Certo che sono un bel problema.
Ho saputo che a New York c'è il serial killer, che ne ammazza 10 al giorno.
Quasi quasi lo invito in villeggiatura sui miei balconi.
lunedì 10 dicembre 2007
domenica 9 dicembre 2007
Corridori
I corridori partono per una corsa.
Ipotizziamo che partano con una distribuzione uniforme di energia positiva/negativa (ad esempio, 70% positiva, 30% negativa) nella loro psiche, e che lo start sia a scaglioni di 30 secondi.
Finchè mantengono l'ordine di partenza, la loro energia decresce con la fatica.
MA...MA...appena uno supera l'altro, il superante assorbe un po' dell'energia positiva del superato, che a sua volta gliene cede, aumentando la sua percentuale di energia negativa dovuta al dispetto di essere stato superato.
Così, quello che supera tutti arriva primo con un'energia positiva quasi maggiorata, mentre l'utlimo arriva estenuato, sia per la fatica, sia per tutta l'energia negativa assorbita dai superanti che si sono susseguiti durante la gara.
Eh...già...quando corro sarebbe meglio che sentissi la musica come molti...
venerdì 7 dicembre 2007
Elasticità mentale

Cosa fa un elastico?
Si deforma, per poi tornare ad essere come all'inizio. Più e più volte.
Non che si sappia se è meglio o peggio la forma iniziale o quella finale.
Sono diverse, e ognuna è funzionale a suo modo.
Poi, finchè si tratta di un elastico, non è il caso di sindacare troppo, nè di costruire troppe filosofie. O, forse, sarebbe il caso, ma non abbiamo tempo. Ormai non c'è più tempo per far nulla, figurarsi per pensare agli elastici.
Ma noi? Noi come siamo? Cambiamo o no?
- Beh, ci sono quelli elastici, che si adattano alle situazioni, per poi tornare sempre a confrontarsi con le proprio idee di partenza.
- Poi, ci sono quelli rigidi, che non cambiano mai, così non devono nè uniformarsi nè confrontarsi. Abbastanza comodo, in fin dei conti.
- Poi ci sono quelli sfibrati, che si adattano alle situazioni, e poi si accorgono che la loro elasticità è arrivata alla fine, e non riescono più a tornare indietro. Rimangono incastrati in quell'adattamento finchè campano.
- E quelli che si rompono? Tirano il loro elastico talmente tanto che alla fine si spezza, e ciao ciao...
Il divertente è che alla fine, tra essere rigidi e essere elastici non cambia poi tanto.
Perchè se decidiamo di fare come i testimonial Collistar, che guardano il risultato, notiamo che il punto di arrivo è il punto di partenza.
Casistica:
PUNTO DI PARTENZA ---> CAMBIAMENTO ELASTICO ---> ELASTICO RITORNO ALLE ORIGINI, CIOE' AL PUNTO DI PARTENZA (persona elastica)
PUNTO DI PARTENZA=PUNTO DI ARRIVO (persona rigida)
Il meglio è quando si vive una storia sentimentale.
Si parte in un certo modo (cioè essendo sè stessi). Se si è elastici ci si modifica, e a volte si arriva perfino ad essere soddisfatti del risultato. Si arriva perfino a dire: "Ma che bello, sono diventato una persona migliore, ho corretto quegli spigoli del mio carattere, chi l'avrebbe mai detto!?!?". Nel momento in cui si è finalmente diventati pressochè complementari all'altro, Murphy vuole che l'altro si rompa le @@ di noi, e vada a cercare uno perfettamente supplementare a lui. E così, noi ci diciamo: "Almeno sono diventato una persona più paziente/pulita/e chi più ne ha più ne metta": Ma mentre lo diciamo la nostra incredibile elasticità ci sta già riportando al carattere iniziale. Dopo un paio di anni ci accorgiamo di essere di nuovo al punto di partenza.
giovedì 6 dicembre 2007
mercoledì 5 dicembre 2007
Botte e risposte
HAI UNA BUONA AUTOSTIMA?
No.
COSA VORRESTI CAMBIARE DI TE?
Nulla.
No.
COSA VORRESTI CAMBIARE DI TE?
Nulla.
martedì 4 dicembre 2007
lunedì 3 dicembre 2007
Solito sole?
Il sole è un bel tipo.
Pensavo fosse sempre lo steso, perlomeno nel raggio di pochi km, e invece cambia.
A Cuneo, quando, di mattina, in Autunno, ti aggiri per le strade, magari non lo vedi, o lo vedi solo se guardi in su (in tal caso, magari pesti anche una bella cacca di cane - non fumante, visto il freddo-), o lo vedi se esci proprio presto presto di mattina, e in tal caso è una palla rossa dietro i rami, una cosa che ti fa venire voglia di fermarti lì' a guardarlo e non andare più in nessun posto. Ma, anche quando non lo vedi, dopo che sei entrato in un ambiente chiuso, ti rimane impresso sulla retina. Apri e chiudi le palpebre, ma lui è sempre lì, all'interno del tuo occhio. E devi guardare qualcosa di chiaro per 10 minuti prima che ti abbandoni.
Invece, a Torino, esci per strada, et voilà, sei inondato dal sole. I marciapiedi sembrano la strada piastrellata d'oro del mago di Oz, non vedi più niente, e fai facce strane strizzate alla gente che passa in controluce. Però, quando entri in un ambiente chiuso, il sole è sparito. Nente impressione sulla retina. Si vede che è rimasto tutto incollato ai marciapiedi fuori.
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