riempi di fiori.
Davvero una meraviglia, ma come avevi fatto a non vederlo prima?
Decidi che il vaso restera' per sempre al centro della tua tavola.
Innaffi premurosamente, spolveri e lo mostri a tutti.
Passa il tempo, e sulla tavola si accumulano un sacco di cose.
Lo sposti un po', e non ti accorgi che e' gia' sul bordo.
Non ti accorgi neanche che i fiori sono appassiti. Continui a immaginarti il tuo mazzo policromatico e continui ad aggiungere acqua nonostante l'olezzo di marciume che ne esce.
Fino a quando, un giorno, il vaso cade.
Atterra al piano di sotto con un fragore esplosivo, in un turbinio di cocci proiettati per metri e melma maleodorante e sterpaglie.
Cazzo il mio vaso, pensi.
E tutti i miei fiori, pensi.
E ti metti a raccogliere freneticamente i cocci, te li conficchi nelle mani, nelle braccia nel cuore.
Ti abbruttisci con la melma e puzzi come un cadavere, ma al momento non te ne importa tanto: sei impegnata a salvare il vaso.
O meglio, l'ex vaso.
L'unica soluzione e' buttare tutto, liberare la tavola, e fare spazio. Forse anche aprire le finestre e darsi una lavata non sarebbe male.
Poi, puoi anche uscire."
Dedico il primo post dell'anno alla mia amica che ha scritto questo post.