LE COSE CHE SCRIVO IN QUESTO BLOG SONO FRUTTO DELLA MIA FANTASIA (BACATA).
QUALSIASI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ESISTENTI E' CAUSALE.

lunedì 18 maggio 2026

Ossimorica e deformata interpretazione dell'impiego dell'AI



Al Salone del libro, che finisce oggi, c'era un sacco di gente in gamba che parlava, leggeva, discuteva.
Tra questi, una psicologa, Barbara Volpi, incastonata tra altri personaggi, era bravissima a esprimere i concetti.
Tra questi c'era anche Giusy Marchetta,  che ha scritto il bel "L'iguana non vuole", che  parla di scuola, un po' come Enrico Galiano, che di qualunque cosa parli parla di scuola, anche al Salone, anche all'intervista nello spazio de "La Stampa", dove avrebbe dovuto raccontare il suo ultimo libro "Il cuore non va a dormire", ma evidentemente il cervello del prof va a dormire meno del cuore.  


Ovviamente, dove c'era Giusy Marchetta, anche lei prof, si è parlato anche (e onestamente, stranamente, non solo) di scuola. 

Ecco, Barbara Volpi, psicologa, psicoterapeuta ma non prof, ha scritto un libro quest'anno sull'argomento e raccontava di come i bambini da 0 a 2 anni non debbano vedere gli adulti di riferimento maneggiare un cellulare.

Ma poi si è venuto a parlare di scuola, e sia lei sia altri relatori spiegavano - tutti d'accordo, prof e non prof - che i ragazzi devono essere accompagnati a usare in modo critico l'intelligenza artificiale, si deve insegnare loro a usare il giusto prompt, a studiare con l'aiuto dell'AI, a farsi interrogare e correggere. A verificare sempre la veridicità dei dati. E c'erano molti docenti, nel pubblico, che avevano seguito un sacco di corsi sulla piattaforma SOFIA dedicata alla formazione dei docenti, tutti sull'AI, perché moltissimi Dirigenti hanno caldamente invitato alla formazione, in linea con quello che dicevano i relatori. 

Certo, l'AI inquina un casino, e quindi meglio usarla consapevolmente e bene, piuttosto che come fanno alcune persone sprovvedute e non formate, o piuttosto che scambiare per risultati di una tradizionale ricerca Google i risultati della ricerca Google nella sezione AI (ma poi, perché bisogna inquinare il decuplo con una ricerca Google, quando l'AI magari non ci serve in quel momento?).

Evidentemente, alcuni dirigenti scolastici, altri rispetto a quelli di cui sopra, o magari anche gli stessi, fan di James Russell Lowell, tengono molto, molto, molto alla protezione dell'ambiente. All'improvviso, dispongono tramite circolari il divieto di qualsiasi utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale che comporti il trattamento, diretto o indiretto, di dati, informazioni o contenuti riconducibili all’attività didattica, educativa, organizzativa o, più in generale, al contesto scolastico, anche qualora l’uso avvenga per finalità personali, da intendersi indipendentemente dal luogo di utilizzo, dal dispositivo impiegato e dal tipo di account utilizzato (istituzionale o personale), intendendo non solo applicazioni dedicate (es. chatbot o generatori di contenuti  come ChatGPT, Gemini, Copilot, Claude…), ma anche funzionalità di IA integrate in piattaforme, software, sistemi di posta elettronica o strumenti di videoscrittura, quali, a titolo esemplificativo, suggerimenti automatici, riscrittura o correzione di testi, analisi dei contenuti, ecc.

Questi dirigenti sono così dediti alla difesa della natura, che, prossimamente, vista la totale impossibilità di usare un PC astenendosi dall'intelligenza artificiale (la usa la ricerca Google, la usa la mail di google, la usa Gsuite per la scuola, è stata integrata anche in Classroom, ma banalmente, anche il correttore ortografico o il traduttore di Google non sono scevri da intelligenza artificiale,...) faranno creare fogli di papiro con piantagioni di papiri in ogni luogo d'Italia, dove gli insegnanti trascorreranno un monte ore aggiuntivo annuale in modo che nessuno dica mai più di loro che sono braccia rubate all'agricoltura.
Chiederanno pure ai docenti di far usare come inchiostro il loro sangue, prelevato durante apposite sedute, in cui sanguisughe naturali e molto ecologiche saranno loro incollate alla pelle per il prelievo. Queste ultime saranno incluse nel welfare annunciato da Valditara. Le spese per le analisi del sangue rientreranno infatti nella prodigiosa assicurazione PRIVATA per gli insegnanti della PUBBLICA Istruzione.

martedì 12 maggio 2026

Etimologia dello sciopero (zacchete) e della manifestazione (zicchete)

C’è una cosa strana che è successa in autunno, e, ancora un pochino, succede tuttora, ma meno, perché è già meno di tendenza.

