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domenica 16 luglio 2017

Capisci i nuotatori


Per capire come funzionano i rapporti sociali basterebbe essere bagnino per un giorno.

In piscina si possono riconoscere le varie indoli delle persone nel rapportarsi con gli altri, dove gli altri sono gli sconosciuti con cui a ognuno tocca condividere l'esistenza, a meno di non isolarsi autarchicamente su un picco o un'isola deserta.

Ecco, la piscina non è né un picco, né un'isola, e nemmeno un minilago deserto. E' una pozza rettangolare con delle regole ben imprecise e un'accozzaglia di gente che non si conosce a mollo, impegnata nel nuotare perlopiù. 

Già, all'arrivo c'è quell'ameno obbligo di mettersi la cuffia in testa e di farsi la doccia. Molti svicolano la doccia, e i più rispettosi si irrorano con una spruzzatina d'acqua tanto per dare un'idea di doccia ai bagnini, che, dal canto loro, sono impegnati a fare altro (osservare la molteplicità umana nuotare e fare mentalmente considerazioni sui rapporti sociali). Io aggiungere un altro must: tagliarsi le unghie e limarsi i calli. Dovrebbe esserci un controllore molto rigido sul rispetto di questa regola, che sarebbe inutile se la gente fosse civile e tutelasse il proprio ed altrui spazio vitruviano. Ergo, la regola non sarebbe solo utile, ma vitale. 

Quando si è più di uno per corsia, ma a volte anche uno solo, e non si è attenti, è facilissimo, infatti, che a qualcuno vengano inferte ferite da unghia e da callo acuminato. Questo accade perché c'è gente che, se sei davanti a lei ed è più veloce, ti arriva addosso e ti incide le piante dei piedi manco fosse Edward mani di forbice. Aspettare di poter superare senza arrecare danno o disturbo non è contemplato. 

Per il perfetto rispetto degli altri l'ideale, attuato da tantissimi e caratterizzato da massima visibilità sulla situazione d'insieme, è nuotare a dorso, soprattutto se non si è in grado di andare dritto e indirizzare gli arti in direzione parallela al corpo. Ad ogni bracciata si provvede ad arpionare e incidere i corpi sia dei compagni di corsia, sia di quelli delle corsie vicine, data l'ampiezza dell'arcata che compie la bracciata di taluni. 
Più gente c'è in corsia, più è indicato mettersi a fare dorso, tavoletta e soprattutto darsi alla pazza gioia con un bel delfino energico, che invade con un'onda di tsunami tutta la piscina, fino ad arrivare addosso ai bambini della vaschetta da 50 cm, per non parlare degli effetti incisori di lunghe unghie laccate di donne con un look strepitoso in ogni occasione e calli preistorici dei vecchietti bisognosi dei massimi devozione e rispetto da parte dei più giovani, senza necessità alcuna di reciprocità. 

Certo, poi, si è tentati di ricorrere ad armi chimiche, ma di questo il bagnino nulla può sapere. Se davvero ci fosse il leggendario coloratore di pipì, scommetterei che quelli che infliggono unghiate alle piante dei piedi non potrebbero più farlo perché, immersi nel blu dipinto di blu, perderebbero il senso dell'orientamento e si schianterebbero di testa contro i crani di coloro che arrivano in direzione contraria. 

Forse, davvero, è meglio non essere bagnini per un giorno.

Magari conviene leggersi "La Repubblica" e credere nella possibilità dell'impossibile.  

Ché almeno si sta illusoriamente contenti per un po'.

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