In Italia, negli ultimi dieci anni, gli indigenti sono aumentati del 43%. Il tasso di occupazione è 9 punti sotto la media europea. In Ucraina, dall’inizio della guerra, quasi due milioni di vittime. A Gaza, dal 7 ottobre 2023, oltre 72.000 vittime.

Eppure, quando si parla di cose che ci toccano da vicino, la reazione è sempre la stessa: non vedo, non sento, non parlo. Mi chiudo nella mia bolla e cerco a tutti i costi di costruirmi una serenità sintetica.

Poi però, ecco lo SCIOPERO per Gaza. A ottobre. E lì, improvvisamente, due milioni in piazza. Categorie che SCIOPERANO per Gaza.

Scioperano.

E allora mi viene in mente l’etimologia: ex‑operare, uscire dal lavoro. Uno strumento nato per difendere chi lavora, non per fare beneficenza geopolitica tra l'altro sgangherata, perché i soldi li trattiene il datore di lavoro, mica vanno a Gaza.

Perché quando le condizioni di lavoro peggiorano a vista d'occhio con leggi assurde, carichi disumani, sprechi, interpretazioni creative della normativa, la filosofia del “lavora di più così sembri produttivo e chi se ne frega se non ti rimane più il tempo per vivere” — la maggior parte si piega e krumirizza con una naturalezza che di naturale non ha proprio nulla.

Poi però si sciopera, perdendo soldi veri, per una causa che non ha nulla a che vedere con il proprio lavoro.

Ma perché non MANIFESTARE (parola derivante dal latino manifestare, a sua volta derivato da manifestus, cioè "manifesto", "evidente"), invece che SCIOPERARE?

E in più: se si vuole manifestare per le vittime, perché non anche per quelle dell’Ucraina?

Perché non per tutte le vittime delle 32 guerre e 22 crisi attive nel mondo a inizio 2026?

Il marketing, quando funziona, è micidiale: ti fa credere di sapere quello che fai, invece è solo lui che sa quello che ti fa fare.

Basta un attimo.

Ti distrai, ti giri, guardi altrove.

E zacchete.





venerdì 8 maggio 2026

Tempistica impeccabile

Ho scoperto che se uno ha un blog che scrive con costanza, può entrare gratis al Salone del libro con l'accredito. 
E io ho un blog, e che blog: lo scrivo dal 2007, l'ho scritto con costanza per un sacco di anni, addirittura tutti i giorni, a volte più volte al giorno, con una prolificità che farebbe invidia a certi romanzieri russi dell'Ottocento, solo che loro scrivevano Guerra e Pace e io scrivevo delle ascelle farinose e della dura legge dell'imprenditoria, ma tant'è.
Ecco, mai e poi mai, quando sono andata al Salone, ho saputo che avrei potuto entrare gratis, in qualità di blogger super mega prolifica. Sono sempre entrata a pagamento, tranne un glorioso anno in cui mi hanno invitata a prendere parte alla giuria di "Incipit offresi" con tanto di accredito. Poi c'è stato anche il quasi glorioso anno in cui ero convinta di entrarci come autrice della Giulio Perrone, e poi invece mi hanno detto: ma no, pagati l'ingresso che tanto il tuo libro mica lo portiamo, noi, al Salone, ché l'abbiamo pubblicato a febbraio e siamo già a maggio, è vecchio e stantio.  Come il pane di tre giorni, solo meno utile.
Invece, quest'anno che ho scritto meno post, perché ho scritto una serie di romanzi da cassetto, racconti da concorso in cui si vincono mezzi kg di castelmagno e creme d'aglio di Caraglio, ecco, quest'anno ho fatto questa scoperta. 

La tempistica, come al solito, è impeccabile.